Il “No” vince solo per il traino di donne e giovani: l’analisi dei dati SWG diffusi da Confprofessioni
Nelle tante analisi del voto sul referendum della giustizia, quella diffusa oggi da Confprofessioni ha cecato di capire l’orientamento di voto dei liberi professionisti italiani. Partendo dalle rilevazioni SWG realizzate tra il 4 e il 23 marzo 2026, Osservatorio Confprofessioni ha analizzato il voto dei professionisti confrontandolo con quello della popolazione generale, mettendo in evidenza similitudini nei risultati complessivi ma anche differenze importanti nella composizione del consenso. Il dato complessivo appare uniforme: la quota di “No” al referendum raggiunge il 53,7% nella popolazione e il 53,6% tra i liberi professionisti. Una sostanziale sovrapposizione che, tuttavia, nasconde divergenze significative quando si osservano i singoli segmenti demografici. Tra gli iscritti alle professioni, la vittoria del “No” è trainata soprattutto da giovani e donne, mentre tra gli uomini prevale il “Sì” e tra gli over 45 emerge un sostanziale equilibrio.
Il genere
Tra i professionisti, il divario di genere risulta molto più marcato rispetto alla popolazione generale.
Le libere professioniste si sono espresse in modo netto contro la riforma, con il 59,3% di “No”, mentre tra gli uomini ha prevalso il “Sì”, con la quota dei contrari ferma al 49,0%. Lo scarto supera i dieci punti percentuali, indicando una diversa percezione dell’intervento sulla giustizia tra i due gruppi. Nella popolazione, invece, la distanza è meno accentuata e il “No” prevale anche tra gli uomini (51,6%). Tra i professionisti, dunque, è il voto femminile a determinare l’esito, orientando il risultato complessivo verso il rifiuto della riforma.
Il fattore età
Le differenze più evidenti emergono tra gli under 45. In questa fascia, la contrarietà alla riforma è elevata sia nella popolazione sia tra i professionisti, ma con un’intensità maggiore per questi ultimi: 63,6% di “No” contro il 61,2% del campione generale. Tra gli over 45, invece, le distanze si riducono drasticamente. Il “No” si colloca attorno al 50% in entrambi i gruppi (50,8% nella popolazione, 50,0% tra i professionisti), delineando un quadro molto più equilibrato e privo di forti polarizzazioni.
Il territorio
Sul piano geografico, il trend è simile in entrambi i campioni: nel Centro-Sud il “No” risulta più forte, mentre nel Nord il voto appare più bilanciato. Nella popolazione generale, il rifiuto della riforma sale dal 49,2% nel Nord al 58,1% nel Centro-Sud.
Tra i professionisti, l’andamento è analogo: 49,7% nel Nord e 55,9% nel Centro-Sud.
Le differenze territoriali sono dunque presenti ma meno incisive rispetto ai divari generazionali e, soprattutto, di genere.
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