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02 Ottobre 2026

Parodontite, terapia sottogengivale solo per il 12,5%. I dati SIdP

L’indagine Omni Salus 2026 della SIdP su 3.000 adulti registra più controlli regolari in studio, ma una pulizia interdentale ancora carente. Solo il 12,5% degli intervistati riferisce di aver ricevuto la terapia parodontale non chirurgica


filo interdentale

Gli italiani vanno dal dentista più spesso rispetto al passato, ma a casa trascurano l’igiene interdentale e si affidano soprattutto al collutorio. È quanto emerge dall’indagine Omni Salus 2026, promossa dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) con il contributo non condizionante di Curasept su un campione nazionale di 3.000 adulti e presentata in occasione del Mese della Prevenzione Dentale. Oltre il 60% degli intervistati si sottopone a controlli regolari, ma il 41,3% non usa mai filo interdentale o scovolino e solo il 12,5% riferisce di aver ricevuto la terapia parodontale di base.

Più controlli regolari in studio

Il dato sulla frequenza delle visite segna un miglioramento rispetto alle rilevazioni precedenti, quando la quota di chi si recava dal dentista per controlli era ferma al 37%. Oggi il 43% del campione si sottopone a una visita ogni 6-12 mesi e un ulteriore 20,6% va dall’odontoiatra con una frequenza di poco inferiore a una volta l’anno. Solo il 16% dichiara di non vedere un dentista da oltre cinque anni. Per il presidente SIdP Leonardo Trombelli si tratta di primi segnali positivi, attribuibili anche alle campagne di sensibilizzazione promosse negli ultimi anni, a cui la società scientifica ha contribuito.

Igiene interdentale, il punto debole

Il quadro cambia se si guarda alla cura quotidiana. Il 40,8% degli intervistati usa collutorio o altri sciacqui almeno tre volte a settimana, con un uso giornaliero più diffuso tra le donne rispetto agli uomini (23,3% vs 16,5%). Al tempo stesso, il 41,3% non utilizza mai il filo interdentale o altri strumenti per la pulizia degli spazi interprossimali, con valori più alti tra gli over 70, e soltanto il 28,7% li usa con una frequenza adeguata, cioè da tre a sette o più volte a settimana.

Il collutorio è un ausilio, non un sostituto

Il presidente Trombelli ricorda che, oltre allo spazzolino, filo e scovolino sono gli unici strumenti in grado di rimuovere meccanicamente la placca negli spazi interdentali, dove ha origine la maggior parte delle patologie gengivali. Il collutorio è “comodo e veloce, ma non sostituisce il filo o lo scavolino”, sottolinea Trombelli. Va usato in modo mirato, dopo lo spazzolamento e l’igiene interdentale, per il tempo e con le modalità indicate dal professionista.

Secondo il presidente SIdP, la scarsa diffusione della pulizia interdentale rischia di favorire nel tempo l’insorgenza e la progressione delle malattie gengivali. Anche il successo a lungo termine delle terapie parodontali e implantari, sottolinea, dipende dalla correttezza e dalla costanza dell’igiene domiciliare, da eseguire due o tre volte al giorno.

Il divario nell’accesso alla terapia parodontale

L’indagine evidenzia infine una distanza marcata tra la diffusione della parodontite e il ricorso alle cure. Solo il 12,5% degli intervistati riferisce di essere stato sottoposto a pulizia sottogengivale, l’intervento di primo livello raccomandato per arrestare insorgenza e progressione della malattia, efficace sia in chiave preventiva sia terapeutica e poco invasivo. Il dato va confrontato con una patologia che, secondo la SIdP, interessa circa il 60% della popolazione italiana, pari a circa 30 milioni di persone, con un 10-15% di forme gravi o avanzate.

Ancora più bassa è la quota di chi ha ricevuto un intervento di chirurgia gengivale, la terapia parodontale di secondo livello per i casi avanzati o che non rispondono adeguatamente al trattamento non chirurgico: appena il 4,7% del campione. Per Trombelli questi numeri richiamano la necessità di un sistema in grado di intercettare e trattare la parodontite con interventi proporzionati alla gravità del caso. Se non curata, conclude, la malattia porta alla perdita dei denti ed è associata a patologie sistemiche come diabete, malattie cardiovascolari e reumatologiche.  

Fonte: SIdP, indagine Omni Salus 2026.

 
 

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