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15 Aprile 2015

Legionella a Torino. Bobba (ANDI), criminalizzata ingiustamente una categoria, controlli basati su parametri non applicabili allo studio odontoiatrico


"Rischio legionella dal dentista" è uno dei titoli comparsi nelle pagine locali dei principali quotidiani torinesi questa mattina dopo la notizia dell'inchiesta attivata dal Procuratore Raffaele Guariniello per verificare gli studi odontoiatrici di Torino che ha portato alla denuncia di tre dentisti.

"Ma quale inchiesta", sbotta Virginio Bobba (nella foto) presidente ANDI Torino. "Un'operazione mediatica che non fa altro che discriminare la nostra professione creando inutili allarmismi tra i cittadini".

L'inchiesta voluta dal procuratore Guariniello nasce dopo la notizia che un dentista torinese aveva contratto il batterio della Legionella inalandolo durante lo svolgimento della propria attività in studio.
La procura avrebbe incaricato i funzionari dell'Asl di effettuare controlli negli studi odontoiatrici della città. Oltre 50 quelli che in queste settimane avrebbero subito le verifiche: in tre di questi gli ispettori avrebbero trovato valori superiori ai quelli consentiti. In uno la carica batterica sarebbe stata di 6.500 unità formanti colonie per litro in prossimità della fontanella da cui è erogata l'acqua nella sputacchiera e 5.000 nella turbina, ad un altro sarebbe stata rilevata una carica batterica di 100 Ufc.

"L'anomalia di queste verifiche comincia proprio dai parametri utilizzati", dice Bobba ad Odontoiatria33. "Si stanno utilizzando quelli presenti nelle linee guida del 2000 che contemplano situazioni specifiche come per esempio la Sala operatoria ad altro rischio, ma non ci sono valori che interessano lo studio odontoiatrico. Come noto, e dimostrato dalla casistica presente in letteratura, la possibilità di contrarre la Legionella nello studio odontoiatrico è praticamente nulla, molto più rischioso recarsi in piscina o fare la doccia in una camera d'albergo rimasta chiusa da qualche giorno".

Il rischio è di creare il  " problema, ovvero tanto polverone per nulla" dice Bobba, "infatti a fronte di milioni di prestazioni odontoiatriche prestate ogni  anno  nei paesi industrializzati, non sono mai stati documentati episodi epidemici che rappresenterebbero la prova della pericolosità delle cure odontoiatriche. Al momento è stato segnalato in Italia un solo caso di malattia sicuramente correlato all'esposizione odontoiatrica, anche i rapporti annuali sulla Legionellosi in vari paesi, compreso quello italiano (Notiziario ISS), riferiscono qualche caso all'anno ricollegabile ad  un trattamento odontoiatrico".

"I riuniti che utilizziamo hanno già sistemi che prevengono il rischio da contagio, il problema molto spesso, è però causato dalla rete idrica comunale e non possiamo farci nulla. La stessa acqua che arriva ai nostri riuniti arriva anche nelle case dei cittadini torinesi".
Bobba che ha anche dubbi sulla veridicità della notizia del dentista contagiato mentre lavorava. "Se è il socio ANDI che ci ha contattato subito dopo aver letto la notizia sui giornali, questo non era in studio ma in vacanza quando è stato contagiato".

Per i tre studi in cui è stata rilevata una carica batterica pericolosa, l'Asl ha emesso un verbale che impone la bonifica entro 15 giorni e il non utilizzo del singolo riunito "contagiato".

"Come ANDI Torino -continua il presidente Bobba- abbiamo fin da subito attivato una linea di informazione dedicata ai soci sotto verifica mettendo a disposizione un legale ed un consulente di parte preparati sulla materia. Ora il nostro lavoro sarà finalizzato ad informare l'opinione pubblica che dal dentista non si contrare la Legionella e non esiste nessun pericolo".

 
 

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