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22 Gennaio 2026

Professioni sanitarie e responsabilità professionale: la FNOMCeO in audizione alla Camera

Per quanto riguarda l’esercizio dell’attività odontoiatria in forma societaria, la Federazione chiede che sia consentito alle sole StP iscritte al relativo Albo professionale


Leoni

“Nell’apprezzare alcuni contenuti del provvedimento in esame, ribadiamo la necessità di investire nel Servizio sanitario nazionale per continuare a garantire universalità, uguaglianza ed equità nelle cure”. Ad affermarlo, il Vicepresidente della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Giovanni Leoni, audito questo pomeriggio in Commissione Affari Sociali alla Camera sul DDL “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.  

Molteplici i punti di discussione e le proposte FNOMCeO riguardanti la Professione medica e quella odontoiatrica: dalla formazione dei medici alla sicurezza delle cure, dalle applicazioni dell’Intelligenza artificiale in medicina alla riduzione delle disuguaglianze di salute, dall’equo compenso alle società tra professionisti, passando dalla riforma del sistema ECM sino ad arrivare alla revisione della “Legge Lorenzin”. Presupposto di tutto, viene fatto notare, la richiesta di un ruolo forte per il Ministero della Salute.    

Per quanto riguarda le STP, FNOMCeO chiede che l'esercizio dell'attività odontoiatrica in forma societaria sia  consentito esclusivamente ai modelli di Società tra Professionisti iscritte al relativo albo professionale ai sensi dell'articolo 10, legge 12 novembre 2011, n. 183, fatta eccezione per tutte le società titolari di attività afferenti  ad  istituti di ricovero  ovvero di ricerca e didattica istituzionale, ovvero istituzioni universitarie, accreditati al Servizio sanitario nazionale le cui strutture devono dotarsi di un direttore sanitario iscritto all’albo degli odontoiatri che comunica il proprio incarico all'ordine territoriale competente per il luogo in cui ha sede la struttura. Resta fermo, ha chiarito la FNOMCeO, che “le strutture afferenti alle Società tra Professionisti non necessitano di direttore sanitario, potendo inoltre cooperare allo svolgimento dell’attività dei soci professionisti delle società tra professionisti collaboratori appartenenti alle categorie sia dei lavoratori dipendenti sia dei lavoratori autonomi esterni. Ciò in virtù ad oggi di un costante incremento del numero di Società tra Professionisti in cui l’attività cosiddetta ‘prevalente’ è quella propriamente odontoiatrica”.  

Sull’equo compenso FNOMCeO evidenzia come la sua regolamentazione sia uno strumento centrale per valorizzare la professione medica e odontoiatrica, ma sottolinea che la Legge n. 49/2023 ha oggi un ambito applicativo molto limitato, circoscritto ai soli grandi committenti, escludendo di fatto la maggioranza dei professionisti iscritti agli Ordini. La proposta è quella di ampliare il campo di applicazione della legge sull’equo compenso attraverso la modifica dell’art. 2 della Legge 21 aprile 2023, n. 49 che, ad oggi, esclude dall’applicazione del principio dell’equo compenso tutte le prestazioni rese nei confronti di soggetti diversi dalle grandi imprese, lasciando di fatto fuori tutti i medici e gli odontoiatri che svolgono la propria attività esclusivamente nei confronti di persone fisiche.          

Riguardo alla riorganizzazione del sintema ECM per FNOMCeO serve una maggiore valorizzazione dell’aggiornamento scientifico e professionale. FNOMCeO chiede di snellire le procedure e sostituire alla burocrazia programmi formativi in linea con le esigenze dei professionisti, e di restituire agli Ordini un ruolo forte nella formazione. L’Educazione continua in medicina, viene sottolineato, deve essere sempre più cucita sulle esigenze formative dei professionisti. Crediamo sia il momento di restituire un maggior peso nella sua gestione agli Ordini, per il tramite del Co.Ge.A.P.S., per snellire le procedure e sostituire alla burocrazia programmi formativi in linea con le esigenze dei professionisti. “Bisogna reinvestire sulla formazione dei professionisti sanitari parte delle risorse da essa stessa generate. È tempo di avere un ruolo forte degli Ordini, che devono poter gestire in proprio risorse, strumenti e programmi della formazione”.  

Per quanto riguarda il Ministero della Salute, Leoni evidenza come “occorra una migliore Governance che gestisca la materia della contrattazione separatamente dalla funzione pubblica al fine della individuazione di uno status giuridico adeguato ai professionisti che operano nel SSN. Pertanto, la contrattazione nazionale dei medici e dirigenti sanitari deve essere inserita nell’alveo della responsabilità primaria del Ministero della Salute, in raccordo con gli altri dicasteri competenti, ma con una chiara guida sanitaria”.    

Sulla questione della responsabilità professionale, nel rinnovare l’apprezzamento della FNOMCeO per l’operato del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Ministro della Salute Orazio Schillaci e del Ministro della Giustizia Carlo Nordio rispetto alla proposta di limitare la responsabilità del medico alla colpa grave, poiché “volta a restituire serenità ai professionisti”, Leoni ha rimarcato la necessità di “una compiuta disamina del significato e delle modalità di accertamento del grado della colpa”. 

Durante l'audizione FNOMCeO ha anche proposto interventi concreti, sul piano organizzativo, legislativo e culturale, per implementare i sistemi di valutazione e gestione del rischio clinico, ottimizzare la sicurezza delle cure e abbattere le denunce infondate: il 97-98% delle cause contro i professionisti si conclude infatti con un nulla di fatto, con l’assoluzione o l’archiviazione.  

A questo link il testo del documento depositato alla Camera. 



 
 

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