Abbiamo parlato di obiettivi, eventi scientifici e formativi, del ruolo della Società scientifica ma anche una riflessione sull’odontoiatria al digitale
Fernando Zarone è professore ordinario di Protesi, Materiali dentari ed Implantologia presso l’Università di Napoli “Federico II”, nella quale dirige la SUDD (Scientific Unit of Digital Dentistry). Socio attivo di varie Società scientifiche tra le più prestigiose, è socio fondatore e presidente della SIPRO (Società Italiana di Protesi e Riabilitazione orale), nonché referente per la “Federico II” al Collegio dei Docenti universitari di Odontostomatologia. Relatore internazionale in tema di Protesi dentaria, collabora da sempre con alcune tra le più prestigiose università italiane e straniere a corsi, master e seminari.La sua attività di ricerca, negli ultimi anni, si è principalmente focalizzata sull’innovazione tecnologica e sui nuovi materiali restaurativi in Protesi, con oltre 150 pubblicazioni scientifiche su prestigiose riviste internazionali.Da qualche mese è il nuovo presidente SIPRO, lo abbiamo sentito per capire obiettivi e strategie.
La prima domanda è scontata: quali i suoi obiettivi da neo presidente SIPRO?
Innanzitutto, consolidare l’identità scientifica che la Società ha creato in questi primi anni di vita, rafforzandone il ruolo come punto di riferimento autorevole e concreto nel mondo della Protesi dentaria. Viviamo una fase di grande trasformazione, sulla scia dell’innovazione e dei cambiamenti di paradigmi restaurativi. In un momento nel quale l’Odontoiatria si confronta con queste profonde trasformazioni tecnologiche, SIPRO vuole rappresentare un punto di riferimento autorevole e concreto, capace di interpretare i cambiamenti senza inseguire mode, ma interpretandoli e diffondendone il significato con spirito critico, all’interno di un solido percorso progettuale, basato su evidenze scientifiche, principi biologici e valori etici.
In secondo luogo, ritengo fondamentale investire sempre più sui giovani. SIPRO vuole essere sempre più una comunità scientifica inclusiva, in cui le nuove generazioni possano trovare ampio spazio, stimoli ed opportunità concrete di crescita professionale. Il coinvolgimento attivo dei giovani non è solo un obiettivo, ma una condizione necessaria per il futuro della nostra disciplina. È, infatti, indispensabile accogliere, formare e valorizzare le nuove generazioni, offrendo loro, oltre ai contenuti, anche opportunità reali di crescita e confronto, non solo come audience ma anche partecipando attivamente a relazioni e presentazioni di casi clinici.
Infine, credo sia fondamentale rafforzare il dialogo tra il mondo accademico e la libera professione, perchè sono convinto da sempre che solo attraverso una reale integrazione tra ricerca, didattica e pratica clinica sia possibile realizzare modelli di formazione innovativi per una visione aggiornata e moderna della Protesi dentaria ed affrontare in modo credibile le sfide attuali e future della nostra splendida Disciplina.SIPRO deve esprimere una fisionomia scientifica dinamica, aperta, inclusiva e scientificamente autorevole, capace di crescere attraverso la valorizzazione delle persone e delle idee, mantenendo sempre al centro la qualità delle cure e il rigoroso rispetto dei principi fondanti della nostra professione.
Il 2026 sembra essere un anno particolarmente intenso per SIPRO, sono in programma tanti eventi.
Abbiamo aperto l’anno con “SIPRO ad Alta Quota” a St. Moritz, un closed meeting che ha voluto esprimere in modo concreto lo spirito giovane e dinamico della Società: sulla neve abbiamo alternato momenti di confronto scientifico, tra giovani talentuosi professionisti e protesisti esperti, a momenti informali di svago, condivisione e relax. Sci e… scienza, in un contesto non convenzionale, ma estremamente stimolante ed accattivante, sia per i giovani che per i seniores.
A Napoli si è poi tenuto, appena una settimana dopo, un Corso monotematico dal titolo “La protesi rimovibile nell’era dell’IA: le nuove tecnologie si confrontano con i fondamentali”, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, interamente dedicato alla Protesi totale rimovibile, incentrato sul confronto tra flusso digitale e procedure convenzionali. La straordinaria partecipazione, che ha visto la prestigiosa Aula Magna della Federico II del tutto piena, ha confermato non solo il grande interesse per questi temi, ma anche l’impegno della SIPRO a portare avanti argomenti di importante valenza sociale, come quello delle riabilitazioni complete rimovibili realizzate all’insegna della parola magica… sostenibilità.
Il prossimo appuntamento, dal titolo “Riabilitazione orale: Un sistema che funziona” è fissato per il 5 giugno 2026 a Torino, secondo il format “Fast and Curious”; già testato con successo negli anni passati, consiste in una ricca giornata scientifica costruita su interventi brevi, diretti, “get to the point”, pensati per offrire contenuti di alto livello in modo rapido, dinamico e facilmente fruibile, in linea con i tempi e con le esigenze dei clinici, specialmente più giovani. Perchè avete scelto questo titolo? Nasce da una riflessione molto semplice: la riabilitazione orale non è la somma di singole procedure, ma un sistema complesso che, quando è correttamente progettato, funziona. Funziona in termini biologici, funzionali ed estetici. In un’epoca in cui spesso si tende a frammentare il trattamento in singoli atti tecnici o a semplificare eccessivamente i percorsi, abbiamo sentito l’esigenza di ribadire il valore della visione d’insieme, della progettualità.
Poi ci sono gli Study Club
Certo, e sono un’altra grande opportunità di aggiornamento e confronto clinico offerta dalla SIPRO. Gli Study Club sono momenti di incontro con esperti in diverse sedi italiane, da Roma a Milano, da Napoli a Como, tutti incentrati su argomenti di grande attualità clinica. Non sono semplici incontri formativi, ma occasioni di dialogo aperto tra colleghi, basato sulla discussione di casi clinici reali e su un approccio critico alla riabilitazione protesica e implantare. In funzione dello specifico Study Club, vengono trattate in modo approfondito tematiche quali le riabilitazioni full arch, i flussi di lavoro implanto-protesici, la gestione delle fasi cliniche e protesiche e l’integrazione tra procedure analogiche e digitali.
A settembre il vostro Congresso internazionale giunto alla quinta edizione.
Il V Congresso Internazionale SIPRO, in programma il 25 e 26 settembre 2026 presso la Stazione Marittima di Napoli, rappresenta il momento culminante e centrale dell’intero percorso scientifico annuale della nostra Società. Tutte le attività e gli eventi programmati nel corso dell’anno confluiscono idealmente in questo appuntamento, che ne raccoglie, integra e valorizza i contenuti, offrendo una sintesi organica e avanzata delle tematiche affrontate. La scelta di una sede iconica, affacciata sul mare e nel cuore della città, riflette la volontà di coniugare eccellenza scientifica e apertura internazionale, valorizzando al contempo il contesto culturale e paesaggistico del nostro territorio.
Il Congresso sarà dedicato al tema “Il supporto protesico dentario ed implantare nell’era digitale: dalla preparazione alla finalizzazione”, con l’obiettivo di offrire una visione completa e aggiornata dei percorsi riabilitativi contemporanei. Dalla gestione della preparazione dentale e implantare fino alla finalizzazione protesica, verranno affrontati i passaggi chiave del trattamento con un taglio fortemente clinico e applicativo, orientato alla pratica quotidiana.
Abbiamo coinvolto relatori di altissimo profilo, italiani e internazionali, con l’intento di garantire contenuti scientifici di grande qualità e, al tempo stesso, immediatamente trasferibili nella routine clinica. Ampio spazio sarà dedicato ai nuovi materiali, ai flussi digitali ed all’integrazione tra analogico e digitale, senza mai perdere di vista i principi biologici e funzionali che devono guidare ogni scelta terapeutica.
Come sempre, nell’ottica SIPRO, particolare attenzione sarà riservata anche ai giovani colleghi, ai quali intendiamo offrire sempre più opportunità di crescita, confronto e partecipazione attiva. In questo senso, il Congresso vuole essere non solo un momento formativo, ma anche un’occasione di condivisione e di costruzione di una comunità scientifica dinamica, inclusiva e orientata al futuro.
In ultima analisi, gli eventi SIPRO riflettono in modo molto chiaro la direzione che stiamo dando alla nostra Società: una comunità capace di innovare nei contenuti, ma anche nei linguaggi e nei formati, mantenendo sempre al centro la qualità scientifica.
Al presidente SIPRO non possiamo non porre questa riflessione: in protesi gli strumenti digitali e l’intelligenza artificiale stanno quasi soppiantando il professionista. O se preferisce stanno rischiando di atrofizzare la sua capacità diagnostica trasformandolo sempre più mero esecutore?
È una domanda cruciale, che tocca un punto molto sensibile della nostra professione. Personalmente, non credo che il digitale e l’intelligenza artificiale stiano soppiantando il professionista; credo piuttosto che stiano ridefinendo il suo ruolo. Il rischio di una progressiva “atrofizzazione” delle capacità diagnostiche non è intrinseco alla tecnologia: dipende da come questa viene utilizzata.
Se il clinico si limita ad accettare passivamente le indicazioni dei software, allora sì, può diventare un mero esecutore, con conseguenze molto pericolose. Il digitale e l’IA sono strumenti straordinari, tuttavia, non possono sostituire il senso clinico, la capacità di interpretazione, né tantomeno il giudizio etico, la cui responsabilità non potrà mai essere attribuita ad un algoritmo.
Dal punto di vista pratico, nessun algoritmo può, allo stato attuale, integrare in modo completo tutte le variabili cliniche, né “assumersi la responsabilità” delle scelte terapeutiche.
Il punto, quindi, non è difendersi dalla tecnologia, ma governarla. Se sapremo mantenere centrale il pensiero diagnostico e progettuale, il rischio di diventare esecutori si trasforma in un’opportunità: quella di liberare tempo ed energie per concentrarci su ciò che davvero definisce il nostro ruolo, cioè la capacità di prendere decisioni complesse nell’interesse del paziente.
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