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20 Marzo 2026

AI e prevenzione: come sta cambiando il modo di curare i denti

Haleon ha lanciato “Odonto-IA”, una serie di video-podcast che mette a confronto odontoiatri ed esperti di tecnologia su casi concreti


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Oltre il 90% dei dentisti conosce le tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale e più del 77% pensa che avranno un forte impatto sul loro lavoro, stando ai dati di una ricerca pubblicata su Market Reports. Un dato che fotografa un settore in rapida evoluzione, in cui però la differenza non la fa la disponibilità degli strumenti, ma la capacità di integrarli davvero nella pratica clinica.  

Oggi l’AI trova già applicazioni concrete nello studio dentistico: supporta la lettura delle immagini diagnostiche, aiuta a identificare precocemente le patologie, contribuisce alla pianificazione di trattamenti ortodontici e implantari e permette di simulare risultati estetici, come il design del sorriso. Ma il vero cambiamento non è solo tecnologico. È un cambio di paradigma.  

L’Intelligenza Artificiale non è semplicemente uno strumento in più, ma un acceleratore di un nuovo modo di fare odontoiatria, più preciso, più personalizzato e sempre più orientato alla prevenzione”, sottolinea Davide Fanelli, General Manager Southern Europe e Italia di Haleon, in occasione della Gionata Mondiale della Salute Orale.  

Uno dei cambiamenti più importanti riguarda il passaggio da un modello reattivo a uno predittivo.  

Se in passato si interveniva quando il problema era già evidente, oggi l’AI consente di individuare segnali precoci, migliorare l’accuratezza delle diagnosi e costruire percorsi di cura sempre più personalizzati. – spiega il proffessore Gaetano Isola, Associato di Malattie Odontostomatologiche, un esperto riconosciuto nel campo della ricerca clinica e della gestione delle principali patologie del cavo orale. – La prevenzione, quindi, non è più solo legata ai comportamenti quotidiani, ma diventa sempre più supportata dai dati.”  

Parallelamente, infatti, si afferma un modello data-driven, in cui i dati diventano un elemento centrale del processo decisionale. Le tecnologie di AI permettono di analizzare grandi quantità di informazioni – dalle radiografie alla storia clinica – trasformandole in indicazioni utili per il dentista e più comprensibili anche per il paziente.

Il dato sta diventando un vero alleato clinico: aiuta a prendere decisioni più informate e a rendere il percorso di cura più chiaro e condiviso”, conclude il Professor Gaetano Isola.   Il vero nodo: il gap di competenze Nonostante il potenziale, il gap tra innovazione e adozione resta una sfida cruciale. Se le tecnologie sono sempre più avanzate, la loro integrazione nella pratica quotidiana richiede competenze nuove: dalla capacità di scegliere strumenti affidabili all’interpretazione corretta dei risultati, fino all’integrazione nei flussi di lavoro senza perdere la centralità del paziente.   “Il rischio è che l’AI resti una promessa, se non viene accompagnata da formazione e aggiornamento continuo”, precisa Fanelli “La tecnologia da sola non genera valore: è la competenza che la trasforma in beneficio reale per il paziente”.  

Per questo Haleon ha lanciato “Odonto-IA”, una serie di video-podcast che mette a confronto odontoiatri ed esperti di tecnologia su casi concreti: dalla diagnosi assistita alla chirurgia guidata, fino alla progettazione digitale del sorriso. La serie, disponibile su YouTube e Spotify, ha l’obiettivo quindi di offrire ai professionisti uno spazio di confronto e approfondimento su una tecnologia che sta ridefinendo il modo di fare odontoiatria.   L’obiettivo è ridurre il divario tra potenziale tecnologico e applicazione reale, rendendo l’AI più accessibile e comprensibile per i professionisti.


L’Intelligenza Artificiale sta aprendo nuove prospettive anche nella salute orale. Il nostro impegno è accompagnare i professionisti in questo cambiamento, favorendo conoscenza, confronto e utilizzo consapevole delle tecnologie”, conclude Davide Fanelli.

A cura di: Ufficio Stampa


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