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24 Aprile 2024

Università, primo passo verso la riforma del sistema d'ingresso anche per odontoiatria, ma rimarrebbero sbarramento e numero programmato

Si va verso un modello che prevede l’accesso libero ad un percorso comune solo per i primi sei mesi, poi avanti solo chi ha superato gli esami ed una graduatoria nazionale

Norberto Maccagno

Il Comitato ristretto della Commissione Istruzione del Senato ha adottato praticamente all'unanimità il testo base "per dire basta al numero chiuso a Medicina". A darne notizia è il presidente della Commissione, Roberto Marti (Lega), che esprime "molta soddisfazione per l'adozione del testo" con la "massima convergenza di tutte le forze politiche".  

In realtà si tratta di un testo base di un possibile Decreto di Legge delega per rivedere il sistema di accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria.

Stando al documento approvato, il meccanismo prevede un percorso di studi comune (che dovrà essere creato) di sei mesi ad accesso libero, per accedere al secondo semestre e continuare il percorso che porterà alla laurea si dovrà aver superato tutti gli esami previsti nel primo semestre ed essere collocati in posizione utile in una graduatoria nazionale, non è chiaro su quali basi.  

I posti a disposizione dei singoli Atenei per gli iscritti al secondo semestre saranno “in coerenza con il fabbisogno di professionisti determinato dal Ssn, individuare le modalità per rendere sostenibile il numero complessivo di iscrizioni al secondo semestre dei corsi di studio, anche attraverso il potenziamento delle capacità ricettive delle università, nel rispetto di standard innovativi relativi alla qualità della formazione”. Ovvero sostanzialmente come avviene oggi.  

Chi non riuscirà ad accedere al secondo semestre si vedrà riconosciuti i crediti degli esami sostenuti e la possibilità di proseguire il percorso universitario in un altro indirizzo indicato all’atto della prima iscrizione. Anche qui sarà da chiarire la tipologia di corsi che si potrà indicare come seconda scelta e come funziona se anche questi sono a numero programmato. Per esempio un aspirante medico che indica come seconda scelta odontoiatria?  

"È stato un lavoro intenso che ha trovato la massima convergenza di tutte le forze politiche - commenta l'On. Roberto Marti - l'odioso numero chiuso che abbiamo conosciuto negli ultimi 25 anni non ci sarà più. Un impegno che la Lega aveva preso in campagna elettorale. Un mandato chiaro che ha rappresentato uno stimolo anche nella decisione di assumere l'incarico di presiedere la commissione". "Offriremo così ai nostri ragazzi - prosegue il senatore - la possibilità di iscriversi liberamente alle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria e di iniziare un percorso che gli permetterà di avere tempo e modo per orientarsi nel mondo universitario, che costituisce per ognuno una grande novità. Gli studenti avranno modo di verificare anche la propria vocazione e di dimostrare le competenze acquisite con lo studio delle discipline di base di questi corsi di laurea". "Finalmente - conclude il presidente della Commissione Istruzione - non più una roulette russa: affidiamo al Governo una piena delega per restituire al Paese un sistema di buonsenso".    

"Lo stop al numero programmato a Medicina dimostra ancora una volta che la cecità politica si sta ormai cronicizzando" ed è "il colpo di grazia alla formazione medica". Questo il commento di Pierino Di Silverio, segretario nazionale del maggiore sindacato dei medici ospedalieri, l'Anaao Assomed, all'adozione da parte della Commissione istruzione del Senato del testo base che elimina il numero programmato a medicina. "Abolire il numero programmato - prosegue Di Silverio - è una soluzione miope e sintomo di assoluta mancanza di visione futura o peggio di una visione futura che porterà a una nuova pletora medica che favorirà manodopera privata a basso costo. Tutto questo in netto contrasto con le dichiarazioni del presidente del Consiglio dei ministri e del ministro della Salute sulla difesa del Ssn". "In Italia esiste il numero programmato e invece di investire in programmazione si aprono le porte a 70.000 giovanissimi studenti, confondendo il diritto allo studio con il diritto all'iscrizione alla Facoltà. Ma non resteremo in silenzio. Chiameremo a raccolta tutti gli studenti e gli specializzandi, tutta la categoria - annuncia Di Silverio - promuovendo raccolta firme e manifestazioni in tutta Italia affinché tutti abbiano la consapevolezza che questo è il colpo di grazia alla formazione medica, alla professione e soprattutto al sistema di cure pubblico".    

Critico anche il presidente FNOMCeO Filippo Anelli che però vede anche aspetti positivi nel provvedimento. Restiamo fermamente contrari all’abolizione del numero programmato a Medicina. Per questo apprezziamo l’intenzione del Legislatore di correlare il numero degli studenti ai fabbisogni di professionisti e al numero delle borse di specializzazione. Nutriamo tuttavia perplessità sulle modalità di attuazione, che auspichiamo siano presto chiarite”.Allo stesso modo valutiamo positivamente il fatto che nel provvedimento sia in qualche modo normato il percorso, già messo in atto dalla FNOMCeO insieme al Ministero dell’Istruzione e del Merito, dei Licei a curvatura biomedica, e che sia riconosciuto il ruolo degli Ordini. Proponiamo inoltre di anticipare il semestre di orientamento, spostandolo al periodo precedente l’inizio dell’anno accademico, per dar modo agli studenti di sostenere gli esami per la graduatoria di accesso già a settembre. L’Università curerebbe la preparazione gratuita alle materie oggetto d’esame tramite l’organizzazione di corsi anche in modalità asincrona”.      



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