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26 Settembre 2022

Zirconia e Disilicato di Litio: “un’unione” implantare

Per il prof. Gagliani la nuova via che l’odontoiatria di qualità deve percorrere è molto semplice: utilizzare materiali biocompatibili, tollerabili, duraturi nel tempo e facili da utilizzare

di Massimo Gagliani


Il Journal of Prosthetic Dentistry pubblicherà, nel prossimo futuro, un articolo interessante riguardo la cementazione di corone in Disilicato di Litio (DSL) su “abutment” in zirconia (Zr) realizzati “ad hoc” (mescolanza latino-inglese che riporta al Vallo di Adriano…), ne pubblicheremo una sintesi, grazie a Lara Figini, nei prossimi giorni su Odontoiatria33. 

Perché l’articolo può essere interessante? 

Il motivo è clinico: un impianto con emergenza non favorevole può essere corretto con un “abutment” debitamente congegnato e, in zone ad alta valenza estetica, l’impiego di una ceramica vetrosa può essere la più valida delle alternative. 

Visto così il problema è meramente meccanico; nella realtà, da numerosi studi già ampiamente pubblicati, sia il DSL, sia la Zr hanno fornito risultati estremamente efficaci riguardo lo sviluppo della placca batterica. Entrambi i materiali hanno, a più riprese, mostrato una ridotta colonizzazione batterica, requisito essenziale per una favorevole biocompatibilità e tollerabilità da parte dei tessuti di sostegno. 

Le procedure di cementazione, come descritto dall’articolo, sono estremamente semplici e Lara Figini, come sempre encomiabile, ci fornirà i dati nello specifico; quello che risulta da questa doppia procedura è assai semplice, materiali biocompatibili, facili da usare, duraturi nel tempo.

La nuova via che l’Odontoiatria di qualità deve percorrere e che, grazie alle tecnologie CAD/CAM, può essere disponibile per una sempre più vasta fascia di popolazione. A patto che questo segreto non venga rivelato e si attribuiscano valori commerciali, a queste sistematiche, smisurati in termini di ricarico. Il destino dei progressi appannaggio di pochi non condivisi da molti. 

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