In occasione della Giornata contro il fumo celebrata domenica scorsa, la prof.ssa Nardi evidenza il ruolo centrale dell’igienista dentale nel motivare il paziente nella riduzione del rischio da fumo combusto, portando strategie adottate da alcuni Paesi
Per decenni, le politiche di contrasto all’abitudine al fumo combusto si sono basate sul paradigma massimalista della cessazione assoluta, che, peraltro, rimane l’obiettivo primario e quindi il gold standard da perseguire senza tregua. Tuttavia, i dati epidemiologici globali evidenziano la persistenza di un solido "zoccolo duro" di fumatori adulti non motivati o impossibilitati a smettere, per i quali le strategie tradizionali si rivelano inefficaci.
In Italia, i dati più recenti del sistema di sorveglianza epidemiologica ISS-ISTAT evidenziano che, nel periodo 2008–2024, la prevalenza complessiva dell’uso di prodotti contenenti nicotina è rimasta sostanzialmente stabile. Secondo l’osservatorio PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2025 la prevalenza di fumatori di sigarette nei 18-69enni è ancora del 23%1.
Per comprendere la complessità di questo scenario, la ricerca scientifica impone oggi una netta separazione tra due elementi chiave: la nicotina, l'alcaloide responsabile della dipendenza neurobiologica, e la combustione, il vero motore della tossicità.
Dal punto di vista puramente tossicologico, è noto che la letalità del fumo non risiede nella nicotina in sé, bensì nel processo termico di combustione delle sigarette che supera i 600°C. A queste temperature, si verifica appunto la combustione (con produzione di cenere e fumo) la quale rilascia nel fumo oltre 7.000 sostanze chimiche, tra cui monossido di carbonio, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e nitrosammine specifiche del tabacco (TSNA), di cui almeno 70 classificate come cancerogene certe dallo IARC2-6. In questo contesto, la validazione scientifica dei sistemi senza combustione - che operano a temperature inferiori ai 350°C nel caso del tabacco riscaldato o tramite vaporizzazione di liquidi nelle sigarette elettroniche - introduce un cambio di paradigma basato sulla riduzione del danno7. Analisi tossicologiche comparative e dati di biomonitoraggio sui biomarcatori di esposizione dimostrano che l'assenza di combustione abbatte drasticamente (fino al 90-95% in base alle specifiche categorie terapeutiche e tossicologiche analizzate) l'emissione delle principali sostanze tossiche rispetto alle sigarette tradizionali8.
Il dibattito per la salute pubblica si sposta quindi dal purismo terapeutico a un pragmatismo clinico: l'integrazione di queste tecnologie non come alternativa alla cessazione, ma come strategia di minimizzazione del rischio biologico per il fumatore adulto che non vuole smettere o che è resistente ai trattamenti standard.
Il quadro regolatorio e il posizionamento delle istituzioni scientifiche
Questo cambio di paradigma basato sull'evidenza tossicologica sta progressivamente ridefinendo le posizioni delle principali autorità sanitarie internazionali, seppur all'interno di un dibattito regolatorio ancora fortemente polarizzato.
Da un lato Istituzioni europee di riferimento come il BfR (Istituto Federale Tedesco per la Valutazione dei Rischi)9 e l'ANSES francese10 hanno confermato, attraverso studi indipendenti di chimica analitica, che i sistemi a tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche riducono significativamente i livelli di sostanze tossiche e cancerogene nell'aerosol rispetto al fumo di sigaretta tradizionale. Anche la FDA statunitense, applicando il principio della tutela della salute pubblica (Appropriate for the Protection of the Public Health), ha autorizzato la commercializzazione di specifici sistemi senza combustione come prodotti a tabacco a rischio modificato (MRTP), riconoscendo ufficialmente la riduzione dell'esposizione alle sostanze chimiche nocive11.
Dall'altro lato, lo scenario globale sconta ancora una profonda frammentazione. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)12 mantiene una linea di massima prudenza, improntata al principio di precauzione; l'OMS esprime preoccupazione per il potenziale effetto "gateway" (iniziazione) sui giovani e per la persistenza della dipendenza da nicotina, focalizzando le sue linee guida esclusivamente sulla cessazione totale e sulla limitazione commerciale di questi dispositivi.
Questa divergenza istituzionale evidenzia la reale complessità della transizione: se l'ortodossia sanitaria mira giustamente a una società del tutto libera dal tabacco e dalla nicotina, il pragmatismo clinico non può ignorare l'evidenza dei dati tossicologici. Per il clinico che si trova a gestire il fumatore adulto refrattario a ogni tentativo di cessazione, il passaggio tecnologico verso i sistemi senza combustione non rappresenta una vittoria ideale, ma si configura come una scelta di riduzione del rischio biologicamente fondata e non più rinviabile. Oggi, l'emergere dei sistemi senza combustione (come i prodotti a tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche) induce a considerare un cambio di paradigma. La sfida della salute pubblica non è più solo ideale, ma pragmatica: accettare la logica della riduzione del danno. Senza sdoganare l’abitudine al fumo né minimizzare la dipendenza, si apre una "terza via" che mira a tutelare la salute di chi non rinuncia alla nicotina, spostando l'obiettivo dal purismo terapeutico alla minimizzazione del rischio biologico.
Gli esempi delle nazioni in cui è stata adottata, accanto alla prevenzione primaria, la strategia della riduzione del rischio da fumo combusto
I casi della Svezia, Giappone, Regno Unito e Nuova Zelanda dimostrano che l'adozione di approcci basati sulle reti sociali porta a riduzioni drastiche del fumo e a benefici misurabili per la salute pubblica. Al contrario, i modelli restrittivi o proibizionisti (ad esempio, l'Australia) mostrano cali più lenti e un aumento dei mercati illeciti.
Il caso svedese
La Svezia è il primo Paese a raggiungere lo status di "libero dal fumo" (prevalenza di fumatori adulti pari al 3,7%, la più bassa in Europa).Il successo è dovuto all'ampio utilizzo di prodotti senza fumo (snus e bustine di nicotina), con il 15,7% degli adulti che utilizza queste alternative.Il fumo è diminuito del 54% in 12 anni; il fumo tra le donne è calato del 49% dopo l'introduzione delle bustine di nicotina nel 2016.
La Svezia registra il 61% in meno di decessi per cancro ai polmoni tra gli uomini e il 34% in meno di decessi per cancro in generale rispetto alla media UE.L'uso di snus è associato a un rischio inferiore del 45% di cardiopatia ischemica rispetto ai fumatori abituali e si stima che salvi circa 3.000 vite all'anno13-16.
Il caso giapponese
L'introduzione dei prodotti a tabacco riscaldato (HTPs) nel 2014-2015 ha portato al più rapido calo del fumo nella storia del Paese: la prevalenza è scesa dal 21% (2015) al 16% (2023).
Il 12,4% degli adulti utilizza ora i prodotti a tabacco riscaldato; le vendite di sigarette sono diminuite del 52% tra il 2015 e il 2023. Le simulazioni suggeriscono che se la metà dei fumatori passasse ai prodotti a tabacco riscaldato, si potrebbero prevenire 12 milioni di casi di malattie correlate al fumo entro il 2060.
In termini di real world evidence, la diffusione degli HTPs in Giappone dopo il 2017 è stata associata a una tendenza al ribasso dei ricoveri ospedalieri per sindrome coronarica acuta (SCA) nelle popolazioni più giovani e fumatrici e nelle aree con maggiore prevalenza di HTPs17-19.
Il caso britannico
L'uso delle sigarette elettroniche è stato formalmente integrato nei servizi per smettere di fumare; il tasso di fumatori è sceso dal 20,2% (2011) all'11,9% (2023), con una riduzione del 41%.Circa 5,5 milioni di adulti utilizzano le sigarette elettroniche; il 55% ha smesso completamente di fumare.I ricoveri ospedalieri per malattie correlate al fumo sono diminuiti e i ricercatori prevedono 166.000 decessi in meno attribuibili al fumo tra il 2012 e il 2052 grazie all'uso delle sigarette elettroniche20-23.
Il caso neozelandese
Il tasso di fumatori si è dimezzato tra il 2018 e il 2024, in concomitanza con le campagne governative di promozione del passaggio a sigarette elettroniche.La prevalenza d’uso di e-cig è aumentata dal 2,6% all'11,1% (2018-2024); il 78% degli svapatori quotidiani sono ex fumatori.
I ricoveri ospedalieri correlati alla BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) per gli adulti di età superiore ai 45 anni sono diminuiti del 29,4% tra il 2017 e il 2022 24-25.
La salute orale nei fumatori adulti che decidono di continuare a fumare
Un contributo rilevante all’approfondimento delle tematiche legate all’uso dei sistemi senza combustione nei fumatori adulti che altrimenti continuerebbero a fumare sigarette e all’applicazione del concetto della riduzione del rischio/danno nel campo della salute orale, è rappresentato dalla monografia “Non bruciamoci il sorriso: senza fumo si può” pubblicata nel 2026 dalle cinque principali associazioni italiane di igienisti dentali (ATASIO, IL CHIRONE, AIDI, UNID, SISIO)26. Il documento fornisce un’analisi sistematica dell’epidemiologia del fumo, delle patologie orali correlate e della gestione clinica dei pazienti fumatori, includendo anche le linee guida per la cessazione e il principio di riduzione del danno. La revisione delle evidenze disponibili relative ai soggetti che passano da prodotti combusti ad alternative non combuste, come sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, indicano un potenziale miglioramento di alcuni indicatori clinici orali nei fumatori che effettuano una completa sostituzione, sebbene tale ambito richieda ulteriori studi longitudinali.
Conclusioni
Le evidenze scientifiche, gli strumenti politici e l'esperienza concreta necessari per porre fine all'epidemia globale di fumo, ormai esistono. Ciò che manca è la volontà politica di integrare pienamente la riduzione del rischio/danno da fumo nelle strategie globali di controllo. L'obiettivo globale di un mondo senza fumo entro il 2040, incentrato sull'eliminazione del tabacco combusto piuttosto che del consumo di nicotina in sé, offre un percorso chiaro e realizzabile per accelerare il calo del fumo e ridurre una delle principali cause di morte prevenibili al mondo25.
Alla luce di tali considerazioni, è importante che le politiche pubbliche mantengano come obiettivo prioritario la cessazione completa del consumo di nicotina, quale intervento più efficace per la tutela della salute orale e generale; riconoscano le differenze nei profili di rischio tra prodotti combusti e non combusti, anche in termini di esposizione dei tessuti orali a sostanze tossiche e irritanti e favoriscano percorsi di prevenzione e gestione clinica integrata, coinvolgendo attivamente i professionisti della salute orale, tra i primi gli igienisti dentali.
Nota: nella foto una scultura di Massimo Nardi
Bibliografia
1. Istituto Superiore di Sanità (ISS). XXVIII Convegno Nazionale Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale. 29 maggio 2026. https://www.iss.it/en/-/xxviii-convegno-nazionale-tabagismo-e-servizio-sanitario-nazionale
2. Rodgman A, Perfetti T, The Chemical Components of Tobacco and Tobacco Smoke. 2nd Edition ed. 2013: Boca Raton: CRC Press.
3. Barontini F, Tugnoli A, Cozzani V et al. Volatile Products Formed in the Thermal Decomposition of a Tobacco Substrate. Industrial & Engineering Chemistry Research 2013: vol. 52, pp. 14984-14997, DOI: 10.1021/ie401826u.
4. McGrath T, Wooten JB, Chan WG, Hajaligol MR. Formation of polycyclic aromatic hydrocarbons from tobacco: The link between low temperature residual solid (char) and PAH formation. Food Chemical Toxicol. 2007; 45(6): 1039-1050, ISSN 0278-6915, https://doi.org/10.1016/j.fct.2006.12.010
5. Cozzani V, Barontini F, McGrath T. An experimental investigation into the operation of an electrically heated tobacco system. Thermochimica Acta 2019; 684(Supplement 2):178475. DOI:10.1016/j.tca.2019.178475
6. IARC-WHO. IARC monographs on the identification of carcinogenic hazards to humans. https://monographs.iarc.who.int/agents-classified-by-the-iarc/
7. Abrams DB et al. Harm minimization and tobacco control: reframing societal views of nicotine use to rapidly save lives. Annu. Rev. Public Health 2018; 39:193–213.
8. Bellosta S, Corsini A, Catena G. Heated Tobacco Product aerosol emission compared to cigarette smoke: a Scoping Review. Toxicol Reports 2026, 102209, ISSN 2214-7500, https://doi.org/10.1016/j.toxrep.2026.102209
9. Mallock N, Pieper E, Hutzler C, Henkler-Stephani F and Luch A (2019) Heated Tobacco Products: A Review of Current Knowledge and Initial Assessments. Front. Public Health 7:287. doi: 10.3389/fpubh.2019.00287
10. ANSES. Evaluation des risques sanitaires liés aux produits du vapotage. Dec 2025. https://www.anses.fr/system/files/TABAC2023-AUTO-0223-RA.pdf?download=1
11. Food & Drug Administration (FDA). FDA Renews Authorization for Five IQOS Products to be Marketed with Exposure Modification Claims. https://www.fda.gov/tobacco-products/ctp-newsroom/fda-renews-authorization-five-iqos-products-be-marketed-exposure-modification-claims
12. World Health Organization (WHO). WHO position on tobacco control and harm reduction. Nov 2025. https://cdn.who.int/media/docs/default-source/tobacco-hq/whoposition-nov12.pdf
13. Smoke Free Sweden. The Safer Nicotine Revolution. 2025. https://www.smokefreesweden.org/safer-nicotine-revolution.pdf.
14. Fagerstrom K, Mravcik V, Fal A, Gervasini G, Robles NR. Two decades of global tobacco control: time for a rethink. Intern Emerg Med. 2025 Nov;20(8):2301-2305. doi: 10.1007/s11739-025-04131-x.
15. International Agency for Research on Cancer (IARC). WHO. GCO Cancer Today. https://gco.iarc.fr/today/online-analysis-multi-bars?v=2020 (accessed on 11/04/2023). https://smokefreesweden.org
16. Ramstrom LM. If there had been no snus in Sweden: the impact of snus on mortality attributable to smoking. Harm Reduct J. 2024 Sep 26;21(1):176. doi: 10.1186/s12954-024-01095-7.
17. Japanese Ministry of Health, Labour and Welfare. https://www.mhlw.go.jp/bunya/kenkou/kenkou_eiyou_chousa.html
18. NHNS report 2023. https://www.mhlw.go.jp/content/10900000/001338334.pdf
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20. Public Health England. Vaping in England: 2021 evidence update summary. https://www.gov.uk/government/publications/vaping-in-england-evidence-update-february-2021/vaping-in-england-2021-evidence-update-summary
21. Iacobucci G. Vaping overtakes smoking in Britain for first time. BMJ 2025; 391 :r2345 doi:10.1136/bmj.r2345
22. ASH UK. Use of vapes (e-cigarettes) among adults in Great Britain. Jul 2025. https://ash.org.uk/resources/view/use-of-e-cigarettes-among-adults-in-great-britain
23. Action for Smokefree 2025 (ASH). ASH Year 10 Snapshot Survey 2025: Topline – Youth smoking and vaping. November 2025. https://www.ash.org.nz/ash_year_10
24. Ministry of Health NZ. 2024/25 New Zealand Health Survey. https://www.health.govt.nz/monitoring-statistics/surveys/new-zealand-health-survey
25. Beaglehole, R., Bonita, R. & Pang, T. Smoke-free nicotine products can accelerate the end of the smoking epidemic. Nat. Health (2026). https://doi.org/10.1038/s44360-026-001
21-1.26. ATASIO, AIDI, UNID, SISIO, CHIRONE. Non bruciamoci il sorriso: senza fumo si può. Settembre 2025.
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