Spesso l'odontoiatra si trova a dover ricostruire denti o radici trattati endodonticamente talmente compromessi da dover necessitare l'inserimento di un perno radicolare che permetta la ritenzione della ricostruzione sovrastante.
Il mercato, tralasciando le ormai obsolete viti endocanalari, offre principalmente due tipi di perni canalari:
- Metallici (prefabbricati e non prefabbricati in oro)
- Prefabbricati in fibra ( di carbonio, di silicio, di vetro etc..)
E' da quasi una ventina d'anni, dall'introduzione dei perni in fibra, che si discute su quale sia il perno endocanalare migliore, che garantisca la miglior prognosi e che risulti il meno traumatico per la struttura dentinale in cui viene inserito, offrendo il minor quantitativo di fratture, crack o microcrack , e ancora si continua a discuterne.
Una recentissima revisione pubblicata sul Journal of Endodontic di marzo 2015 (Do Metal Post-retained Restorations Result in More Root Fractures than Fiber Post-retained Restorations? A Systematic Review and Meta-analysis. Figueiredo FE, Martins-Filho PR, Faria-E-Silva AL J Endod. 2015 Mar;41(3):309-316) cerca di rispondere a questo quesito: i perni canalari metallici davvero sviluppano maggiori fratture radicolari rispetto ai perni in fibra?
Gli studi inclusi dagli Autori sono stati: studi randomizzati controllati (RCT) e studi di cohorte che mettessero a confronto l'incidenza delle fratture radicolari nei denti riabilitati con perni metallici con quelli compositi in fibra, con un follow-up di almeno 5 anni.
Dalla ricerca è emerso che la sopravvivenza dei perni metallici si è dimostrata essere del 90% (95% intervallo di confidenza, 85.5-93.3) e del 83,9% (95% intervallo, 67,6-92,8) per i perni rinforzati in fibra.
"Il tasso di incidenza di fratture radicolari (guasti catastrofici) -spiegano gli Autori- è risultato simile tra i perni di metallo e quelli in fibra. I perni prefabbricati in metallo e i perni in fibra di carbonio hanno manifestato un incremento di 2 volte nel tasso di incidenza di fratture radicolari rispetto ai perni in oro e ai perni in fibra di vetro. I perni in fibra hanno portato a una maggior incidenza di crack dentinali o microfratture (guasti non catastrofici) rispetto ai perni metallici anche se poi il grado di sopravvivenza per entrambi i tipi di perni è risultato similare".
Da questa revisione si evidenzia quindi che non è poi cosi vero che i perni metallici sono più traumatici per la radice dei perni in fibra. Per anni gli studi in vitro hanno dimostrato che, a causa del loro elevato modulo d'elasticità, i perni in metallo concentrano lo stress sulla radice e promuovevano un più alta incidenza di fratture radicolari rispetto ai perni in fibra (come in Zhou L, Wang Q. Comparison of fracture resistance between cast posts and fiber posts: a meta-analysis of literature. J Endod 2013;39:11-5.). Forse che alla lunga distanza questo si è verificato essere non così vero?
Anche un altro recente studio ha mostrato che l'impiego dei perni in fibra comporta un maggiore stress sulle strutture profonde rispetto ai perni in metallo, soprattutto quando il legame adesivo tra il perno in fibra e la superficie canalare risulta fallito (ad esempio, delaminazione) (Santos AF, Meira JB, Tanaka CB, et al. Can fiber posts increase root stresses and reduce fracture? J Dent Res 2010;89:587-91.).
Vi è la possibilità che la problematica non sia legata al perno in fibra in sé ma sono i sistemi adesivi con cui viene cementato nella radice che, alla lunga, vanno incontro a cedimento e distaccamento con conseguenze negative per la radice. Bisogna anche sottolineare, però, che questa revisione ha incluso sia studi randomizzati controllati che studi di cohorte , risultando caratterizzata da un elevato livello di eterogeneità.
Inoltre, la maggior parte degli studi inclusi sono stati giudicati ad alto risk of bias, per cui sono necessari ulteriori studi condotti con metodiche rigorose e ben pianificate per poter confermare queste nuove considerazioni.
A cura di: Lara Figini, coordinatrice scientifica Odontoiatria33
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