Le Associazioni odontotecniche hanno da qualche tempo ripreso la loro lotta per ottenere un uovo profilo professionale (ma forse non hanno mai smesso di farlo) pressando le varie Regioni al fine di "convincere" la Stato Regione a riprendere l'iter di approvazione ferma da qualche anno.
Lazio, Liguria, Marche, Piemonte e Puglia le Regioni che hanno approvato, nei mesi scorsi, un OdG in cui impegna i vari Consigli regionali ad attivare azioni per fare riattivare la discussione.
Ma come stanno vivendo questa nuova azione sindacale gli odontoiatri, sempre critici verso una modifica del profilo professionale degli odontotecnici?
Lo abbiamo chiesto al presidente CAO Giuseppe Renzo da anni in prima linea per "arginare" la possibilità di sconfinamenti, presunti o reali, dell'odontotecnico nell'attività clinica.
Presidente Renzo come vi state ponendo verso la questione del nuovo profilo dell'odontotecnico a fronte delle decisione di alcune Regioni?
Le associazioni degli odontotecnici stanno chiaramente svolgendo un'opera lobbistica nei confronti delle Istituzioni per cercare di riproporre l'approvazione del profilo professionale dell'odontotecnico in area sanitaria. I recenti interventi della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati e le iniziative irrituali provenienti dalla Regione Puglia ed altre Regioni vanno tutte inquadrate in questo ambito e certamente destano preoccupazione in chi pensa che l'interesse preminente da salvaguardare dovrebbe essere quello della tutela della salute pubblica.
Salute pubblica?
Certo, non si tratta di questioni astratte o mero esercizio filosofico: si tratta di salute e, quale esponente di un organo ausiliario posto a tutela della stessa, non posso non dissentire pubblicamente ed esplicitamente.
Il Ministero della Salute si era detto favorevole alla approvazione del profilo dell'odontotecnico. Quali dovrebbero essere i punti fermi del nuovo profilo?
Non mi stancherò di ripetere che nessuno intende negare la possibilità di un riconoscimento anche formale di un nuovo percorso formativo per l'accesso alla professione di odontotecnico: non accettabile è che una attività di carattere artigianale e manifatturiero venga inquadrata, senza alcuna motivazione plausibile, nell'area delle professioni sanitarie quando invece l'area di riferimento è evidentemente quella delle professioni tecniche.
Ma può sembrare possibile che chi costruisce protesi dell'anca o valvole aortiche acceda nelle sale operatorie per ottimizzare il manufatto costruito in laboratorio?
Però il testo da anni in attesa del parere della Stato Regione prevede la possibilità per l'odontotecnico di effettuare "ritocchi" in studio, ma non sul paziente. In questo modo si tutela il paziente ma si permette al dentista di poter avvalersi del supporto tecnico di chi realizza la protesi. Una soluzione accettabile?
Le considerazioni che ho espresso mi sembra che chiariscano in modo evidente che l'ambito dell'attività dell'odontotecnico è quella relativa al progetto e alla realizzazione dei manufatti protesici previsti come necessari dall'odontoiatra per dare risposta, anche mediante un percorso terapeutico protesico riabilitativo, alla domanda di cura proveniente dal paziente. I cosiddetti "ritocchi", sono elementi necessari perché esiste una piccola, ma funzionalmente ( e quindi fisiologicamente rilevante) importante diversità tra i "simulatori" (impronte, articolatori ecc.) del paziente ed il paziente stesso: in sostanza è impossibile effettuare l'adattamento funzionale senza interagire con il paziente e questo rapporto con la persona è compito del medico che, tra l'altro, ne assume anche la responsabilità legale.
E' evidente quindi che il punto centrale, cioè il rapporto di cura con il paziente, deve essere responsabilità del legittimo esercente l'odontoiatria per evitare situazioni paradossali in cui elementi attinenti alla diagnosi cura e terapia possano essere inquinati dalla presenza di soggetti non in grado di intervenire nel rapporto di cura stesso. Qualsiasi testo che voglia avere la nostra condivisione non può prescindere da questi elementi.
Quindi la presenza in studio dell'odontotecnico legittimerebbe l'abusivismo?
Mi si permetta di "polemizzare" con chi non vuole intendere: l'esercizio di abusivismo è messo in pratica quasi sempre da odontotecnici.
Molti degli odontotecnici lavorano con la "copertura" di medici odontoiatri che fanno da prestanome (le ultime vicende poste all'attenzione da un servizio giornalistico diffuso dal programma " Le Iene", se fosse necessario, ne sono la conferma).
Se ciò è acclarato, come lo è, ipotizzare la presenza di un fabbricante di un manufatto in uno studio medico favorirebbe atteggiamenti e azioni illegali e, nel mentre, renderebbe impossibile qualsivoglia azione deterrente da parte dei benemeriti NAS e degli altri organi di polizia.
Quindi, non prendiamoci in giro: qui non si tratta di dare una giusta risposta categoriale, riconoscimento doveroso e mai negato, ma soddisfare aspettative di una parte ben interessata che spinge per ottenere un altro tipo di riconoscimento perché, a mio parere, è portatore semplicemente di un interesse diverso: istituire la figura dell'odontoprotesista funzionale a fornire una sanatoria ai tanti che pascolano abusivamente nella medicina odontoiatrica.
Comunque le associazioni odontotecniche non vogliono interferenze da parte di altri nell'individuazione del proprio profilo. Vogliono che sia l'odontotecnico a decidere il proprio futuro. Una richiesta che ovviamente non la trova d'accordo?
Nessuno intende interferire sulle problematiche degli odontotecnici, mi permetto però di fare osservare che sembra vero esattamente il contrario. Che ci azzecca l'odontotecnico con l'odontoiatria , con le cure della bocca, con la prevenzione della malattie del cavo orale ecc. Ribadisco che, a parere di molti osservatori neutrali, si vuole attraverso il "cavallo di Troia" del profilo professionale creare una figura di "piccolo dentista" che certamente viene ad interferire con l'attività di coloro che legalmente esercitano la professione.
Proprio in questi giorni ho trasmesso al Ministero della Salute i riferimenti di un sito di odontotecnici nel contesto del quale, in modo spregiudicato e provocatorio, si sostiene la necessità di stabilire un rapporto di cura fra odontotecnico e paziente. Motivo in più per dire in modo chiaro quanto succede, ed è necessario, anzi doveroso, ripetere a vantaggio di chi è distratto da tanti impegni: la cronaca è piena di casi di abusivismo compiuti dagli odontotecnici (purtroppo a volte con il favoreggiamento di alcuni odontoiatri privi di qualsiasi etica) con i conseguenti drammatici danni creati per la salute dei malcapitati.
I costi sociali per il recupero delle malattie iatrogene o per le cure di gravi patologie ricadono direttamente o indirettamente sulla collettività e non si può consentire a dei delinquenti di lucrare su cittadini inconsapevoli .
Un'altra questione che sta creando attriti tra le due professioni è quella dell'utilizzo del Cad Cam in studio ed in particolare dalla possibilità per le assistenti di caratterizzare gli elementi protesici realizzati dai "fresatori". Quale è la posizione della CAO?
Il problema dell'abusivismo come si può vedere produce effetti a cascata e rischia di inquinare il rispetto di ruoli e competenze.
Mi permetto in via preliminare di fare osservare che il corso di laurea in odontoiatria ha tra le materie fondamentali anche la parte pratica riguardante la costruzione, la ottimizzazione , la modifica dei manufatti protesici , quindi , chi afferma che si tratti di competenze non previste nell'esercizio della professione dice delle eresie o afferma il falso.
Detto ciò, ogni ulteriore aspetto può e deve essere affrontato con la massima disponibilità al confronto serio e non di parte, mentre la riforma in senso più dissuasivo dall'art. 348 c.p. a salvaguardia dei cittadini e di tutte le professioni è oramai necessaria ed improcrastinabile.
Sull'argomento leggi anche:
17 luglio 2014: Profilo dell'odontotecnico. Per il Ministero della Salute auspicabile ed opportuno riavviare l'iter ma il blocco è delle Regioni
1 settembre 2014: Stati Generali dell'Odontoiatria, le posizioni ufficiali su profilo dell'odontotecnico e accesso alla professione
3 settembre 2014: Profilo, gli odontotecnici dell'ANTLO indifferenti alle aperture degli odontoiatri sulla formazione. Intervista al presidente ANTLO
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