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04 Febbraio 2025

Sicilia, allarme odontoiatria convenzionata

Solo il 36% dei siciliani si è recato dal dentista in un anno. SIOD: una crisi che colpisce cittadini e operatori, appello urgente per interventi istituzionali


Magenga

L’accesso alle cure odontoiatriche in Sicilia si trova ai minimi storici. Secondo i dati del biennio 2022-2023 forniti da Key-Stone, società di ricerca specializzata in odontoiatria, solo il 36% delle famiglie siciliane ha avuto almeno un componente che si è recato dal dentista, un dato che pone la regione al penultimo posto in Italia, superando solo la Calabria (32%) e molto al di sotto della media nazionale del 61%. 

L’allarme è stato lanciato da SIOD ieri, lunedì 3 febbraio, durante una conferenza stampa presso la sede dell’Ordine dei Medici di Palermo, e che ha visto la partecipazione dei principali rappresentanti del settore odontoiatrico siciliano e nazionale.

Una situazione drammatica, è stato evidenziato, che richiede interventi urgenti per evitare il crollo del comparto odontoiatrico convenzionato, già gravemente provato da tariffe ferme da oltre vent’anni e un nomenclatore tariffario considerato obsoleto. 

Sistema tariffario che per SIOd, non riflette né i costi operativi attuali né l’evoluzione delle esigenze sanitarie, penalizzando sia gli operatori che i cittadini.

"Questa crisi dell'odontoiatria convenzionata non può più essere ignorata”, ha detto Il Dott. Francesco Romano, Presidente Nazionale SIOD, chiedendo un'azione tempestiva. “Il sistema attuale è al collasso, e ciò incide direttamente sulla salute dei cittadini e sulla sostenibilità delle strutture sanitarie. È fondamentale che le istituzioni riconoscano l’urgenza della situazione e intervengano con provvedimenti concreti, adeguando le tariffe e modernizzando il nomenclatore. Solo con una revisione strutturale del sistema possiamo garantire un servizio equo e accessibile per tutti".

"La nostra missione è proteggere la sostenibilità economica e la qualità del servizio odontoiatrico convenzionato in Sicilia" ha dichiarato Fulvia Magenga, Segretario Generale SIASO. "La crisi che stiamo vivendo non è solo un problema sanitario, ma una questione di equità sociale.

Federprofessioni sta lavorando instancabilmente per garantire che le richieste del settore vengano ascoltate a tutti i livelli istituzionali". Magenga ha inoltre espresso la sua preoccupazione per la possibile perdita di posti di lavoro nel settore, sottolineando come la crisi possa avere ripercussioni gravi sull’occupazione e sul futuro di molti professionisti.Federprofessioni si è distinta per il suo sostegno incondizionato agli operatori del settore, coordinando un dialogo con istituzioni, professionisti e cittadini per costruire una rete di supporto in grado di affrontare le criticità più urgenti.


Il focus dell’incontro si è concentrato sull’adeguamento delle tariffe della medicina specialistica convenzionata e sull’introduzione di un piano di riforma del nomenclatore tariffario. 

Come sottolineato dai relatori, il blocco ventennale delle tariffe non tiene conto dell’aumento dei costi operativi e delle esigenze di una popolazione sempre più bisognosa di cure.

"La situazione è insostenibile, e il rischio concreto è il crollo delle prestazioni odontoiatriche convenzionate", ha ribadito Luca Rappa, Presidente CROAT. "L’unica soluzione è un intervento istituzionale che garantisca risorse adeguate e un riequilibrio tra i costi sostenuti dalle strutture e le tariffe rimborsate.

Il messaggio lanciato dalla conferenza è chiaro, sottolineano gli organizzatori: “è necessario un intervento immediato per salvare il diritto alla salute dei cittadini siciliani”.

"Non possiamo più aspettare", ha concluso On. Sen. Davide Faraone, promotore di interrogazioni parlamentari sul tema. "La salute pubblica deve essere una priorità per tutti. Se le istituzioni non agiranno ora, sarà troppo tardi".

Lucia Toscano, referente SIASO Sicilia, ha portato una testimonianza diretta, evidenziando le difficoltà quotidiane degli operatori e dei pazienti: "Sono inserita in questo settore dal 2007 e da quasi diciotto anni mi occupo anche di inserire richieste di prestazioni odontoiatriche. Nel corso degli anni, ho sempre cercato di spiegare ai pazienti e ai genitori dei bambini con seri problemi di occlusione che, secondo il tariffario del Servizio Sanitario Nazionale, i denti vengono curati solo se possibile e, se definitivamente compromessi, estratti. Ma la riabilitazione? Purtroppo, questa non è prevista dal tariffario, lasciando i pazienti a tornare a casa con il diritto alla salute negato. E questa situazione si ripete ogni giorno". 


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