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02 Dicembre 2013

Raddoppiato il numero di dentisti che hanno utilizzato la cassa integrazione per i dipendenti

I dati di Confprofessioni certificano le difficoltà degli studi professionali

Qualche settimana fa Confprofessioni sottolineava, positivamente, i dato delle nuove assunzioni negli studi professionali. Oggi la stessa Confprofessioni lancia l'allarme cassa integrazione per i dipendenti degli studi professionali.
Secondo i dati scaturiti da una analisi effettuata da Confprofessioni su dati Inps relativi al ricorso alla Cig (cassa integrazione in deroga) da parte di tutte le attività professionali, risulterebbero in questi mesi del 2013 6.300 i dipendenti messi in cassa integrazione con un aumento del 72% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Le elaborazioni di Confprofessioni hanno evidenziato come gli studi più colpiti sono quelli dell'area giuridica ed economica, dove si registra un forte balzo soprattutto negli studi notarili (1.277 dipendenti in Cig) e in quelli di consulenza amministrativo-gestionale, dove sono state messe in Cassa in deroga 1.361 lavoratori).

Tra le professioni che hanno incrementato l'utilizzo della Cig anche gli studi odontoiatrici che hanno incrementato del 130,19% le richieste: 106 quelle attivate nel 2012, 244 nel 2013.

"Nell'intervista al vostro giornale -ci dice Roberto Callioni Vicepresidente di Confprofessioni- avevo manifestato la perplessità sull'interpretazione, positiva, dei dati che registravano un aumento, anche nel settore odontoiatrico, del numero di addetti assunti dall'inizio dell'anno. Ricorderete che avevo raccomandato cautela, spiegando come questi dati potessero essere interpretati anche in funzione di regolarizzazione anche da parte dei vari enti, del numeri complessivo degli addetti negli studi professionali".
"I dati sull'incremento del ricorso anche da parte dei liberi professionisti alla Cassa integrazione in deroga conferma quei timori. Come in passato certamente si rileva un fenomeno marginale rispetto alla grande industria, ma rimane comunque sorprendente che lo stato di crisi porti l'utilizzo di questo ammortizzatore sociale anche negli studi dei dentisti italiani, peraltro sono convinto che molti non ne conoscano la possibilità e quindi i dato sia sottostimato. L'analisi, peraltro, giunge in un momento molto delicato in quanto la nostra Confederazione sta affrontando il difficile tema del rinnovo del Contratto Collettivo di lavoro per gli studi professionali".

"La situazione dei collaboratori dello studio odontoiatrico e' complessa -conclude il presidente Callioni questa volta nella veste di Coordinatore del Servizio studi ANDI- bisogna anche capire quanti studi hanno ridotto le ore di lavoro del proprio personale. Per fotografare la situazione occupazionale nello studio, come Servizio studi stiamo attivando una ricerca su di un campione rappresentativo di studi dentistici italiani".

 
 

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