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19 Luglio 2021

Dentista rinviato a giudizio per violenza sessuale e stalking

Era già ai domiciliari. SIASO, non è un fatto isolato serve più coraggio da parte delle ASO nel denunciare soprusi e fermezza dell’Ordine nei confronti di chi commette abusi


Un dentista torinese di 57 anni è stato rinviato a giudizio con le accuse di violenza sessuale e stalking. Secondo la stampa locale al professionista erano già stati disposti i domiciliari, un provvedimento di divieto di avvicinamento alla vittima e anche sottoposto all’obbligo di firma

A denunciarlo una sua assistente di “neppure 40 anni”, informa Il Corriere della Sera nella cronaca di Torino, evidenziando che “temendo di perdere il lavoro, per anni ha subito vessazioni e soprusi, molestie e minacce, finché non ha trovato la forza di denunciare il dentista con il quale lavorava”.

Stando alla ricostruzione della vicenda fatta dal quotidiano dopo un po’ di tempo dall’assunzione, “il dentista inizia a pressarla con attenzioni non richieste, molestie, vessazioni, in un quadro sempre più cupo”. Con gli abusi, continua il Corriere, “si uniscono le minacce, ricorrenti e pressanti, da rendere la vita impossibile”, sembrerebbe che il professionista le somministrava anche ansiolitici per placarne paure e ansie. Questo fino a quando la donna decide di denunciarlo, partono gli accertamenti e le indagini che hanno portato la Procura torinese ad imporre le misure cautelari e poi a formalizzare le ipotesi di reato. 


Il commento del SIASO 

Ovviamente non volgiamo generalizzare e calunniare l’intera categoria degli odontoiatri”, dicono ad Odontoiatria33 Fulvia Magenga e Silvia Alessandra Terzo rispettivamente Segretario e Vicesegretario SIASO CONFSAL.

Da tempo come Sindacato affrontiamo problematiche di molestie quotidiane sul posto di lavoro, donne che non ce la fanno più a sopportare offese di ogni tipo, bestemmie, improperi, affermazioni sessiste, insulti, pressioni psicologiche e tentativi di abusi sessuali”.

Gli avvenimenti –spiegano- si svolgono in ambienti piccoli, nei quali via via la confidenza aumenta e molte lavoratrici iniziano ad accettare le ‘battutine, le pacche sul sedere, gli apprezzamenti disgustosi’ pensando che: ‘non è così importante. Devo lavorare…ho bisogno dello stipendio’. La categoria degli ASO è composta in maggioranza da donne, a volte separate, molto spesso con figli, che non si possono permettere di restare senza lavoro. E così si ‘fa finta di niente’ e si ricollocano, molti dei comportamenti sgradevoli del datore di lavoro nella ‘normalità’.Solo quando alcuni raggiungono l’esasperazione, trovano il coraggio di dimettersi ‘per giusta causa’. Queste lavoratrici stanno male, si sentono sopraffatte, molte volte si ammalano e hanno la convinzione di non potersi difendere”.  

Rappresentati del SIASO che concludono con un appello: “Possiamo solo sperare che dopo questo fatto di cronaca, chi si sente ‘soverchiato’, si rivolga alle Forze dell’ordine e al SIASO e che l’Ordine dei medici e degli odontoiatri finalmente apra gli occhi su questi fatti e istituisca una commissione atta a valutare questo tipo di denuncia e a prendere seri provvedimenti verso chi compie questi abusi, anche a tutela dei tantissimi odontoiatri seri che instaurano un rapporto di proficua collaborazione con i propri lavoratori”. 

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