Dal Congresso la conferma che la medicina estetica del viso in odontoiatria non è più una questione di opportunità individuale, ma un tema di sistema che richiede regole, competenze certificate e interlocuzione istituzionale
Due giornate di confronto scientifico, istituzionale e professionale hanno animato il Convegno nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica Odontoiatrica (SIMEO) svoltosi lo scorso fine settimana a Roma. Al centro del dibattito, l’evoluzione della professione odontoiatrica e il ruolo, sempre più rilevante, delle terapie estetiche del viso nello studio dentistico. Il Convegno ha ribadito come il tema non sia soltanto clinico, ma coinvolga aspetti formativi, deontologici, normativi e di tutela della salute del cittadino, imponendo un dialogo strutturato tra professionisti, società scientifiche e istituzioni.
“Oltre ai temi strettamente scientifici, nella tavola rotonda si è discusso di una regolamentazione nazionale, in tema di formazione in medicina estetica, che uniformi i programmi didattici e certifichi i docenti delle scuole private è più che necessaria”, informa il prof. Antonio Guida, presidente SIMEO. “La formazione certificata spetta alle università mentre alle società scientifiche spetta un ruolo ancillare di aggiornamento e integrazione formativa. Proprio in ambito congressuale si é vista la convergenza delle varie figure istituzionali che hanno condiviso la proposta della SIMEO per regolamentare questo aspetto critico che riguarda la formazione privata sempre più pubblicizzata per incontri e corsi addirittura di mezza giornata proposti da aziende al solo scopo della vendita dei propri prodotti”.
A dare un forte segnale istituzionale è stato Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio regionale del Lazio, intervenuto alla tavola rotonda dedicata alle prospettive delle terapie estetiche del volto in ambito odontoiatrico. Il suo intervento ha sottolineato come l’integrazione della medicina estetica del viso nello studio dentistico rappresenti “un’evoluzione naturale della professione odontoiatrica”, coerente con una visione moderna di salute intesa come benessere complessivo della persona. Aurigemma ha posto l’accento sulla centralità del distretto oro-facciale, definendo il volto come “un’unità funzionale ed estetica inscindibile”, rispetto alla quale l’odontoiatra dispone già di competenze anatomiche e cliniche avanzate.
Questa specificità, secondo il Presidente del Consiglio regionale, rende il dentista una figura chiave per offrire trattamenti sicuri, a condizione che l’innovazione proceda nel solco della formazione rigorosa, del rispetto delle linee guida scientifiche e di standard qualitativi elevati. Nel suo intervento è emersa una posizione chiara: aprire all’innovazione, ma governarla, evitando derive improvvisate o prive di fondamento scientifico. In questo percorso, Aurigemma ha riconosciuto alle società scientifiche – come SIMEO – un ruolo determinante nella costruzione di competenze, cultura professionale e sicurezza per i pazienti, ribadendo la disponibilità delle istituzioni regionali a mantenere un dialogo costante con il mondo medico e scientifico.
“Una proposta della SIMEO presentata sia al Ministero della Salute, sia al Ministero dell'Università e della ricerca scientifica riguarda la possibilità, nell’esclusivo interesse dei pazienti, dell’utilizzo del termine di Medico Dentista o di Medico Odontostomatologo”, ricorda il prof. Guida che aggiunge: “Per i pazienti è abbastanza facile confondere Odontoiatra con Odontotecnico e addirittura con Ordodonzista favorendo l’abusivismo e l’evasione fiscale e la pericolosità delle cure”.
Tra i contributi più netti emersi dal convegno, quello di Giovanni Migliano, segretario della Commissione Albo Odontoiatri di Roma e consigliere dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità urgente di regolamentare i corsi di aggiornamento in medicina estetica del viso. Migliano ha evidenziato come il crescente interesse per questo ambito abbia favorito una proliferazione disomogenea di percorsi formativi, spesso carenti sotto il profilo della qualità e della coerenza scientifica.
“Non possiamo permettere – ha ammonito – che l’aggiornamento in un settore così delicato sia lasciato all’improvvisazione”. Particolare rilievo è stato dato alla qualità dei docenti, indicata come elemento imprescindibile per garantire una formazione realmente efficace e responsabile. Secondo Migliano, non è sufficiente strutturare programmi articolati se a erogarli sono professionisti privi delle necessarie competenze specifiche o dell’esperienza clinica adeguata. Da qui l’auspicio di un maggiore coinvolgimento di Università, Ordini professionali e società scientifiche accreditate nella definizione di standard formativi condivisi, capaci di tutelare certamente i pazienti, ma anche i professionisti seri. A chiusura del suo intervento, Migliano ha ribadito un principio cardine: la formazione spetta all’Università, quale organo deputato a garantire rigore, metodo e validità dei percorsi didattici.
SIMEO come spazio di mediazione scientifica
Dal Congresso, conclude il presidente Guida, emerge un messaggio chiaro: la medicina estetica del viso in odontoiatria non è più una questione di opportunità individuale, ma un tema di sistema, che richiede regole, competenze certificate e interlocuzione istituzionale. In questo scenario, il convegno SIMEO si conferma come uno spazio qualificato di mediazione tra ricerca, clinica e policy, capace di orientare l’evoluzione della professione senza perdere di vista sicurezza, etica e qualità delle cure.
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