Dental Cadmos ottiene l’Impact Factor. Celebrando questo riconoscimento, il prof. Gagliani affronta il tema della dicotomia tra mondo scientifico e mondo reale ricordando le basi per erogate una odontoiatria priva di compromessi e certificata nelle procedure
Recentemente la rivista di riferimento del gruppo EDRA, Dental Cadmos, ha compiuto 90 anni e ha raggiunto, oltre che l’inclusione nell’importantissimo archivio digitale denominato Scopus, la certificazione del “Fattore di Impatto”, traduzione dall’inglese di Impact Factor (IF).Lo si deve a una tradizione iniziata dal prof. Carlo Guastamacchia che, complice il dott. Vito Melica, trasformò una rivista meramente commerciale in una rivista di aggiornamento scientifico; ovvero una rivista i cui contenuti fossero vagliati per credibilità e qualità.
Il prof. Giovanni Lodi ha ulteriormente sviluppato il progetto, curando un processo di revisione degli articoli ancora più rigoroso, e ha conseguito un traguardo che pone la coccarda della rispettabilità, qualora servisse, al Dental Cadmos che si avvierà a solcare i suoi prossimi novant’anni.
Tutto questo per dire che l’informazione, ma soprattutto, la formazione controllata siano il fondamento di una professione che, chiedendo a sé stessa di essere seria e scrupolosa, dovrebbe fare un ulteriore salto per erogare un’odontoiatria priva di compromessi e certificata nelle procedure.
Cosa percepisca, per contro, la grande massa dei professionisti è ancora tutto da dimostrarsi: non so quanti tra i colleghi siano interessati a quanto ci siamo detti sin qui.
Certamente esisterà la consapevolezza che Dental Cadmos sia qualcosa di autorevole, credo di non dire un’eresia se questa consapevolezza sia fondata su un sentito dire piuttosto che su dati acclarati e conosciuti.In aggiunta, molti articoli legati alla ricerca non clinica difficilmente racchiudono evidenze spendibili nei non addetti ai lavori, ovvero coloro che occupandosi di denti quotidianamente siano meno interessati a comprendere se il tale composto migliori dello 0,3% la guarigione della gengiva.
In questa dicotomia tra mondo scientifico ristretto e mondo reale sarebbe bene investigare con cognizione di causa; da qui discenderà una più profonda comprensione degli obiettivi formativi che la professione reclama magari senza trovare una risposta univoca ma cercando di contemperare, all’interno di una “rivista” ciò che è scientificamente interessante e ciò che è clinicamente importante.
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