Sono il 4,9% delle spese sanitarie e valgono oltre 500miliardi di dollari in tutto il mondo. Dal report EFP una nuova fotografia dei costi per le cure odontoiatriche e di come si potrebbe (facilmente) ridurli
Sono la carie e la malattia parodontale la causa principale della perdita dei denti e dei problemi di salute orale e basterebbero azioni di prevenzione per ridurle drasticamente come ridurre la spesa per curare i “disastri” causati dalla malattia. Disastri che si traducono anche in una cattiva salute generale.
A richiamare la politica, ma non solo, sull’importanza di attivare campagne e programmi di prevenzione in tutto il mondo è l’ EFP (European Federation of Periodontology) che ha presentato ieri 13 febbraio 2024 un white paper in cui vengono evidenziati i costi derivati dalla mancanza di prevenzione e gli interventi da adottare fin da subito.
I problemi di salute orale interessano circa la metà della popolazione mondiale, una incidenza molto più alta di tutte le altre comuni malattie non trasmissibili. La malattia cariosa interessa più di 2miliardi di persone a livello globale mentre i problemi di parodontite grave oltre un miliardo, questo documento –viene sottolineato- “enfatizza la necessità di prendere dei provvedimenti”.
544 miliardi di dollari sono i costi derivanti, in tutto il mondo, dalla mancata prevenzione odontoiatrica, di questi il 66% sono costi diretti per la cura, gli altri sociali.
La spesa per le cure odontoiatriche rappresenta il 4.9% del totale dei costi sanitari a livello mondiale.
EFP, per stimare i costi a lungo termine direttamente associati alla cura di carie e malattia paradontale, ha realizzato un’indagine con nuovi sistemi di calcolo sui cittadini dai 12 ai 65 anni di 6 paesi: Brasile, Francia, Italia, Germania, Indonesia e Gran Bretagna. Il dato indicato dei costi odontoiatrici, ovviamente è condizionato dalla numerosità della popolazione del singolo Paese, va dai 10 miliardi di dollari in Italia, ai 36 miliardi di dollari in Brasile. Il più alto costo per la singola persona è stimato in Gran Bretagna con 22.100 dollari a cittadino e il più basso in Indonesia (7.414 dollari), in Italia il costo medio pro capite è di circa 20.657 dollari.
Il rapporto evidenza la differenza dei costi tra le persone ad altro reddito e basso reddito. I primi (si ipotizza abbiamo più opportunità anche in termini culturali di adottare programmi di prevenzione ed una alimentazione corretta) costano meno delle persone appartenenti a classi sociali più modeste: 13.000 dollari il costo medio annuale dei primi, 27.000 dollari dei secondi.
«E’ tempo di “mettere i soldi” sulla salute orale riducendo le diseguaglianze e ricordando che non si può parlare di salute generale senza tenere conto della salute orale», dice il prof. Nicola West, segretario generale EFP. «Le malattie del cavo orale hanno sorpassato tutte le altre patologie non trasmissibili e per la maggior parte delle persone la perdita di denti causata da carie o parodontite sono assolutamente evitabili, prevedibili»
EFP, attraverso questa ricerca, richiama quindi la politica e gli stakeholder a «dirottare denaro verso la prevenzione della salute orale» dimostrando che gli investimenti verso la prevenzione hanno enormi risultati positivi anche in termini economici.
Serve, conclude l’EFP, adottare un modello innovativo di interventi di prevenzione così come mantenere una buona igiene orale attraverso l’uso di dentifrici al fluoro, l’applicazione di fluoro topico, attivare campagne di prevenzione promuovendo una migliore armonizzazione tra le politiche di salute pubblica ed incentivare pratiche cliniche a costi contenuti.
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