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08 Giugno 2026

Agevolare l'iter per il riconoscimento della professione di odontotecnico tra quelle sanitarie

Lo chiede l’On. Ilenia Malavasi attraverso una interrogazione a risposta scritta al Ministro della Salute


on malavasiOn. Ilenia Malavasi

Se il Ministro interrogato non ritenga necessario adottare iniziative di competenza volte ad agevolare l'iter procedimentale di riesame dell'istanza di riconoscimento della qualificazione professionale dell'attività odontotecnica, così da concludere l'istruttoria ed includere la professione di odontotecnico nel novero delle nuove professioni sanitarie, superando in via definitiva l'attuale impasse amministrativa”.

A chiederlo al ministro della Salute Orazio Schillaci è l’On. Ilenia Malavasi (PD), con un’interrogazione a risposta scritta che ripercorre la vicenda.L’Onorevole, nel testo dell’interrogazione, ricorda che il profilo dell’odontotecnico è fermo dal 2018 e ripercorre l’iter attraverso il quale alcune delle associazioni di riferimento degli odontotecnici, in base alla legge Lorenzin (articolo 5 della legge n. 43 del 2006), avevano presentato al Ministero della Salute un’istanza di riconoscimento della figura professionale di odontotecnico come professione sanitaria. Istanza rigettata, scrive l’Onorevole, “sulla scorta di un parere negativo rilasciato dal Gruppo tecnico sull'odontoiatria”, in quanto l’odontotecnico non avrebbe i titoli per essere qualificata come professione sanitaria, poiché ciò implicherebbe una sovrapposizione con le attribuzioni proprie dell'odontoiatria, violando il divieto di “parcellizzazioni e sovrapposizioni con le professioni già riconosciute o con le specializzazioni delle stesse posto dall'articolo 5, comma 4, della legge n. 43 del 2006)”.

Contro il parere, CNA e Confartigianato Odontotecnici presentano ricorso al TAR, che lo respinge, e poi al Consiglio di Stato, che lo accoglie, “escludendo che la professione dell'odontotecnica, nei limiti in cui è oggi esercitata, vada a sovrapporsi con la professione di odontoiatra”.

Ad esito della citata sentenza – continua l’interrogazione dell’Onorevole Malavasi – l'odontotecnica può essere considerata a tutti gli effetti una professione sanitaria a sé stante, dal momento che l'ambito di competenza dell'odontotecnica, come tracciato dall'articolo 11 del regio decreto n. 1334 del 1928, delinea una expertise («costruire apparecchi di protesi dentaria») concettualmente distinta e autonoma rispetto a quella dell'esercente la professione odontoiatrica”.

L’Onorevole fa presente al Ministro Schillaci che, “nonostante la citata pronuncia del Consiglio di Stato, cui il Ministero della Salute è stato chiamato a dare materiale esecuzione, l'ex Direzione generale delle professioni sanitarie ha sin qui omesso di richiedere il parere tecnico-scientifico al Consiglio Superiore di Sanità, così come prescritto dall'articolo 5, comma 2, della legge n. 43 del 2006”. Acquisizione del parere, ricorda l’Onorevole, “costituisce un atto doveroso che la legge impone di compiere, nonché propedeutico alla stipula di accordi da sancire in sede di Conferenza Stato-Regioni”.

Da queste premesse, la richiesta al Ministro per conoscere se “non ritenga necessario adottare iniziative di competenza volte ad agevolare l'iter procedimentale di riesame dell'istanza di riconoscimento della qualificazione professionale dell'attività odontotecnica, così da concludere l'istruttoria ed includere la professione di odontotecnico nel novero delle nuove professioni sanitarie, superando in via definitiva l'attuale impasse amministrativa”.

Contro l’inserimento della professione di odontotecnico tra quelle sanitarie si sono sempre schierate sia la Commissione Albo Odontoiatri che i sindacati di riferimento degli odontoiatri, AIO ed ANDI.   



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