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08 Giugno 2026

Competenze e autonomia: quando la prevenzione è una professione

Alcune considerazioni della presidente AIDI Maria Teresa Agneta in merito dell’autonomia professionale dell’igienista dentale


Maria Teresa Agneta

La Laurea in Igiene dentale (Classe L/SNT3) rappresenta il percorso universitario abilitante all’esercizio della professione di Igienista Dentale, un professionista sanitario iscritto all’albo che opera in autonomia nella prevenzione e nella promozione della salute orale.

Sono ormai trascorsi diversi anni dalla nascita della professione di Igienista dentale. In questo periodo, lo sviluppo delle tecnologie, l’applicazione dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica, i cambiamenti sociali e demografici e le nuove evidenze scientifiche hanno contribuito alla crescita e all’evoluzione della nostra figura professionale. Una professione che vanta una storia ricca di trasformazioni e che si è progressivamente affermata come elemento centrale del Sistema Sanitario, nei percorsi di promozione della salute e di prevenzione delle patologie orali.

Secondo la World Health Organization, le patologie orali colpiscono circa 3,5-3,7 miliardi di persone e sono in larga misura prevenibili attraverso interventi precoci, educazione sanitaria e controllo dei fattori di rischio. L’Igienista dentale rappresenta dunque una risorsa essenziale per la tutela della salute orale e generale della popolazione, contribuendo concretamente alla riduzione di carie, gengiviti e malattie parodontali, condizioni che incidono significativamente sulla qualità della vita e sui costi sanitari.

Alla luce di queste considerazioni, la sentenza del TAR Marche appare non pienamente aderente alla realtà attuale dell’esercizio professionale dell’Igienista dentale. Tale professionista esercita la propria attività nell’ambito delle competenze previste dalla normativa sulle professioni sanitarie, con autonomia professionale e responsabilità diretta nelle prestazioni di igiene orale e nella partecipazione attiva a progetti di salute pubblica ed educazione sanitaria, sempre nell’interesse primario del paziente e in linea con i bisogni emergenti di una società in continua evoluzione.

Il fattore rischio costituisce una componente intrinseca di qualsiasi attività sanitaria e non può, per questo, rappresentare l’elemento giustificativo della limitazione dell’agire professionale. L’attività dell’Igienista dentale si esplica su indicazione dell’odontoiatra, ai sensi della Legge n. 137 del 1999, a seguito della diagnosi da questi formulata. Ciò delinea un modello di collaborazione interdisciplinare che nulla ha a che vedere con il concetto di “compresenza”, il quale continua a rappresentare una forma di limitazione dell’autonomia professionale e una lesione di diritti riconosciuti e garantiti dalla normativa vigente.

Il riconoscimento del ruolo e dell’autonomia dell’Igienista dentale non costituisce un elemento accessorio, bensì una componente strutturale dei moderni modelli di assistenza sanitaria, orientati alla prevenzione e alla sostenibilità dei sistemi di cura. Negare tale diritto significa ostacolare un processo di cambiamento già in atto nella sanità e nella società, nonché limitare il contributo che la professione può offrire a tale evoluzione.

È inoltre necessario evidenziare un aspetto fondamentale che distingue l’Igienista dentale quale figura altamente specializzata nell’ambito della prevenzione: l’educazione terapeutica del paziente.

Questo elemento, spesso percepito come secondario rispetto all’atto tecnico di igiene orale, rappresenta invece il fulcro della professione. L’Igienista dentale è, a pieno titolo, un professionista dell’educazione alla salute orale e un promotore di strategie di prevenzione individuali e collettive, sia in ambito clinico sia sul territorio.

Il rischio che studi di igiene dentale possano trasformarsi in contesti favorevoli a comportamenti abusivi non può essere utilizzato come argomento per giustificare la limitazione dell’autonomia professionale. Eventuali condotte illecite devono essere perseguite attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento, senza compromettere diritti e prerogative di un’intera categoria professionale.

Esprimendo pertanto un forte dissenso rispetto alle conclusioni raggiunte dal TAR Marche, continueremo a sostenere le nostre ragioni nelle sedi competenti, convinti della fondatezza delle nostre posizioni. La complessità della realtà impone di superare approcci riduzionistici e di considerare le conseguenze sociali, economiche e istituzionali di decisioni che meritano una valutazione attenta e approfondita.

Viviamo un tempo caratterizzato da incertezze e profonde trasformazioni sociali. Difendere esclusivamente il proprio “orticello” rischia di compromettere “l’intero raccolto”: significa rinunciare a una visione ampia e moderna dell’assistenza sanitaria, fondata sull’interdisciplinarità, sul lavoro in team, sulla pari dignità professionale e sul rispetto reciproco dei rispettivi codici deontologici. Significa, in definitiva, continuare a guardare a un modello del passato che non risponde più alle esigenze del presente.

L’Igienista dentale non è un competitor, ma una risorsa. Come affermava l’economista Peter Drucker, «il modo migliore per prevedere il futuro è crearlo». Investire nella nostra professione può soltanto contribuire allo sviluppo di un’odontoiatria innovativa, orientata al futuro e capace di superare schemi ormai non più adeguati alla complessità della sanità contemporanea.

Dott.ssa Maria Teresa Agneta: Presidente Nazionale AIDI 

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