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25 Gennaio 2021

Perno sì - Perno no: come quando e perché?

Nella restaurativa abbiamo visto tutto e il suo contrario, nella protesi pure. Il tema affrontato dal prof. Massimo Gagliani è quello dei perni

di Massimo Gagliani


La mia generazione, quella dei giovani sessantenni, può essere a buon diritto quella che ha attraversato molte più epoche dentali dei nostri predecessori; il mio amico Sprea (al secolo Roberto Spreafico) ci chiama “Copalite (*) Generation”. Ha ragione. Nella restaurativa abbiamo visto tutto e il suo contrario, nella protesi pure.  

Un tema che ha sempre appassionato è stato quello dei perni; chiunque tra noi ha avuto un passato “pernologico”, non posso citare tutti quelli che hanno partecipato per non scontentare nessuno, ma l’inserire all’interno del canale radicolare ogni genere di armamentario, con i più disparati intenti, è stata una tentazione troppo forte per essere trascurata.

Da qui scuole di pensiero: “metallari" contro “fibranti”, “oristi” contro “titanisti”, “neri” contro “trasparenti” nelle due versioni “transilluminanti” o “opacizzanti”. Successivamente sono apparsi i vari scismi: “fibristi riconvertiti metallari” sino ai negazionisti del perno.
Vista così sembrerebbe una contesa medioevale; intendiamoci, è paradosso lessicale, ma non distante dal vero, il che fa sorridere parlando di scienza e, se vogliamo, anche di coscienza. 

Casualmente mi viene sottomano questa revisione sistematica (**) che uscirà tra poco su Clinical Oral Investigation avente come obiettivo quello di chiarire se sia meglio inserire un perno immediatamente al termine del trattamento endodontico oppure attendere del tempo.Purtroppo la risposta non lascerebbe scampo, come vedrete dalla lettura ragionata che la solerte dottoressa Lara Figini vi proporrà, in italiano, nei prossimi giorni su Odontoiatria33. 

Una prima risposta significativa e, per certi versi, prevedibile. Abbiamo così una risposta altamente probabile – il dubbio è il privilegio di chi ha vissuto molto (J Saramago, Caino) – tra le molte che vi ho citato. Rimangono molti altri interrogativi e spero sempre di sollevare dibattiti e di catalizzare risposte; al momento, vedo che la pigrizia “covidica” aleggia su molti di noi.
 Passerà! 


Note: 

(*) Copalite: prodotto commerciale che veniva confezionato sulla base di una resina vegetale, la copale appunto, idonea a sigillare i tubuli dentinali al di sotto delle otturazioni in amalgama superficiali, ovvero non molto profonde. Si parla di paleontologia dentale estintasi….ma forse qualcuno la usa ancora, essendo presente nei cataloghi dentali! 

(**) “Comparison between immediate and delayed post space preparations: a systematic review and meta-analysis” Dos-Reis Prado et al 2021 Clinical Oral Investigation (25), 2,  417-440

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