Gli studi dentistici italiani hanno 300.000 euro nel gestionale, centinaia di vecchissimi pazienti già acquisiti aspettano che qualcuno li richiami. I consigli di DentalLead
Uno degli argomenti più malcompresi nel corso degli ultimi decenni è il “paziente dormiente”.
Ogni dentista desidera tanti nuovi pazienti da curare, e come dargli torto.
Solo che nessun dentista pensa mai che “Ogni nuovo paziente, è in realtà il vecchio paziente di un altro dentista….che non lo ha mai chiamato”.
Ora, proviamo a fare una riflessione assieme… apri il tuo gestionale. Filtra i pazienti che non hanno effettuato una visita da più di cinque (5) anni almeno, ma andiamo anche a quelli che non vengono da otto o dieci (8-10).
Che numero che appare? Per la maggior parte dei dentisti titolari di studio da un decennio o più, quella cifra si aggira tra le 300 e le 600 persone.
A volte supera il migliaio. In alcuni casi le "migliaia" sono tante.
Molto spesso i consulenti di marketing questi dati non li analizzano, sono orientati verso a nuova paziente…ed è anche normale che sia così. In effetti loro non hanno quasi mai un’attività da gestire e un sistema complesso come uno studio dentistico. Quante volte hai estratto questi nominativi e hai creato una strategia per riportarli in studio?
La risposta, quasi sempre, è mai..
Il patrimonio nascosto nel gestionale
Nel linguaggio del marketing si chiama customer retention, ma nei numeri di uno studio dentistico assume una forma molto concreta: ogni paziente che ha varcato la tua soglia, si è fidato di te, ha pagato una prestazione, ha beneficiato della tua professionalità e poi è scomparso, rappresenta un'opportunità economica intatta. Non è un contatto freddo. Non è un utente che ha visto un annuncio su Instagram e non sa ancora chi sei. È qualcuno che ha già superato la barriera più difficile: la fiducia iniziale.
Acquisire un nuovo paziente costa in media cinque-sette volte di più che riattivarne uno esistente. Nel dentale, dove la fiducia è una variabile critica e il ciclo decisionale è lungo, questo moltiplicatore tende a essere ancora più elevato. In pratica mettere un nuovo paziente in poltrona ti costa fino a 5-700 euro. Un paziente dormiente ti costa 10 minuti di telefonata! "Eppure, la stragrande maggioranza degli investimenti in marketing degli studi dentistici italiani è orientata verso le agenzie. Il database esistente rimane fermo, non utilizzato, non sfruttato".
Il calcolo che nessuno fa
Uno studio attivo da quindici anni ha accumulato nel gestionale un database storico di 2.500-3.000 pazienti, almeno. Una quota realistica del 25-30% — tra i 700 e i 900 pazienti — non effettua una visita da più di otto (8) anni.
Perchè nessuno li chiama?
Nessuno li chiama perchè chiunque penserebbe che questi pazienti siano andati da qualcuno altro o che siano pazienti senza problemi….mentre i problemi li hanno solo che non sono ancora diventati urgenze e non sono ancora stati spinti a cercare un nuovo dentista.
Quindi perchè aspettare che si verifichi un’urgenza e chiamino il primo che capita, quando con una buona strategia e una persona corretta che chiami i vecchi-vecchissimi pazienti, puoi avere un beneficio tu e un beneficio il paziente?
Ti sei mai interrogato sulle differenze di accettazione, e di passaparola, che esistono tra nuovo paziente e vecchio-vecchissimo paziente?
Il primo dato che sorprende i titolari di studio è il tasso di accettazione della prima visita.
Per un paziente nuovo, proveniente da una campagna pubblicitaria, quel tasso si attesta mediamente intorno al 10-15%.
Per un paziente dormiente che risponde a un ricontatto mirato e professionale, i dati rilevati da DentaLead sugli studi seguiti mostrano tassi che raggiungono il 50-60%.
La fiducia preesistente abbatte la resistenza iniziale in modo drastico. Il secondo dato è ancora più rilevante dal punto di vista economico: un paziente che non frequenta lo studio da sei, otto o dieci anni non si presenta neanche per una semplice igiene, presenta carie non trattate, lavori pregressi importanti da verificare o rifare, piani di trattamento mai completati e diverse nuove terapie da fare dopo troppi anni di mancanza di attenzione. Il valore medio di un piano di cura riaperto su un paziente dormiente non è paragonabile a quello di un richiamo ordinario. Confrontalo con l'investimento annuo in marketing esterno: un'agenzia a 2.000 euro al mese più budget pubblicitario porta via tra i 30.000 e i 45.000 euro all'anno. Con nuovi pazienti freddi, tassi di accettazione incerti, pazienti che entrano per un preventivo e spariscono.
Quali sono le priorità da seguire per far crescere lo studio dentistico?
Chiaro che sono molte, ma rimaniamo concentrati su questo argomento. Prima di uscire a cercare nuovi pazienti, ha senso sapere quanti vecchi pazienti, tuoi pazienti, stanno aspettando — magari inconsapevolmente — che qualcuno li richiami.
Perché nel normale lavoro con alcune agenzie non se ne parla?
La risposta è strutturale. Un'agenzia di marketing generalista — anche una tecnicamente valida — lavora su metriche rendicontabili: impressioni, click, costi per lead, nuovi contatti generati.
Questi dati si inseriscono in un report mensile, si presentano al cliente, giustificano il contratto. La riattivazione del database paziente non funziona così. Richiede di entrare nel gestionale dello studio, capire i codici prestazione, distinguere un paziente in terapia attiva da uno in fase di mantenimento da uno che ha interrotto dopo la prima visita. Richiede di conoscere il ciclo della cura dentale, i tempi medi tra un controllo e il successivo, le motivazioni tipiche di abbandono del paziente nel settore. Richiede capire e sapere come funzionano le dinamiche di richiamo e riattivazione dopo tanti anni. Nessuna di queste competenze può essere standard nell'offerta di un'agenzia generalista. Perché ciò che non si sa fare, non si può vendere.
Il risultato pratico per il titolare di studio è questo: continua a pagare per portare nuovi pazienti in studio, mentre centinaia di pazienti già acquisiti (per i quali hai già speso soldi in costo di acquisizione) se ne vanno silenziosamente da un tuo collega— senza che nessuno lo noti, senza che nessuno li abbia chiamati.
Prima di spendere soldi, assicurati che il metodo funzioni
Esiste una differenza sostanziale tra uno studio dentistico gestito come uno studio professionale e uno gestito come uno studio organizzato ed ingegnerizzato imprenditorialmente. Nel secondo caso, il database pazienti è un asset di altissimo valore. Come tale, va censito, segmentato, valorizzato. Va distinto tra pazienti in terapia attiva, pazienti in mantenimento, pazienti dormienti da uno, tre, cinque, otto o dieci anni. Ognuna di queste categorie richiede un approccio diverso, una comunicazione diversa, un trattamento diverso. E se non conosci i meccanismi economici e psicologici dietro un paziente super dormiente del settore dentale e non sai come applicarli, rischi di perdere un’opportunità e magari di fare anche una figuraccia.
Il paziente dormiente non è un problema. È una risorsa non ancora attivata. E vale più di qualsiasi campagna pubblicitaria tu abbia mai comprato.
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A cura di: Max Calore DentaLead.ch — formazione extra clinica per studi dentistici
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