02 Maggio 2019

Approccio diretto e indiretto per la sostituzione di restauri in amalgama nel settore posteriore

Rubrica AIC

Allegra Comba

Una corretta applicazione dei protocolli operativi e un’adeguata scelta dei materiali disponibili in odontoiatria sembrano essere considerati i fattori chiave che influenzano il successo o il fallimento di un restauro.

Il fallimento di una terapia conservativa è, oggigiorno, una delle prestazioni più frequentemente eseguite in ambito odontoiatrico.

È stato riportato che circa il 60% di tutto il carico di lavoro di un dentista si riferisce alla sostituzione di ricostruzioni precedentemente eseguite. Nonostante amalgama e oro siano materiali con una lunga storia di successi clinici, l’odontoiatria contemporanea ha subito profondi cambiamenti volti a migliorare l’estetica e le proprietà dei materiali.

I pazienti, infatti, sempre più spesso richiedono ricostruzioni che riproducano in modo fedele forma e colore del dente naturale e che si mimetizzino nel contesto del cavo orale.

L’odontoiatria restaurativa è dotata di un’ampia gamma di protocolli e materiali per la riabilitazione minimamente invasiva dei settori posteriori e anteriori e le resine composite, impiegate con tecnica diretta o indiretta, sono considerate in letteratura materiali affidabili e duraturi.

Nei restauri diretti, il materiale composito viene posizionato direttamente nella cavità preparata. I più grandi vantaggi di questa procedura sono la massima conservazione di struttura sana del dente insieme al ridotto tempo di esecuzione e ai costi relativamente bassi. Tuttavia, i restauri diretti sono controindicati quando l’analisi cavitaria indica la necessità di una copertura cuspidale parziale o totale.

La tecnica indiretta comporta, invece, la realizzazione del restauro al di fuori della cavità orale, utilizzando un’impronta del dente preparato; sebbene richieda tempi più lunghi e costi di realizzazione più elevati in caso di scarsa quantità di tessuto dentale residuo può risultare la scelta d’elezione.

I restauri diretti in composito sono, quindi, indicati principalmente per i denti con perdita della struttura minima o moderata. Tuttavia, la decisione se posizionare un restauro a copertura parziale o totale dovrebbe dipendere anche dai requisiti funzionali e dalla funzione del dente in arcata.

Sebbene diversi studi abbiano verificato separatamente le prestazioni in vivo a lungo termine di tali materiali, solo pochi hanno confrontato queste tecniche.

Il presente case report riguarda la sostituzione di precedenti restauri in amalgama con ricostruzioni dirette e indirette in composito e la loro valutazione nel tempo.

Per continuare la lettura scaricare l'allegato.

doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.05.2019.11




 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Annuncio in Evidenza


25 Giugno 2026
Studio Odontobi ricerca igienista dentale a Castelletto Sopra Ticino

Dal 1988 lo Studio Odontobi rappresenta un punto di riferimento odontoiatrico sul territorio, combinando una lunga tradizione clinica con le più moderne tecnologie del settore. Desideriamo integrare nel team un/una Igienista Dentale motivato e orientato all'eccellenza. Garantiamo l’affidamento immediato di un'agenda completa e satura, supportata da un gestionale efficiente e da una base pazienti storicamente fidelizzata. Offriamo un contratto di collaborazione stabile, inserimento in un ambiente di lavoro stimolante e un sistema premiante basato su bonus di produzione per incentivare la crescita professionale e il merito. La selezione è aperta sia a professionisti di comprovata esperienza sia a neolaureati di talento pronti a sviluppare il proprio potenziale.

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi