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06 Maggio 2026

AIO ed ANDI chiedono al legislatore netta separazione tra atto clinico e attività di laboratorio. ANTLO: il vostro obiettivo è altro

I sindacati odontoiatrici contro due emendamenti proposti a decreto riforma professioni sanitarie. ANTLO: gli emendamenti sono già stati giudicati inammissibili, volete impedire il cambiamento per mantenere l’illegalità nel settore


odontotecnico 02

“Odontoiatria, Aio e Andi: No a norme che creano confusione nelle cure”. Titola così un articolo pubblicato questa mattina da Quotidiano Sanità e ripreso sul sito ANDI in cui i due sindacati odontoiatrici chiedono al legislatore che venga garantita “la netta separazione tra atto clinico e attività di laboratorio".  

Secondo quanto riportato nell’articolo il focus riguarda “due emendamenti proposti dalla maggioranza. Il primo che prevede: “L’odontotecnico è riconosciuto come professione sanitaria autonoma e laureata, in coerenza con la legge 26 febbraio 1999, n. 42”. E il secondo che invece sostiene: “L’odontotecnico, in possesso del titolo universitario abilitante e dell’iscrizione allo specifico Albo professionale, esercita attività di progettazione, fabbricazione e adattamento di dispositivi medici su misura in campo odontoiatrico, in piena coerenza con le prescrizioni cliniche dell’odontoiatra”.  

L’articolo si conclude con la richiesta al legislatore da parte dei sindacati odontoiatrici di garantire una “distinzione chiara tra odontoiatra e odontotecnico”, assicurando così “la netta separazione tra atto clinico e attività di laboratorio”, “l’assoluta esclusività dell’odontoiatra nella responsabilità del percorso di cura” e “il mantenimento di distinte funzioni nel rispetto dei ruoli e delle competenze specifiche”.    

In realtà emendamento (il 4.4) citato nell’articolo era stato proposto dall’opposizione ma giudicato inammissibile due mesi fa, sottolinea in una nota polemica l’ANTLO sul proprio sito. 

“Viene –scrive l’ANTLO- spontaneo chiedersi cosa possa pensare il legislatore di fronte a una richiesta così perentoria da parte di autorevoli sindacati, gli stessi esponenti governativi che, solo pochi giorni fa, posavano accanto ai dirigenti ANDI. Tanto più se si considera che quegli emendamenti – presentati non dalla maggioranza, come erroneamente riportato da Quotidiano Sanità, ma dall’opposizione – erano già stati dichiarati ‘inammissibili’ due mesi fa, il 3 marzo scorso”.  

ANTLO ritiene l’azione dei due sindacati “l’ennesimo tentativo di impedire alla nostra professione di dotarsi di un percorso formativo adeguato alle attuali esigenze, ai materiali e alle tecnologie oggi richieste”.  

Per ANTLO non sarebbe casuale che l’articolo esca all’indomani della notizia dell’emendamento, questo si proposto dalla maggioranza, volto a rinnovare la normativa sulle Arti ausiliarie delle professioni sanitarie, ed alla vigilia del voto in Commissione Affari Sociali, Odontoiatria33 ne ha dato notizia ieri.  

Un emendamento che, informa ANTLO, “abbiamo condiviso e sostenuto insieme Federottica e grazie al contributo di Confcommercio professioni e che consentirebbe, finalmente, dopo oltre un secolo, di adeguare la nostra professione alle normative vigenti sulla fabbricazione dei dispositivi protesici prescritti dagli abilitati all’odontoiatria, oltre a garantire una formazione capace di preparare i futuri odontotecnici alle sfide contemporanee”.  

ANTLO che rivolgendosi ad AIO ed ANDI, ritiene che sia tempo “di impedire agli odontotecnici di aspirare a una formazione universitaria, trincerandosi dietro la tutela della salute del paziente. Al contrario, è proprio una preparazione superiore a garantire che il dispositivo protesico realizzato su prescrizione dell’odontoiatra sia sicuro, conforme e funzionale per il singolo paziente. Solo un odontotecnico qualificato, adeguatamente formato e abilitato all’esercizio -e unica figura professionale deputata alla realizzazione dei dispositivi protesici – può assicurare all’odontoiatra che quanto prescritto sia realizzato nel rispetto della normativa e degli standard di sicurezza”.  

Per ANTLO opporsi alla formazione universitaria dell’odontotecnico nasconderebbe “la volontà di mantenere immutata una situazione ben più opaca: quella in cui alcuni odontoiatri senza scrupoli affidano la realizzazione delle protesi a strutture non registrate presso il Ministero della Salute, utilizzando materiali non conformi – più economici proprio perché fuori norma – o addirittura importati da paesi extraeuropei, Cina in primis".  

Nota dell’Associazione odontotecnici che conclude con un invito: “Invece di contribuire a perpetuare questa zona grigia, AIO e ANDI dovrebbero sostenere l’emendamento proposto dall’onorevole Loizzo per il riordino della normativa sulle Arti ausiliarie delle professioni sanitarie, in questo modi, si che tutelerebbero i propri pazienti”.         


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