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05 Maggio 2026

Confprofessioni al Senato: sugli incentivi si deve superare la disparità tra imprese e liberi professionisti

Audizione sul decreto di revisione del sistema degli incentivi: richiesta piena equiparazione e misure efficaci per sostenere transizione digitale, sostenibilità e aggregazioni professionali


Confprofessioni

Incentivi più semplici, realmente accessibili e finalmente aperti in modo pieno anche ai liberi professionisti. È questa la posizione espressa da Confprofessioni nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni riunite X della Camera e IX del Senato sullo schema di decreto legislativo di revisione del sistema degli incentivi (A.G. n. 394), un passaggio considerato cruciale per ridisegnare il rapporto tra politiche pubbliche e mondo delle professioni.

Confprofessioni, informa attraverso una nota, ha sottolineato con forza la necessità di superare le disparità ancora esistenti tra imprese e lavoratori autonomi, richiamando l’obiettivo di una piena equiparazione tanto sul piano giuridico quanto su quello sostanziale. Il nuovo decreto, insieme al Codice degli incentivi entrato in vigore lo scorso novembre, rappresenta secondo Confprofessioni un passo nella direzione giusta, ma necessita di essere accompagnato da misure concrete che rendano l’accesso agli strumenti di sostegno realmente praticabile da parte dei professionisti.

Al centro dell’intervento, la richiesta di politiche di incentivazione capaci di sostenere le grandi trasformazioni in atto. La transizione digitale e quella ecologica vengono indicate come snodi strategici non solo per il sistema produttivo in senso stretto, ma anche per il comparto libero-professionale, sempre più coinvolto nei processi di innovazione e nei servizi avanzati. In questo senso, Confprofessioni evidenzia la necessità di disegnare incentivi che non si limitino a essere formalmente inclusivi, ma che risultino effettivamente accessibili, superando ostacoli burocratici e requisiti spesso calibrati sulle imprese tradizionali.

Lo scenario di riferimento è quello di una fase delicata, segnata anche dall’avvicinarsi della conclusione del PNRR. Proprio in questa prospettiva, la Confederazione invita a non disperdere il patrimonio di strumenti e opportunità costruito negli ultimi anni, ma piuttosto a consolidarlo in un sistema capace di attrarre investimenti e rafforzare la competitività complessiva. Tra gli ambiti ritenuti prioritari figurano i settori strategici, le reti d’impresa, gli incubatori, le zone economiche speciali e i progetti di cooperazione internazionale, tutti ambiti nei quali anche i professionisti possono svolgere un ruolo sempre più rilevante.

Un passaggio centrale riguarda il tema delle aggregazioni. Confprofessioni ribadisce il valore strategico delle forme organizzate dell’esercizio professionale, come le società tra professionisti (STP), le società tra avvocati (STA) e le reti professionali, considerate leve fondamentali per incrementare la capacità competitiva e favorire modelli organizzativi più strutturati. In questa direzione, la richiesta è che i nuovi incentivi siano orientati a premiare proprio queste forme aggregative, in grado di generare economie di scala, integrare competenze diverse e creare nuova occupazione qualificata.

Non meno rilevante, infine, il tema della razionalizzazione degli strumenti di sostegno. Secondo la Confederazione, il Fondo per la crescita sostenibile potrebbe rappresentare il perno di un sistema più ordinato e leggibile, in grado di superare l’attuale frammentazione delle agevolazioni, spesso caratterizzata da eccessiva complessità e scarsa coordinazione. La condizione, tuttavia, è che questo processo avvenga nel segno dell’inclusione, riconoscendo pienamente i liberi professionisti come destinatari legittimi delle politiche pubbliche per lo sviluppo.

La revisione del sistema degli incentivi, sottolinea Confprofessioni, può trasformarsi in un’occasione decisiva per colmare un ritardo storico e allineare il quadro normativo alle trasformazioni del mercato del lavoro. Ma per cogliere appieno questa opportunità sarà necessario tradurre i principi di equiparazione e apertura in misure operative, capaci di sostenere concretamente innovazione, sostenibilità e crescita dimensionale anche nel mondo delle professioni.


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