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02 Dicembre 2025

La prevenzione della salute orale: per gli italiani è più finalizzata all’estetica che alla salute generale

Dal Convegno In Bocca alla Salute la conferma di come la salute orale rappresenti una delle sfide più sottovalutate ma tra le più strategiche per garantire la salute pubblica e la sostenibilità del SSN 


Nomisma

La presentazione Comitato scientifico multidisciplinare per la salute orale e sistemica (cliccando qui il nostro approfondimento) è stata anche l’occasione per fare il punto non solo sulla salute orale degli italiani ma su come la tutela della salute generale cominci dalla prevenzione delle malattie del cavo orale grazie al progetto In Bocca alla Salute ed al momento di confronto organizzato questa mattina presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica. 

Il progetto In Bocca alla Salute, realizzato con il contributo non condizionante di Procter&Gamble, intende sottolineare come l’igiene e, più in generale, la salute orale rappresentino oggi una delle sfide più sottovalutate, ma più strategiche per la salute pubblica e la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale. 

La bocca, è stato fatto notare durante l’evento, è la porta di ingresso al resto del corpo e i problemi gengivali possono aumentare il rischio di problemi gravi per la salute generale: un accumulo di placca intorno al bordo gengivale o tra i denti permette, infatti, la proliferazione dei batteri orali, compreso il P. Gingivalis, che rilasciano delle tossine che possono causare infiammazione e diffondersi in tutto il corpo. La letteratura scientifica dimostra che chi soffre di malattie gengivali ha una maggiore probabilità di sviluppare il diabete, soffrire di gravi eventi cardiovascolari come infarto o ictus, sviluppare malattie cognitive come il morbo di Alzheimer, artrite reumatoide e sviluppare esiti avversi in gravidanza. Queste connessioni sono poi influenzate dagli stili di vita e diversi fattori, tra cui predisposizione ereditaria, stress, fumo, una dieta sbilanciata, malattie sistemiche e una buona igiene orale.

Le conseguenze della trasformazione demografica in Italia ed il valore della prevenzione

L’Italia sta vivendo una trasformazione demografica senza precedenti: popolazione in calo e società sempre più anziana. Questo scenario mette a dura prova il Servizio Sanitario Nazionale, già stressato da risorse limitate e da una domanda crescente di cure a lungo termine. Nemmeno innovazione e tecnologia basteranno a compensare la pressione.

Sul fronte economico, la fragilità è evidente: nel 2023 oltre 5,7 milioni di persone vivevano in povertà assoluta, spesso rinunciando a cure mediche e persino a controlli odontoiatrici. Quasi quattro italiani su dieci hanno dovuto rinunciare a visite dentistiche negli ultimi tre anni, soprattutto per motivi economici. Le difficoltà sono più gravi nel Sud, tra anziani soli e famiglie monoparentali.Nonostante l’invecchiamento, la spesa sanitaria pubblica cala in rapporto al PIL: dal 6,6% nel 2013 al 6,2% nel 2023, lontano dal 10% di Francia e Germania. La Legge di Bilancio 2026 conferma la tendenza, mentre la spesa privata delle famiglie supera i 45 miliardi di euro. La prevenzione resta marginale: nel 2026 solo il 5,4% della spesa sanitaria sarà destinato a questo ambito. Ancora più critica la salute orale: nel 2021 appena 84,6 milioni di euro, lo 0,07% della spesa pubblica, con solo l’8% per prevenzione.

Eppure, investire in prevenzione significa ridurre il rischio di patologie croniche e sistemiche, migliorare la qualità della vita e contenere costi futuri. Oggi il 40,5% degli italiani convive con almeno una malattia cronica, percentuale che sale al 79,4% tra gli over 65. Senza strategie preventive e integrate, il peso economico e sociale sarà insostenibile. 

La salute orale degli italiani  

Un’indagine condotta da Nomisma su un campione rappresentativo di 1.400 italiani mette in evidenza una chiara mancanza di comunicazione integrata tra medici di base e specialisti.  

Tra i pazienti con patologie croniche, come diabete o problemi cardiovascolari, il 63% ha ricevuto informazioni su un possibile collegamento tra salute generale e salute orale, ma queste informazioni provengono prevalentemente dai dentisti, mentre solo un quarto dei pazienti le ha ricevute dal proprio medico di base o dallo specialista. Anche nei comportamenti quotidiani, i consigli di dentisti e medici di base possono giocare un ruolo determinante. L ’uso dello spazzolino elettrico, per esempio, resta ancora limitato, ma il 36% di chi attualmente non lo utilizza sarebbe disposto ad adottarlo seguendo le indicazioni del dentista, e il 21% seguirebbe i suggerimenti del proprio medico. 

La prevenzione odontoiatrica rimane quindi insufficiente: circa una persona su quattro si reca dal dentista solo in caso di problemi, e metà degli italiani dichiara di non avere tempo o costanza per curare adeguatamente la propria igiene orale.

Le motivazioni alla base della cura dei denti rivelano un approccio spesso più estetico che sanitario:  

  • Il 49% dei cittadini ritiene l’igiene orale importante principalmente per ragioni estetiche. 
  • Il 32% la considera secondaria rispetto ad altre priorità di salute. 
  • Il 41% dei rispondenti vede nella prevenzione di malattie extra-orali uno dei principali motivi per mantenere una buona igiene orale. 

Sebbene il 65% dichiari di essere consapevole del legame tra salute orale e benessere generale, permangono diffuseincertezze: il 74% non conosce la correlazione con il diabete, il 58% con le patologie respiratorie e il 49% con le malattie cardiovascolari. 

L ’82% degli italiani afferma di lavarsi i denti almeno due volte al giorno. Nonostante questa frequenza, l’incidenza delle malattie orali resta elevata: negli ultimi due-tre anni, il 63% della popolazione ha sofferto di gengivite, una percentuale simile ha avuto carie, e il 67% ha manifestato almeno un altro problema legato alla salute orale. Questo evidente divario tra pratica quotidiana e reale efficacia preventiva sottolinea la necessità di una maggiore educazione e consapevolezza sulle corrette tecniche di igiene dentale. 

Un altro elemento critico riguarda l’uso degli strumenti complementari: l’igiene quotidiana si basa quasi esclusivamente sullo spazzolino, con solo il 35% dei cittadini che utilizza uno spazzolino elettrico, il 34% il collutorio e il 27% il filo interdentale con regolarità. Anche se il 67% si dichiara soddisfatto della propria igiene orale, le pratiche preventive reali raccontano un quadro diverso: il 63% si sottopone a pulizia professionale e il 66% visita il dentista o effettua una detartrasi al massimo una volta ogni due anni. Tra chi è affetto da patologie croniche o sistemiche legate a una scarsa igiene orale, la diagnosi non ha rappresentato un reale stimolo al cambiamento: per il 50% delle persone, le abitudini non sono mutate né dopo la diagnosi né dopo aver ricevuto informazioni sulla correlazione tra patologie generali e salute orale. 

Nei bambini sotto i 12 anni, lo strumento principale per la pulizia dentale resta quasi esclusivamente lo spazzolino manuale, mentre l’uso di collutorio (34%) e filo interdentale (27%) è ancora limitato, spesso sporadico.  

Anche le pratiche preventive mostrano ritardi significativi: più della metà dei genitori (52%) inizia a spazzolare i denti dei figli solo dopo i primi due anni di vita, e nella maggior parte dei casi la prima visita dal dentista avviene tra i tre e i cinque anni. 

Se il ruolo della famiglia e professionisti della salute orale (dentisti ed igienisti dentali) rimane centrale nell’educazione all’igiene orale, diventa evidente l’esigenza di un maggiore coinvolgimento dei pediatri e delle istituzioni scolastiche, in modo da promuovere corrette abitudini già dalla prima infanzia. Tra le difficoltà percepite dai genitori, il 33% segnala la scelta dei prodotti più adatti come uno dei principali ostacoli nell’insegnamento dell’igiene orale, mentre il 28% ammette di non sapere come spiegare al bambino l’importanza di una corretta igiene dentale.  

Correlazione tra salute orale e salute sistemica, questa sconosciuta

Se la comunità scientifica da tempo cerchi di sensibilizzare cittadini ma anche alcune categorie di medici sulla correlazione tra salute orale e malattie sistemiche, i dati presentati dalla ricerca Nomisma sono poco incoraggianti.

Se da una parte l’85% degli italiani presenta problemi gengivali o dentali, l’88% ignora la correlazione tra igiene orale e malattie cognitive, il 74% tra igiene orale e diabete, il 58% con le malattie respiratorie e il 49% con le malattie cardiovascolari. 

Si rende quindi necessario, viene sottolineato durante il Convegno, un cambio di mentalità che porti l’igiene orale a superare la mera questione estetica arrivando ad un concetto più ampio e complesso di paradigma preventivo al centro delle abitudini della popolazione italiana.


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