Le ultime innovazioni, le tecniche di incollaggio, i materiali da utilizzare: intervista al dott. Carlo P. Marinello, Professore Emerito dal 2015 alla Dental School dell'Università di Basilea
L'odontoiatria mininvasiva è espressione di un approccio, di un rispetto generale per le componenti naturali in salute (sostanza dentale e tessuti molli). Queste procedure sono diventate oggi una reale alternativa grazie a diversi fattori: produzione di restauri estremamente sottili e precisi, moderni protocolli di incollaggio, biomateriali innovativi e tecnologie avanzate.
In questa intervista, il dott. Carlo P. Marinello* (nella foto) fa luce sull'importanza delle procedure protesiche minimamente invasive, concentrandosi sulle ultime innovazioni in questo campo.
Perché necessitiamo di protesi mininvasive?
Una dentizione sana, priva di carie e restauri, rappresenta la migliore situazione di partenza per garantirne una funzionalità permanente sotto tutti gli aspetti (strutturali ed estetici), a patto che la naturale sostanza dentale non venga a mancare attraverso processi fisiologici o patologici.
Il nostro obiettivo primario è quindi quello di prevenire o rallentare tali processi in modo profilattico o, in uno stadio avanzato, di riportare il dente, per quanto possibile, al suo stato originale attraverso una procedura additiva. Inoltre, dobbiamo considerare che la cavità orale è un "ambiente ostile": l'umidità, lo stress, le variazioni di temperatura e di pH possono compromettere la qualità del restauro. Utilizzando tecniche mininvasive attraverso una terapia diagnostica guidata e riducendo così al minimo il numero di denti coinvolti, possiamo garantire in modo significativo la permanenza del dente naturale.
Quali esempi di restauri minimamente invasivi conosciamo?
L'odontoiatria minimamente invasiva comprende diversi tipi di restauri. Faccette per il rimedio a scheggiature, faccette incisali, faccette parziali e faccette complete vengono utilizzate, ad esempio, nella regione anteriore prima delle corone convenzionali. Mentre nella regione posteriore si ricorre ai cosiddetti table tops, alle faccette parziali e agli onlay.
Anche la sostituzione dei singoli denti è soggetta a requisiti simili. Per questo motivo, i ponti adesivi, ad esempio, rientrano tra i restauri semplici, di successo e minimamente invasivi in pazienti adolescenti, giovani, ma anche anziani. Anche le semplici protesi parziali rimovibili rappresentano una soluzione minimamente invasiva, in quanto sostituiscono efficacemente diversi denti mancanti senza un’estesa preparazione del moncone.
Quali sono le ultime innovazioni in termini di odontoiatria minimamente invasiva?
Tra le protesi minimamente invasive, le faccette hanno un grande potenziale in termini di utilizzo convenzionale e un uso illimitato per le idee innovative. Un esempio perfetto è dato dal nuovo concetto Prettau® Skin®, una recente soluzione mininvasiva costituita da faccette particolarmente sottili, che raggiungono uno spessore di 0,2 mm. Queste faccette rappresentano un restauro estremamente sottile, sofisticato e allo stesso tempo stabile, con un'elevata precisione di adattamento. La raccolta digitale dei dati e il conseguente flusso di lavoro che prevede la realizzazione e prova in bocca di un mock-up facilitano inoltre il coinvolgimento del paziente nel processo decisionale, rendendo queste faccette un trattamento affidabile per il team protesico.
Quando si trattano pazienti con soluzioni minimamente invasive è importante considerare che lo spessore dello smalto facciale diminuisce con l'età a causa dell'erosione e dell'usura, e che dagli studi emerge uno spessore medio di soli 0,3-0,7 mm. Le "vecchie regole" affermano che la riduzione dello smalto a 0,5 mm per un restauro con faccette rischia di esporre la dentina nella zona cervicale. In questo contesto, Prettau® Skin® con il suo spessore minimo di 0,2 mm rappresenta una soluzione protesica che può essere applicata senza o con una preparazione minima del dente. In questo modo la faccetta in zirconia ultrasottile svolge tre funzioni: sostituire i tessuti persi, soprattutto lo smalto, proteggere da ulteriori perdite di tessuto e creare una sorta di "smalto a vita". Quest'ultimo aspetto da supportare ancora da studi a lungo termine.
Quali sono i prerequisiti per l'incollaggio della zirconia?
Per creare un legame chimico con la zirconia si utilizza un metacrilato fosforico, il monomero 10-MDP. Il prerequisito è che si crei una superficie pulita e micromeccanica sulla superficie del dente e sull'intaglio del restauro. Inoltre, si raccomanda l'uso di uno specifico Zirconia Cleaner per la decontaminazione delle superfici contaminate da saliva e sangue.
Oggi, con i moderni materiali e metodi disponibili, è possibile garantire un legame duraturo e stabile. Tuttavia, l'incollaggio di faccette in zirconia è ancora un procedimento clinico complesso e impegnativo, che richiede una conoscenza di base dell'adesione e una formazione pratica specifica e mirata.
In che modo gli sviluppi dei materiali e dei processi digitali influenzano l'odontoiatria minimamente invasiva?
Le ultime innovazioni in materia di zirconia includono materiali con proprietà di traslucenza molto elevate. In combinazione con la sfumatura di colore integrata, questi materiali possono essere utilizzati per produrre restauri dall'aspetto particolarmente naturale, mantenendo un design monolitico. Per quanto riguarda i processi di digitalizzazione, questi consentono di memorizzare file digitali permanenti per la produzione del restauro finale e l'eventuale realizzazione di prototipi, mock-up di prova o provvisori, che rappresentano una fase del trattamento molto importante per creare restauri che soddisfino le esigenze di pazienti e dentisti.
Nello specifico delle faccette, il workflow digitale ne permette una valutazione diagnostica mirata a determinare l'adeguata direzione di inserimento, una preparazione ottimale del moncone e una guida di preparazione specifica. In generale, grazie alle tecnologie CAD/CAM di oggi è poi possibile produrre restauri in zirconia con un elevato livello di precisione.
In merito alla sua innovativa tecnica Prettau® Skin®, Zirkonzahn offre a tutti gli odontotecnici e dentisti interessati la possibilità di apprenderne il flusso di lavoro completo in specifici corsi dedicati.
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Immagini prima/dopo di un caso trattato con faccette Prettau® Skin®, dallo spessore minimo di 0,2 mm.
*Il dottor Carlo P. Marinello si è laureato all'Università di Zurigo, per cui è stato professore associato presso il Dipartimento di Protesi fissa e rimovibile e di Scienze dei materiali dentali e, successivamente, anche responsabile del Dipartimento di Parodontologia. Ha ricoperto la carica di responsabile del Dipartimento di Odontoiatria Ricostruttiva e Disturbi Temporo-Mandibolari presso la Dental School dell'Università di Basilea, dove gli è stato riconosciuto il titolo di professore emerito nel 2015. Nei suoi quasi 50 anni di esperienza nel settore è stato membro di molte delle più prestigiose istituzioni protesiche.
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