HOME - Approfondimenti
 
 
17 Aprile 2026

Gestione del rischio carie in Europa: non uniforme e poco orientata al rispetto delle linee guida

Uno studio pubblicato su Dentistry Journal ha confrontato il modo in cui il caries risk management viene applicato nella pratica quotidiana in alcuni paesi europei 


Carie dente cavita

La gestione del rischio carie negli studi odontoiatrici europei rimane fortemente eterogenea e solo parzialmente allineata alle raccomandazioni basate sull’evidenza scientifica. È quanto emerge dal CARMEN Study (Caries Risk Management in Europe), uno studio osservazionale multicentrico che ha analizzato le pratiche cliniche di valutazione e gestione del rischio cariogeno in Bulgaria, Grecia, Polonia e Portogallo. 

Lo studio, recentemente pubblicato su Dentistry Journal e ripreso dal British Dental Journal, rappresenta una delle analisi più dettagliate disponibili sul modo in cui il caries risk management viene applicato nella pratica quotidiana in Europa, andando oltre le linee guida per osservare il comportamento reale dei clinici.

Lo studio e la popolazione coinvolta

Il CARMEN Study ha coinvolto 51 dentisti operanti in contesti clinici differenti nei quattro Paesi europei considerati, che hanno reclutato complessivamente 1.008 pazienti con necessità di gestione del rischio carie, sia in ambito preventivo sia curativo. La raccolta dei dati ha incluso informazioni sui professionisti, sui pazienti e sulle modalità di valutazione e trattamento adottate nel tempo. La distribuzione dei pazienti ha evidenziato differenze numeriche tra i Paesi, con una maggiore rappresentanza di Bulgaria, Grecia e Polonia rispetto al Portogallo, riflettendo anche differenze organizzative e di accesso alle cure nei diversi sistemi sanitari nazionale.

Valutazione del rischio carie: strumenti standardizzati ancora poco presenti nella pratica

Uno dei risultati più rilevanti del CARMEN Study riguarda il limitato utilizzo di strumenti standardizzati per la valutazione del rischio carie, adottati da meno del 15% dei dentisti nei quattro Paesi coinvolti – Bulgaria, Grecia, Polonia e Portogallo. Nella maggior parte dei casi, la stima del rischio si basa prevalentemente sull’esame clinico e sull’anamnesi tradizionale, senza il supporto sistematico di modelli strutturati e validati. 

In particolare, risultano poco utilizzati strumenti multifattoriali di caries risk assessment, come il Cariogram®, che integra variabili cliniche, comportamentali e biologiche, e i modelli ispirati al protocollo CAMBRA (Caries Management by Risk Assessment), che prevedono la classificazione del paziente in fasce di rischio e l’applicazione di strategie preventive e terapeutiche differenziate.

Anche l’impiego di schede standardizzate di valutazione del rischio, con checklist dedicate a dieta, esposizione al fluoro, abitudini di igiene orale e fattori socioeconomici, appare sporadico e non strutturato. Parallelamente, lo studio conferma un ricorso marginale ai test salivari (flusso, pH e capacità tampone) e ai test microbiologici, utilizzati solo in casi selezionati e non come parte integrante di un protocollo routinario di valutazione del rischio carie.

Gli autori sottolineano come questa impostazione, fortemente basata sul giudizio clinico individuale, renda più difficile la rivalutazione periodica del rischio, la confrontabilità dei dati nel tempo e l’aderenza alle raccomandazioni basate sull’evidenza. In conclusione, il lavoro suggerisce la necessità di integrare strumenti di valutazione semplici ma condivisi, capaci di includere modelli biopsicosociali e di adattarsi alla realtà clinica quotidiana, senza aumentare in modo eccessivo il carico operativo per il professionista.

In questo contesto, la formazione universitaria e post‑universitaria emerge come leva fondamentale per favorire l’adozione di un caries risk management più strutturato, coerente e realmente personalizzato.

Differenze tra Paesi nelle strategie cliniche

Lo studio evidenzia interessanti differenze nazionali nell’approccio alla gestione del rischio carie. In Bulgaria, i dentisti riferiscono un minore utilizzo di strategie di fluoroprofilassi, associato però a un più elevato ricorso a restauri e a una maggiore attenzione all’educazione terapeutica del paziente. In Polonia, invece, emerge un utilizzo più frequente di procedure di rimineralizzazione, mentre la valutazione e rivalutazione sistematica della salute orale risulta più strutturata rispetto ad altri contesti, insieme alla Bulgaria.In Grecia, lo studio segnala una minore sistematicità nella rivalutazione del rischio carie nel tempo, mentre il Portogallo mostra una maggiore adesione alle raccomandazioni preventive, in particolare nei professionisti con formazione universitaria specifica in caries risk management.

Rischio carie e status socioeconomico

Un dato trasversale a tutti i Paesi analizzati riguarda la relazione tra rischio carie e condizioni socioeconomiche. Il CARMEN Study conferma un’associazione inversa tra status socioeconomico e rischio cariogeno, con una maggiore probabilità di carie attiva e di lesioni non trattate nei pazienti provenienti da contesti socioeconomici più svantaggiati. Questo risultato rafforza il concetto della carie come patologia a forte componente sociale e sottolinea la necessità di strategie preventive personalizzate, capaci di tenere conto non solo dei fattori clinici ma anche delle determinanti sociali della salute orale.

Il ruolo chiave della formazione universitaria

Tra i fattori che influenzano positivamente la gestione del rischio carie, la formazione universitaria specifica emerge come elemento determinante. I dentisti che avevano ricevuto un’educazione strutturata sul caries risk management durante il percorso accademico o in programmi di aggiornamento successivi mostrano una maggiore adesione alle linee guida e un approccio più coerente e sistematico alla prevenzione. La percentuale di professionisti con formazione specifica varia sensibilmente tra i Paesi, risultando più elevata in Polonia e Portogallo e più contenuta in Bulgaria e Grecia, a conferma del ruolo cruciale dell’educazione nella standardizzazione delle pratiche cliniche.

Conclusioni

Nel complesso, il CARMEN Study restituisce l’immagine di una gestione del rischio carie ancora lontana da una piena armonizzazione a livello europeo. La personalizzazione delle cure è spesso presente, ma non sempre supportata da strumenti validati e da un approccio biopsicosociale strutturato.

Per il clinico, i risultati dello studio rappresentano un invito a integrare in modo più sistematico la valutazione del rischio carie nella pratica quotidiana, adottando strumenti semplici ma standardizzati e rafforzando il ruolo della prevenzione, soprattutto nei pazienti a maggior rischio. In un’Europa odontoiatrica sempre più chiamata a misurarsi con equità di accesso alle cure e sostenibilità dei sistemi sanitari, una gestione più consapevole e basata sull’evidenza del rischio carie appare una priorità non più rinviabile.

Per approfondire a questo link la ricerca.


Se hai trovato utile questo articolo e non sei ancora abbonato ad Odontoiatria33, sostieni
la qualità della nostra informazione

ABBONATI

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Una guida operativa per sicurezza e monitoraggio ed un monito: non più una semplice esecuzione di una tecnica ma la completa gestione di un processo clinico complesso, centrato...


Il Governo approva uno schema di decreto sull’intelligenza Artificiale. Tra i principi enunciati anche quelli che interessano operatori sanitari e professionisti


Un confronto in vitro tra matrici animali e vegetali rivela nuove strategie per il controllo metabolico ed enzimatico dei patogeni orali.


E’ la clinica odontoiatrica a guidare l’evoluzione del materiale o viceversa. Il quesito se lo pone il prof. Lorenzo Breschi nell’ultimo editoriale su Dental Cadmos 


Una ricerca ha valutato l’impatto ambientale della malattia parodontale invitando a considerare la malattia e la cura da una nuova prospettiva clinica


Altri Articoli

Obiettivo sensibilizzare i cittadini sull'importanza della prevenzione delle carie, della corretta igiene orale e dei controlli periodici dal dentista, con indicazioni pratiche...


Il dott. Dino Porello eletto Presidente dell’Associazione Nazionale Commercio Articoli Dentali per il prossimo triennio


Prof. Breschi: “Un riconoscimento che ci stimola nel nostro percorso volto a creare uno strumento di aggiornamento e informazione scientifico utile per gli odontoiatri”


Tre incentivi per assunzioni stabili di donne in condizioni di svantaggio, giovani under 35 e assunzioni in aziende del Sud Italia ed in alcune aree del Centro


Alberto Oliveti eletto alla guida di Eurelpro, il comitato europeo delle Casse pensionistiche dei liberi professionisti


Una guida operativa per sicurezza e monitoraggio ed un monito: non più una semplice esecuzione di una tecnica ma la completa gestione di un processo clinico complesso, centrato...


La prof.ssa Nardi sottolinea l'importanza della prevenzione avanzata e della gestione interdisciplinare della salute orale, obiettivo raggiungibile tramite una diagnosi di igiene...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


“The Digital Full-Circle” il post graduate al San Raffaele di Milano per approfondire riabilitazione implantoprotesica integrata con connessioni originali


Dai dati Isa delle dichiarazioni dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024) stabile il fatturato ma calano gli studi. Il 58% rientra tra gli “affidabili” fiscalmente con un...


Dai dati Isa delle dichiarazioni dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024) si sono persi quasi mille laboratori, cresce il fatturato


Dott.ssa Lucia Zugaro Segretario AIDIPRO

Le riflessioni del direttivo di AIDIPRO in merito alla sentenza del Tar sull’autonomia dell’igienista dentale


L’Assemblea Elettiva ha tracciato la rotta per i prossimi due anni all’insegna della transizione e continuità. Questo il nuovo Consiglio in carica per i prossimi due anni


I dati evidenziando le linee di sviluppo future tra digitalizzazione dei flussi clinici e mutamenti nei consumi degli studi e dei laboratori


Sulla sicurezza delle cure e compresenza l’Associazione porta i dati e le valutazioni giuridiche che confuterebbero il parere dei Giudici


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi