Attraverso una mozione unitaria il sostegno alla richiesta di ANDI di riformare l’esercizio dell’odontoiatria da parte di società di capitale che sfuggono al controllo dell’Ordine
Importante riunione quella svoltasi ieri 11 settembre a Roma tra la FIMMG, FIMP, FMT, SUMAI e ANDI che hanno approvato una mozione congiunta in cui denunciano i ritardi delle Regioni nell’emanazione degli atti di indirizzo per il rinnovo dei contratti dell’area convenzionata relativi al triennio 2022-2024. Secondo le sigle sindacali, l’inerzia rischia di vanificare le risorse stanziate dal Governo e di alimentare la fuga di professionisti verso l’estero o il settore privato, con “ricadute gravissime sull’accesso alle cure e sulla coesione sociale”.
Nella mozione viene chiesta l’adozione immediata degli atti di indirizzo e l’allineamento dei contratti al 2025, avviando da subito la programmazione del triennio successivo. Viene espressa, anche, perplessità per la disponibilità di un atto per la dirigenza medica a fronte del “silenzio assoluto” sull’area convenzionata, “considerata indispensabile per il Pnrr ma trattata come figlia di un dio minore”.
La questione odontoiatrica
Per quanto riguarda l’odontoiatria, nella mozione vi è il pieno sostegno, “con forza”, da parte di tutti i Sindacati alla posizione di ANDI che “ribadisce la necessità della riforma da tempo auspicata del comma 153 della legge 124/2017 relativa alla regolamentazione della professione odontoiatrica e l’opportunità che il DL del riordino delle professioni sanitarie in discussione presso la XII Commissione della Camera diventi un’occasione definitiva per consentire la correzione di una norma che ha, finora, prodotto solamente vantaggi per le società di capitale a discapito dei pazienti e dei professionisti Odontoiatri”.
“La nostra partecipazione al tavolo ha avuto una valenza fortemente politica”, sottolinea ad Odontoiatria33 il presidente nazionale ANDI Carlo Ghirlanda. “Noi vogliamo difendere il professionismo e i professionisti. Difendiamo l’autonomia decisionale, diagnostica e terapeutica, che non può essere subordinata al volere del padrone di turno. Ci riconosciamo pienamente nel professionalismo, così come gli altri Sindacati medici si riconoscono nelle nostre istanze. C’è una volontà comune di agire. Al centro del sistema sanitario deve esserci il paziente e il rapporto medico-paziente”.
Per questo motivo la sintonia dei Sindacati medici con ANDI anche verso la battaglia contro la possibilità di un esercizio dell’odontoiatria che sfugga al rispetto del Codice di deontologia medica ed al controllo dell’Ordine.
“Al centro del sistema sanitario –ricorda Ghirlanda- c’è il paziente e il rapporto medico-paziente. Questo rapporto può essere declinato in vari modi, ma se viene travalicato da logiche aziendali – come quelle delle SRL – che non hanno come obiettivo primario la salute del paziente, allora qualcosa non torna. Bisogna rimettere al centro il paziente, il rapporto medico-paziente e tutto ciò che ne consegue”.
La richiesta di ANDI, supportata dagli altri Sindacati, è quella di rivedere il comma 153 della legge 124/2017 quello che permette l’esercizio dell’odontoiatra anche alle società con l’unico vincolo di dotarsi di un direttore sanitario iscritto all’Albo degli Odontoiatri.
“Abbiamo presentato con una iniziativa da noi sostenuta insieme agli Onorevoli Matteo Rosso e Francesco Ciancitto un emendamento alla legge sul riordino delle professioni sanitarie, a firma dell’Onorevole Cappellacci, relatore del provvedimento”, ricorda Ghirlanda. “L’emendamento stabilisce chiaramente che tutto deve essere sottoposto al vaglio e alla vigilanza degli Ordini professionali e che quindi l’esercizio della attività odontoiatrica sia consentita solamente alle Società Tra Professionisti che per la loro natura non commerciale costituiscono un presupposto fondamentale a tutela dei cittadini e dei professionisti. È un testo che difenderemo con forza, perché rappresenta l’ultimo passaggio del riordino della professione, uno degli obiettivi che mi ero prefissato all’inizio del mio mandato, e mi auspico che raggiunga lo stesso esito dei altri benefici alla categoria che sono riuscito ad ottenere”.
Ora l’emendamento è all’esame della XII Commissione della Camera.
“Vedremo come andrà a finire, ma abbiamo percepito una buona sensibilità da parte dei decisori. Ci impegneremo a sostenerlo in ogni modo, anche attraverso i media”.E sulla necessità di rivedere le regole, il presidente Ghirlanda ricorda anche le notizie delle recenti chiusure di società gestite da non odontoiatri e le ricadute sui pazienti.
Photo credit: pagina Facebook ANDI
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