I dati presentati all’Assemblea UNIDI da IPSOS/DOXA offro conferme e qualche novità sulla composizione e le abitudini dei componenti del settore dentale italiano
È stata presentata ieri mercoledì 4 febbraio, nel corso dell’assemblea pubblica UNIDI al Museo Storico dell’Alfa Romeo di Arese (MI), la ricerca, condotta da UNIDI in collaborazione con Ipsos Doxa, che offre uno sguardo dettagliato sul panorama della professione dentale in Italia.
L'indagine, spiegano da UNIDI, restituisce una mappatura strategica del settore dentale in Italia, delineando un mercato che, con un valore stimato di 1,7 miliardi di euro (fonte UNIDI, Analisi di Settore, Release 19, giugno 2025), dimostra una solida maturità strutturale. In uno scenario di sostanziale stabilità, la chiave per sbloccare nuove opportunità di crescita per l'industria risiede in una profonda comprensione delle dinamiche che governano i diversi cluster professionali.
I numeri del settore
Dai dati presentati, il settore dentale risulta composto da 126.000 operatori così distribuiti:
Sommando odontoiatri, odontotecnici, igienisti dentali ed ASO, la Lombardia è la regione con il maggior numero di addetti (25.350), seguita dal Veneto (12.646), dal Lazio (11.962), dal Piemonte e Valle d’Aosta (10.722) ed Emila Romagna (10.659).
Dei 53mila odontoiatri e studi odontoiatrici, il 29% fattura meno di 100mila euro, il 28% tra i 101mila ed in 200mila euro, il 25% tra i 201mila ed i 350mila euro, il 10% tra i 351mila ed i 500mila euro, il restante sopra i 500 mila euro.
Per quanto riguarda i laboratori odontotecnici il fatturato conferma come questi siano in prevalenza piccole strutture, il 52% fattura meno di 100mila euro ed il 36% tra i 101mila e 200mila euro. Solo il 2% dei laboratori ha un fatturato che supera i 500 mila euro.
Gli acquisti
“Le abitudini di acquisto rivelano l'odontoiatra come il decisore prevalente per tutte le categorie merceologiche” sottolineano da UNIDI anche se, viene rilevato, “non bisogna trascurare il ruolo cruciale degli ASO e degli Igienisti come influenzatori nelle dinamiche di acquisto”. “Questo significa –viene fatto notare- che le strategie di go-to-market dovranno necessariamente focalizzarsi non solo sui decisori principali, ma anche su questi influenzatori, con approcci di comunicazione adattati alle distinte specificità delle loro necessità”.
Nella scelta di quale prodotto o attrezzature comprare, odontoiatri, odontotecnici ed igienisti dentali prediligono l’affidabilità seguita dalla qualità e prestazioni ed assistenza. Condizioni di pagamento, tempi di consegna e reputazione del marchio, le caratteristiche meno considerate nell’effettuare un acquisto.
Negli ultimi 12 mesi, rileva la ricerca IPSOS Doxa, il 98% degli studi odontoiatrici hanno acquistato materiale di consumo, il 77% di attrezzature ed il 62% di software. Simili le percentuali dei laboratori odontotecnici: 91% di beni di consumo, 75% di attrezzature, 61% software.
Formazione
La ricerca ha valutato, anche, il valore della formazione per i componenti del settore dentale. Formazione che, viene rilevato, “assume un ruolo cruciale, variando da una focalizzazione su tecnologie d'avanguardia per gli odontotecnici, a un approccio più pratico e applicabile nella quotidianità per igienisti e ASO”.
La formazione degli odontoiatri, viene spiegato, è il target più presidiato in termini di varietà e numerosità di offerta formativa a loro dedicata.
Secondo IPSOS DOXA per l’odontoiatra dal profilo più scientifico l’aggiornamento “è un aspetto chiave della loro professione. Selezionano l’offerta formativa a monte in base alle società scientifiche / istituti di formazione sponsor e alla presenza di relatori di rilievo. Per l’odontoiatra la cui parte scientifica è meno rilevante, la formazione si concentra più sull’acquisizione di crediti ECM.
Gli igienisti dentali, anche loro obbligati alla formazione ECM, “selezionano attentamente gli eventi a cui partecipare in base principalmente alle tematiche di interesse (spesso citata la parodontite) E/O la fama dei relatori”.Per gli ASO, la partecipazione a eventi e corsi è spesso motivata dall’acquisizione di crediti E/O guidata dalla proposta / richiesta dell’odontoia
tra presso cui lavorano. Il loro interesse è principalmente focalizzato su corsi e attività di taglio pratico e direttamene spendibili nell’attività lavorativa.
Gli unici del settore dentale a non avere un obbligo di aggiornamento sono gli odontotecnici. Per IPSOS la loro formazione è una esigenza ancora più prioritaria rispetto agli altri componenti del settore dentale, “data la forte evoluzione che sta attraversando il campo dentale e che li vede in prima linea”. “Il focus principale –viene sottolineato- è rivolto a nuovi macchinari e nuove tecnologie (top of mind stampanti 3D e fresatori, software per la chirurgia guidata). La strategia chiave per restare al passo con l’innovazione è la partecipazione a corsi sponsorizzati dalle aziende. Rilevante anche la partecipazione a fiere perché consente loro di comprendere il modo in cui il mercato sta evolvendo”.
“Le aziende che operano nel settore dentale in Italia –conclude UNIDI- potrebbero cogliere l’opportunità di rispondere alle esigenze di questo mercato orientando il loro sguardo oltre la proposta di valore tradizionale, integrando una qualità clinica superiore a una formazione strategicamente segmentata che risponda accuratamente ai bisogni di ciascun professionista. Adottando questa strategia le aziende potranno essere competitive all'interno di un settore dinamico e in costante trasformazione”.
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