Si tratta di un'analisi retrospettiva che prevede di intervenire su un dataset di dati aggiornati dagli operatori dello studio dentistico nell'esercizio delle normali mansioni quotidiane. Lo scopo della raccolta è trovare una correlazione tra il tempo di lavorazione clinico (ritocchi occlusali e cementazione) e la tecnologia produttiva utilizzata per la realizzazione del manufatto. Sono state raccolte le indicazioni riguardanti 532 corone singole prodotte dallo studio.
Durata della raccolta dei dati: tre anni (2011-1013). La possibilità offerta dalle tecnologie digitali è di progettare e attuare un workflow che consenta di ridurre la necessità del controllo o addirittura di evitarlo, riducendo o annullando alcuni dei passaggi all'interno del tradizionale ciclo produttivo di un manufatto. Mentre nel flusso di lavoro tradizionale viene presa un'impronta negativa delle forme interessate dalla produzione che poi andrà sviluppata in positivo con un modello in gesso, nel flusso di lavoro digitale le forme vengono elaborate immediatamente in positivo fornendo in tempo reale, un modello virtuale tridimensionale senza il passaggio negativo/positivo tipico del primo caso. La verifica della qualità del processo di presa dell'impronta viene eseguita immediatamente e contestualmente alla presa stessa dell'impronta con un grande vantaggio produttivo.
Valutazione del parametro "tempo/ritocchi occlusali/cementazione"
In ambito clinico, si è cercato di operare una valutazione della produzione, rilevando i dati ricavati dal tempo dei ritocchi occlusali e della cementazione dei manufatti.
Sono stati messi a disposizione i dati che riguardano la quantità di tempo trascorsa dal paziente seduto alla poltrona nella fase finale di lavorazione. In questo punto il manufatto viene provato, ritoccato e cementato.
La linea media del tempo inesorabilmente tende a scendere indicando una costante diminuzione del tempo operativo. Analizzando in maniera macroscopica la distribuzione dei valori nel tempo, si notano tre grandi aree di distribuzione in cui si identifica una certa omogeneità di comportamento dei valori rilevati.
Fase 1
Presa dell'impronta con materiali tradizionali scansione intraorale digitale; i tempi iniziali sono sovrapponibili.
Fase 2
La tecnologia monolitica prevede l'eliminazione della stratificazione della parte estetica su di una sottostruttura.
Fase 3
Nella fase finale, viene introdotta una tecnologia in grado di controllare a priori, tramite articolatore virtuale, la funzione che il manufatto dovrà svolgere nel cavo orale del paziente. Vengono ridotti al minimo o eliminati completamente i ritocchi occlusali.
Conclusioni
La tecnologia monolitica permette di produrre un manufatto in cui progettazione, controllo della funzione e realizzazione avvengono completamente in ambiente digitale. L'eliminazione di alcuni passaggi tra una lavorazione e l'altra consentono di ottimizzare il flusso e di evitare l'aumento dell'errore naturalmente associato ad ogni passaggio. Le nuove tecnologie di tipo digitale, in generale sono in grado di offrire un notevole vantaggio in termini di affidabilità produttiva.
A cura di: Michele Rossini (nella foto), odontoiatra libero professionista.
L'articolo originale è stato pubblicato in Quaderni Odontoiatrici numero 2/2014 (Tueor Servizi edizioni). Su gentile concessione di Tueor Servizi srl e del Centro Ricerche & Statistiche. Sintesi a cura dall'autore
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