HOME - Conservativa
 
 
07 Ottobre 2024

Un nuovo composto semplificato per un approccio restaurativo moderno

Esecuzione di restauri additivi diretti effettuati in un singolo appuntamento con un solo colore: Venus Pearl Pure Medium Kulzer GmbH.

Prof. Nicola Scotti

Scotti NicolaProf. Nicola Scotti

Uno dei fattori più critici che determinano il successo dei restauri in resina composita è l'aspetto estetico, compresa la corrispondenza cromatica tra il restauro e i denti naturali circostanti, fondamentale nei denti anteriori. La tendenza a semplificare la selezione del colore e a migliorare le proprietà estetiche del restauro, nonché il mélange con le strutture dentali, ha portato al recente sviluppo dei compositi “one-shade” (1).

La trasmissione della luce attraverso i compositi, importante per l'aspetto cromatico e le proprietà ottiche, può essere influenzata dalla sua struttura chimica. Innanzitutto la riflessione selettiva delle lunghezze d'onda è legata al contenuto e alle dimensioni dei riempitivi, così come per i pigmenti. Tuttavia, un contenuto di riempitivo più elevato può influenzare la dispersione ottica del materiale, influenzandone la traslucenza. Ma i diversi colori dei compositi sono il risultato della loro struttura complessa e non solo della loro pigmentazione. In altre parole, una speciale disposizione delle nanostrutture può riflettere selettivamente una specifica gamma di lunghezze d'onda della luce o del colore (2).           

La prima formulazione di compositi one-shade era priva di pigmento, ma contenente particelle sferiche uniformemente spaziate e disposte che facilitano la trasmissione della luce in tutto il restauro, consentendo di produrre un colore strutturale dal rosso al giallo che corrisponde al colore del dente circostante (3). Tuttavia, il loro impiego in questa formulazione era limitato ai restauri posteriori che presentavano classi cavitari “contenitive”, ovvero che circondassero i materiali con pareti residue per consentire la trasmissione cromatica delle strutture circostanti ed ottenere un blending tra dente e restauro. Il loro impiego nei settori anteriori, vuoi per la geometria delle classi cavitarie, per l’interazione che ha la luce con i denti frontali e per l’importanza estetica di questa zona, era limitato da un’eccessiva trasparenza del composito “one-shade”.

Per questo motivo, più recentemente sono stati introdotte delle nuove formulazioni di materiali che abbiano, grazie all’introduzione di una lieve quota di pigmenti, la capacità di filtrare il passaggio della luce e la conseguente possibilità di essere impiegati per i settori frontali con stratificazione monocromatica.     

La nuova gamma Venus Pearl Pure Shade (Kulzer GmbH) introduce questo concetto, fornendo 4 tonalità (Light, Medium, Dark e Bleach) che consentono di estendere il loro campo di applicazione mantenendo le caratteristiche di blending cromatico del loro predecessore (Venus Pearl ONE Kulzer GmbH).



Il paziente S.T, di anni 17, si presenta per risolvere un morso crociato posteriore sinistro. Il paziente è in prima classe canina e molare bilaterale, prima classe ossea e normodivergente. Si pianifica un trattamento ortodontico fisso che esiterà in una discrepanza dento-mascellare superiore da risolversi con terapia restaurativa (Fig. 1).



Fig.1 fine orto

Fig. 1 Caso al termine del trattamento ortodontico, prima dello sbandaggio





Allo sbandaggio, dopo 18 mesi di trattamento, si osserva la presenza di  diastemi distali a 1.1 e 2.1 di 2mm di larghezza e distali a 1.2 e 2.2 di 1mm di larghezza (Fig. 2, 3, 4).



Fig.2 iniziale

Fig. 2 Caso iniziale in visione frontale dopo sbandaggio

Fig.3 iniziale2

Fig. 3 Laterale destra

Fig.4 iniziale3

Fig. 4 Laterale sinistra



Si pianifica pertanto l’esecuzione di restauri additivi diretti in resina composita da effettuarsi in un singolo appuntamento.

Il primo step prevede il try-in cromatico delle masse composito, eseguito con tecnica di bottom-up selezionando Venus Pearl Pure Shade Light e Medium (Kulzer GmbH) (Fig.5).



Fig.5 prova colore

Fig. 5 Prova colore con tecnica Bottom-Up



La scelta ricade sul secondo. Dopo isolamento del campo operatorio e sabbiatura con ossido di allumina (50µm, 10 secondi per dente a 1cm di distanza) degli elementi interessati (Fig.6),



Fig.6 isolamento

Fig. 6 Isolamento del campo operatorio con diga di gomma e sabbiatura



si procede con mordenzata completa dello smalto (30 secondi) con acido ortofosforico al 35% (iBond Etch, Kulzer GmbK) e successivo abbondante risciacquo. Dopo corretta asciugatura, gli elementi dentali vengono trattati con iBond Universal (Kulzer GmbH), applicato con tecnica multistrato e polimerizzato per 20 secondi a dente (Fig.7).



Fig.7 bonding

Fig. 7 Applicazione di adesivo universale iBond Universal (Kulzer GmbH)



La fase di ricostruzione ha visto come primo step il posizionamento di matrici in acetalico trasparenti, “pizzicandole” tra diga e porzione cervicale di ogni elemento dentario, in modo da creare uno spazio con profilo di emergenza di 30°. In questo spazio veniva iniettato uno strato di 1mm di altezza si resina flow altamente caricata (Venus Bulk Flow One Kulzer GmbHin modo da creare i nuovi profili di emergenza mesialmente a 1.3 e 2.3, distalmente a 1.2, 1.1, 2.1, 2.2 (Fig.8).



Fig.8 bulk one

Fig. 8 Injection cervicale di Venus Bulk Flow One (Kulzer GmbH) per creare I nuovi profili di emergenza



Al termine di questo passaggio, con l’ausilio di matrici metalliche sezionali per posteriori posizionate in verticale, si è proceduto alla stratificazione monomassa di Venus Pearl Pure Shade Medium (Fig.9).



Fig.9 layering

 Fig. 9 Layering di Venus Pearl Pure Shade Medium (Kulzer GmbH)



Ogni strato di resina composita è stato sempre polimerizzato per 20 secondi. Al termine di questa fase, dopo finale fotopolimerizzazione sotto gel trasparente di glicerina (Fig.10),



Fig.10 glicerina

Fig. 10 Polimerizzazione finale sotto gel di glicerina



il caso è stato ultimato con rifinitura tramite frese diamantate extra-fini e fini e strisce interprossimali abrasive (Fig.11).



Fig.11 rifinitura

Fig. 11 Fasi di rifinitura con striscia abrasiva



La successiva fase di polishing è stata completata con gommini a granulometria sequenziale tipo Venus Supra (Kulzer Gmbh), mentre la brillantata è stata effettuata con spazzolini autolucidanti e feltri. Alla rimozione della diga si esegue check occlusale con cartine colorate 20µm oltre che controllo dei movimenti eccentrici. Dopo 3 giorni il paziente viene rivisto per il controllo colore che non porta ad effettuare alcuna correzione (Fig.12, 13).



Fig.12 finale post op

Fig. 12 Foto finale a 3 giorni dall’esecuzione dei restauri

Fig.13 finale post op occlusale

Fig. 13 Foto finale in visione occlusale



Tuttavia, data la tipologia di caso clinico, si effettua un secondo controllo clinico a 6 settimane per valutare la chiusura degli spazi cervicali neri con i tessuti molli. Il corretto profilo d’emergenza cervicale e un’ottimale lucidatura delle resine composite consente in un breve periodo una buona maturazione dei tessuti molli, che necessiterà tuttavia di circa 3-4 mesi per completarsi (Fig.14, 15, 16).



Fig.14 6 sett

Fig. 14 Controllo a 6 settimane in visione frontale

Fig.15DSC 1909

Fig. 15 Controllo laterale destro

Fig.16 DSC 1911

Fig. 16 Controllo laterale sinistro



Il risultato più importante è dato dall’estrema soddisfazione del paziente, che si dimostra subito confidente con la sua nuova estetica del sorriso (Fig. 17).



Fig.17 PICT0013

Fig. 17 Sorriso finale del paziente



CONCLUSIONI

Questo caso clinico mostra, nella sua complessità gestionale, come le terapie restaurative additive dirette siano oggi una soluzione di certa efficacia nella gestione di diastemi e piccole modifiche di forma del settore anteriore. La corretta gestione del piano di trattamento ortodontico ha consentito un’ottimale posizionamento degli elementi dentari nello spazio, in modo da ottenere diastemi ben calibrati in funzione del successivo trattamento additivo restaurativo.

Da un punto di vista restaurativo risultano sempre più sorprendenti i risultati di integrazione estetica che si riescono ad ottenere con i compositi a tinte semplificate di ultima generazione (evoluzione del one-shade). L’aggiunta di pigmenti ne ha consentito un lieve aumento dell’opacità che ne consente l’impiego anche nei settori anteriori. Questi compositi restituiscono una traslucenza progressiva in funzione dello spessore, facilitando quindi la fase di stratificazione che si limita all’impiego di una sola massa. Resta da valutare la stabilità cromatica nel tempo oltre che la loro performance meccanica. In ogni caso, con questi materiali si riescono ad ottenere restauri di ottima integrazione cromatica con una netta semplificazione delle fasi di restauro.

Con il contributo non condizionante di Kulzer

Banner Od33 600x400 Venus Pure

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Pubblicato su IEJ un razionale con l’obiettivo di definire le raccomandazioni cliniche basate sulle evidenze per la gestione delle carie profonde ed estremamente profonde nei denti permanenti con...


Immagine di repertorio

Una ricerca ha valutato l’impiego di un cemento a base di silicato di calcio come sostituto dentinale nei molari trattati con pulpotomia completa


Dopo 15 anni di osservazione clinica, il Radboud Tooth Wear Project fornisce un corpo di evidenze unico a sostegno di una gestione patient-centred e minimamente invasiva dell’usura dentale


Una ricerca ha indagato se entrambe le soluzioni mostrassero simile sopravvivenza e comportamento clinico a lungo termine


Studio clinico mirato a valutare un approccio micro‑invasivo per affrontare ipomineralizzazioni incisali in una paziente di 3 anni, preservando struttura dentale... 


Immagine di repertorio

Una ricerca ha analizzato l’efficacia clinica di un composito bulk‑fill e di un nanofilled in restauri cervicali valutandone la performance clinica dopo un periodo di osservazione di sei anni


Immagine di repertorio

Una ricerca pubblicata sul Journal of Dentistry  ha verificato se il livello di traslucenza dello smalto composito influenzi la qualità estetica, funzionale...


Le ricostruzioni in composito sono ancora una valida alternativa alle faccette in ceramica e ai protocolli digitali CAD-CAM? Una ricerca cerca di dare una risposta


Una ricerca ha messo a confronto stampa 3D, fresatura e tecnica convenzionale valutandone il grado di precisione


Ricercatori italiani hanno effettuato una meta-analisi confrontato le due tipologie di composito dal punto di vista della corrispondenza cromatica


Altri Articoli

Nuovi standard su sicurezza e uso clinico dopo quasi dieci anni dall’ultima revisione. Aggiornati criteri clinici, documentazione e requisiti formativi per la pratica odontoiatrica


La prof.ssa Nardi sottolinea quanto nella pratica clinica di prevenzione, l’evoluzione delle tecnologie ha profondamente migliorato le procedure di decontaminazione, rendendole...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Anelli e Senna scrivono ai Ministri dell’Università, Salute ed Economia per sollecitare l’emanazione del decreto attuativo


Utile di 700 milioni nel 2025: gli investimenti compensano la gobba pensionistica che sta registrando un aumento dei pensionati


Si è discusso di riforma del semestre aperto e di formazione specialistica. Tra i componenti dei tavoli, il prof. Gherlone come rappresentante della CRUI che porterà la sua competenza, oltre che in...


Un’app per la fisioterapia a domicilio per nei pazienti con TMD dolorose. Uno studio di ricercatori italiani ne ha approfondito l’efficacia


Le novità introdotte dalla delibera n. 4/2026 della Commissione ECM, ecco il criterio ed il numero di crediti che vengono assegnati 


Tra le misure previste rientra l’adozione di procedure chiare e sicure per l’utilizzo e lo smaltimento di dispositivi medici taglienti e dei rifiuti contaminati


Dalla pubertà all’invecchiamento, un’analisi dei momenti critici della salute orale delle donne e del ruolo dell’odontoiatra nella prevenzione e nella presa in carico


Un molare Maya con un intarsio di giadeite rappresenta il primo caso documentato di un’incastonatura occlusale in un dente posteriore tra gli antichi Maya”


Il contributo può arrivare fino a 10.000 euro a famiglia, aperto il bando 2026. Le domande possono essere presentate entro il 10 settembre, ecco come fare


Dovrà assolvere l’attività attività nell’ambito del Progetto “Strategies for the Prevention and Management ofMucositis and Peri-implantitis in Frail Patients”. Contratto 24 mesi per 6 ore...


Abbiamo parlato di obiettivi, eventi scientifici e formativi, del ruolo della Società scientifica ma anche una riflessione sull’odontoiatria al digitale


Per AIO non vanno visti come obblighi ma rientrano nell’evoluzione delle responsabilità dell’Odontoiatra


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi