07 Aprile 2016

La metà degli studi scientifici che non rivelano i risultati sperati non vengono pubblicati


Agnotologia

Scopro in un trafiletto di la Lettura del Corriere della Sera l'esistenza di una scienza che ha come oggetto di studio l'ignoranza. Attenti però, non la generica mancanza di conoscenza, la condizione che ha a che fare con ciò che ancora non si sa e che, quando consapevole, è motore di progresso individuale e collettivo. No, l'agnotologia indaga i meccanismi dell'ignoranza deliberatamente indotta e studia le tecniche utilizzate per permettere a pochi di lasciare molti all'oscuro di qualcosa.

Come le grandi multinazionali del tabacco, impegnate per decenni a negare, sminuire, ma soprattutto mettere in dubbio gli effetti del fumo sulla salute. Chiedendo, pur in presenza delle prove che la ricerca accumulava, ciò che la medicina non è in grado di dare: verità assolute. Non troppo diversamente, mi pare, da quello che succede oggi nel dibattito sul riscaldamento globale, in cui chi ha interesse a negarlo offre ascolto a obiezioni di tutti i generi, dai dati dello scienziato scettico al buonsenso dell'uomo della strada, per dare l'impressione di una discussione ancora aperta, in cui tutte le opinioni sono perciò lecite, e utili a nascondere la verità.

Per chi vuole vendere "obbligazioni spazzatura" la cosa è ancora più semplice. Semplice come far finta di spiegare a uno come me, che sull'argomento conosce al massimo le regole del Monopoli, il livello di rischio di un prodotto finanziario troppo complesso anche per chi lo ha inventato.

E in medicina? Quanti studi i cui risultati sono diversi da quelli sperati rimangono ben chiusi nei cassetti, invece di essere messi a disposizione di pazienti, medici e ricercatori?

Tanti, troppi. Secondo il sito www.alltrials.net circa la metà di tutti quelli condotti. Questo significa che metà delle informazioni utili a prendere decisioni non sono disponibili per medici e pazienti, e che metà dei malati che hanno messo la loro salute a disposizione della ricerca clinica lo ha fatto per niente.

"L'ignoranza è forza." (1984, G. Orwell)

Buona lettura

Prof. Giovanni Lodi, Direttore Scientifico Dental Cadmos

 
 
 
 
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