“What Would You Do in This Clinical Case?”: un anno di confronto clinico condiviso con FACExp. Nel 2025 è stato un successo, si replica nel 2026
Nel 2025 l’Associazione FACE ha consolidato un appuntamento che, anno dopo anno, è diventato un vero punto di riferimento per tutto il gruppo di ortodontisti FACExp: gli incontri online del ciclo “What Would You Do in This Clinical Case?”. “Non si tratta di una semplice presentazione di casi, ma di uno spazio di confronto autentico, dove la complessità clinica diventa occasione di condivisione e crescita comune per i circa 65 ortodontisti aderenti al network FACExp”, sottolinea il dottor Daniele Modoni (nella foto), Coordinatore del Progetto “What Would You Do in This Clinical Case?”.
Il format è tanto semplice quanto efficace: una volta al mese un collega presenta un caso clinico reale, con tutte le sue sfide, i dubbi iniziali, le alternative terapeutiche possibili e gli sviluppi nel tempo. A partire da questa base, si apre una discussione condivisa con tutti i partecipanti collegati, che possono intervenire, proporre soluzioni, porre domande, condividere esperienze simili.
L’attività svolta
Nel corso del 2025 sono stati organizzati 11 incontri, con una partecipazione media di circa 30 ortodontisti per serata. La durata media di ciascun incontro è di circa 90 minuti, un tempo sufficiente per entrare nel merito dei casi senza rinunciare al dialogo e alla possibilità di analizzare diversi punti di vista. Il tutto in un clima è informale e amichevole: la qualità del confronto scientifico va di pari passo con la libertà di esprimere dubbi e perplessità, senza timore di “mettersi in gioco”.
Gli argomenti trattati
hanno coperto l’intero spettro dell’ortodonzia moderna, riflettendo la varietà delle situazioni che ciascuno di noi si trova ad affrontare nella pratica quotidiana In particolare sono stati trattati casi di:
Un'opportunità per i soci più giovani ma non solo
Uno degli aspetti più apprezzati dai partecipanti è proprio la possibilità di vedere “cosa c’è dietro” una decisione clinica: non solo il risultato finale, ma il ragionamento, i dubbi iniziali, le alternative scartate, gli eventuali imprevisti e le correzioni in corso d’opera. In questo senso, “What Would You Do in This Clinical Case?” diventa anche un esercizio di onestà intellettuale e di formazione continua reale, non limitata ai soli casi “perfetti”. "Per i soci più giovani questi incontri sono un acceleratore enorme: vedere il ragionamento clinico ‘dal vivo’, con dubbi e alternative reali, dà sicurezza e metodo”, evidenza il dott. Modoni. “È un modo concreto per non sentirsi soli davanti alle prime scelte complesse e per crescere più in fretta, con una comunità che ti sostiene”.
Per chi ha più esperienza, invece, sono un’occasione per aggiornarsi, rimettere in discussione abitudini consolidate e condividere ciò che ha funzionato e ciò che, talvolta, ha funzionato meno.
"Il confronto con colleghi esperti che arrivano da percorsi e scuole di pensiero differenti è la parte più stimolante –continua Modoni-, ti costringe a motivare le tue decisioni, ti mette davanti a prospettive che non avevi considerato e spesso ti porta a rivalutare la tua idea di piano terapeutico. È formazione continua vera, perché nasce da un brainstorming esteso su casi e problemi quotidiani nella vita di un ortodontista”.
La formula online facilita la partecipazione da tutta Italia, permettendo di coinvolgere colleghi con background, scuole di pensiero e contesti operativi diversi. Proprio questa pluralità di sguardi rende la discussione particolarmente ricca: lo stesso caso può essere letto in modi differenti, e ogni collega porta con sé il proprio bagaglio di esperienza, strumenti e sensibilità clinica.
Il filo conduttore resta sempre la domanda che dà il titolo all’iniziativa: “What would you do in this clinical case?”. Una domanda che non cerca una risposta unica, ma apre uno spazio di confronto, stimola il ragionamento critico e invita a passare da spettatori a protagonisti. “L’esperienza maturata dal 2020 al 2025 dimostra che, anche in un contesto digitale, è possibile costruire relazioni professionali significative, creare una comunità di pratica viva e generare un impatto concreto sulla qualità della nostra ortodonzia quotidiana”, conclude il dott. Modoni.
Gli incontri riprenderanno anche nel nuovo anno, con l’obiettivo di continuare a offrire ai soci FACExp un luogo di crescita condivisa, dove ogni caso clinico non è mai “solo un caso”, ma una storia che, se messa in comune, arricchisce tutti.
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