A Riccione il 27 e 28 marzo 2026, quest’anno il focus e sulle “faccette”. Lo presenta ad Odontoiatria33 il presidente della Commissione Editoriale AIOP dott. Edoardo Foce
Dott. Foce, perché dedicare il Meeting Mediterraneo di Riccione 2026 al tema delle Faccette?
Le Veneers, in italiano meglio note come “faccette”, rappresentano un importante dispositivo protesico, per risolvere problemi relativi ad inestetismi e/o a disfunzioni dentali, con la minor invasività possibile e con tempi e costi che, in linea di massima, risultano inferiori a quelli necessari per eseguire una corona a copertura completa. Un fenomeno, quello delle faccette, attualmente molto di moda e permettetemi di aggiungere, eccessivamente di moda. A volte, sembra che, sia i pazienti che, spesso, anche gli stessi operatori del settore, non tengano bene a mente o si scordino che non si tratta di moda, ma di protesi.
Encomiabile, quindi, l’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica, AIOP, accreditato punto di riferimento nazionale ed internazionale nella disciplina protesica che, attraverso il suo Congresso di Riccione ha voluto far sentire la sua voce su questa procedura così in voga, cercando di fare il punto sullo stato dell’arte in questa pratica, ma anche su quelle che sono le sue reali indicazioni, così come su quelle che sono le controindicazioni, i rischi e i possibili e talvolta, inevitabili effetti collaterali che possono derivare da tale trattamento.
Il titolo del Congresso è “Faccette per tutti? Indicazioni, tecniche e possibili complicanze”. Quel “tutti” è da intendere per tutti i pazienti oppure che oggi con il digitale tutti possono offrire questa tipologia di ricostruzione?
Il digitale, inteso come un qualcosa che possa portare ad una eventuale massificazione di questa procedura, alla “faccetta per tutti”, un qualcosa da collocare tra il sogno americano auspicato da Henry Ford e quello più triviale, favoleggiato dal nostrano Cetto La Qualunque, non ha alcun motivo di essere.
Quel titolo, come è facile da intendere, è volutamente provocatorio e sottende un messaggio di ordine etico-deontologico. Usando un linguaggio pubblicitario si potrebbe rispondere, prendendo a prestito lo slogan di un noto brand di spumanti: “per molti, ma non per tutti”.
In questo caso, però, non si tratta di un richiamo ad una certa “aristocrazia” dentale, bensì a quanto ho già in precedenza accennato nella mia risposta alla prima domanda. No, quindi! Non ha senso parlare di “faccette per tutti”. Le faccette, così come ogni altro dispositivo protesico, vanno eseguite solo ed esclusivamente su coloro che ne presentino le indicazioni. Non voglio andare, oltre, perché non voglio fare deragliare il discorso e il suo implicito messaggio dalla clinica alla polemica. Sono certo che, chi vuole capire, abbia capito. Se verrà al Congresso di Riccione potrà “saziarsi” di tecnica e di etica nel proporre, nell’eseguire e nel gestire le faccette al meglio della loro espressione. AIOP docet.
Quali novità tecniche e materiali saranno presentate e come stanno evolvendo le procedure digitali nella realizzazione delle faccette?
Il digitale ha rivoluzionato, sta rivoluzionando e continuerà a rivoluzionare, nei prossimi anni, il mondo dell’odontoiatria. Le procedure digitali permettono di creare modelli virtuali che sono utilissimi per l’analisi, lo studio del caso e la sua relativa e conseguente progettazione. Utilissimi, velocissimi, facilmente e velocemente modificabili. Col digitale si progetta in tempi rapidi un gruppo di denti e si può mostrare immediatamente, in modo virtuale, al paziente quello che poi sarà il risultato finale del trattamento. Il digitale permette, attraverso la procedura CAD/CAM, di creare un modello provvisorio o anche definitivo che, se per caso non andasse bene, con alcuni ritocchi al computer può essere modificato e corretto. Sarà poi una macchina robotica a lavorare per noi.
“The last but not the least”, nuovi materiali come i polimeri compositi o materiali quali la Zirconia con modifiche che ne permettono l’adesione o le Ceramiche Vetrose (Disilicato di Litio), piuttosto che le Ceramiche Tradizionali che, dopo un processo di lettura CAM, vengono poi lavorate attraverso fresatori a controllo alfa-numerico. Questo è, ovviamente, un piccolissimo assaggio di tutto quanto le moderne tecnologie, nelle mani e nelle teste giuste, sono in grado di offrire. Il resto non ve lo anticipo. Vi aspetto al Meeting Mediterraneo AIOP, a Riccione.
Perché oggi le faccette dentali sono così popolari e quali rischi comporta questa “moda” se non affrontata con rigore clinico?
La globalizzazione e la sua conseguente mediaticità, così come ogni fenomeno ed ogni cosa, può avere dei risvolti positivi e negativi. È intuitivo come, il vedere certi possibili risultati estetici, faccia desiderare di ottenerli. A questo punto interviene, o almeno, dovrebbe intervenire una certa etica dell’informazione che, citando il Foscolo riguardo al potere descritto dal Macchiavelli, disse:“di che lacrime grondi e di che sangue”. In ortopedia è noto, oramai da anni, che si possono allungare i femori per essere più alti. Vero, ma si sa anche che spesso, a seguito di tale intervento, si resta zoppi o anche peggio. E poi, in ogni caso, l’iter terapeutico non è certo una “passeggiata”, giusto per restare in tema. In altre parole, a tutti quelli bassi piacerebbe essere alti, ma non per questo, “femori lunghi per tutti”.
La faccetta o, meglio, il suo posizionamento, implica l’asportazione di tessuto dentale al fine di dare al dente una forma di convenienza capace di accogliere, in modo appropriato, la protesi parziale che lo andrà a ricoprire (la faccetta). Nel caso in cui il dente, per determinate e particolarissime situazioni non dovesse essere, precedentemente, poco o tanto limato da una fresa (in 43 anni di professione, mai capitato), resta il fatto che la procedura adesiva di “incollaggio” prevede, di per sé, la sabbiatura della superfice della parete dentale, la sua mordenzatura acida e l’applicazione di resina fluida. In altre parole si vengono a creare delle modificazioni (per non usare il termine: danni) irreversibili del dente. A questo punto, ognuno tragga le proprie considerazioni e dia la sua risposta all’ultima parte della domanda.
Quali sono le indicazioni cliniche, reali, per proporre le faccette dentali e come si evita di trasformarle in un semplice trend estetico?
La mia risposta a questa domanda, per quanto possa apparire semplice e scontata, dovrebbe essere e vorrei che fosse: il buon senso. Ciò premesso, in merito alle indicazioni, ne cito giusto due a carattere generale che, a loro volta, prevedono molte possibili situazioni particolari:
Il Meeting di Riccione affronterà il rapporto tra clinico e odontotecnico? Ancora oggi è considerato un binomio inscindibile nella progettazione delle faccette o è sostituito dai fresatori in studio?
“Non bisogna mai smettere di avere fiducia negli uomini. Il giorno che accadrà sarà un giorno sbagliato” (cit.: Le conseguenze dell’amore; Paolo Sorrentino).La mia risposta potrebbe terminare qui. Le macchine sono mezzi indispensabili che sono stati concepiti e creati dall’uomo e dall’uomo sono gestiti e controllati. La macchina, esegue un determinato comando e fa. Ma, per quanto evoluta che sia, quando farlo e perché farlo, non appartiene alle sue competenze.
Ecco che, ancora un‘altra volta, in modo indiretto, per coloro capaci di coglierlo, si torna alla geniale e provocatoria domanda del sottotitolo: “faccette per tutti?”
Perché odontoiatri e odontotecnici dovrebbero partecipare al Meeting Mediterraneo AIOP?
Questo non ve lo dico. Posso solo dirvi che sarebbe un vero peccato perdervelo. A questo link tutte le informazioni.
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