HOME - Lettere al Direttore
 
 
31 Ottobre 2018

Fatturazione elettronica, una misura speciale “concessa” dalla UE. Ma se non funziona si tornerà indietro, si chiede il dott. Renato Mele


Egr. Direttore,

Gli italiani, di fronte a nuove incombenze che assillano la loro attività, seguono un percorso ormai consolidato: sorpresa /sdegno/ protesta/ rassegnazione/ adeguamento/ sopportazione. La vicenda della fatturazione elettronica ne è il più recente esempio e mi pare di vedere che il gradino raggiunto sia oggi quello della rassegnazione. Gli altri seguiranno a breve.

Ma questa vicenda è davvero singolare e per questo motivo ritengo debba essere conosciuta per intero. Tutti noi, me compreso, credevamo che l’Italia avesse attivato la fatturazione elettronica per prima nella UE, con gli altri paesi che avrebbero seguito, seppure con i loro tempi. In tal caso, volenti o nolenti, prima o poi avremmo dovuto comunque adeguarci a regole europee comuni e questo quasi ci consolava. Non è così, anzi, gli altri paesi dell’UE non hanno alcuna intenzione di seguirci.  

La vera storia è che l’Italia ha ottenuto dall’Unione Europea una “misura speciale di deroga” alle direttive comunitarie, che né oggi né mai prevedono la fatturazione elettronica, per poterla introdurre all’interno del sistema comune di IVA. Ogni paese dell’Unione ne è stato informato ed ha dato il suo benestare a patto che i cittadini intracomunitari potessero continuare a ricevere la copia cartacea. E questo la dice lunga sulle loro intenzioni di attivare anch’essi questa modalità.  

Cioè zero.  L’Italia ha sostenuto che “…un obbligo generalizzato di fatturazione elettronica risulterebbe di aiuto nella lotta alla frode e all’evasione, imprimerebbe un impulso alla digitalizzazione, e semplificherebbe le riscossione delle imposte…” (rif.:Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea 19.4.2018). 

Non è difficile osservare, a fronte di un meccanismo dichiaratamente sovradimensionato, che l’evasione rimarrà evasione, che la digitalizzazione negli altri paesi è superiore alla nostra ma non ha avuto bisogno della fatturazione elettronica, e che la riscossione delle imposte sarà forse più semplice per lo Stato ma non lo sarà certo il pagamento per i cittadini. L’attenzione dello Stato verso una maggiore e più efficace digitalizzazione dovrebbe rivolgersi altrove, soprattutto in casa propria.

Un esempio: i Centri per l’impiego. Sono 556, cinque per provincia, uno ogni centomila abitanti. Occupano 8 mila dipendenti e costano 600 milioni l’anno, pari a 75.000 euro a dipendente. Risultato: solo il 3% dei disoccupati trova lavoro attraverso questa elefantiaca rete, quando in Francia e Germania se ne ricolloca circa il 20%.  

Motivo? 

La scarsa o assente digitalizzazione. Per funzionare bene, tra le tante cose, dovrebbero avere accesso alla banca dati dell’INPS e degli altri Enti previdenziali, all’anagrafe dei conti correnti bancari ma non ce l’hanno. Per buona misura non si parlano telematicamente con i Centri limitrofi (rif.: Sergio Luciano su Italia Oggi del 25 ottobre 2018). 

Noi privati siamo quindi le cavie di un gigantesco esperimento burocratico con “bulimia di mezzi ed anoressia di risultati” che la nostra Pubblica Amministrazione oltretutto ha garantito di essere in grado di gestire senza alcun tipo di problema, cosa di cui dubitiamo fortemente. Ma anche ai nostri partners europei queste rassicurazioni non bastano ed a breve vorranno vedere i risultati, non solo dal punto di vista del recupero dell’IVA, ma anche sulla promessa che queste nuove norme non “…aumentino gli oneri e i costi amministrativi …” facenti capo sui soggetti interessati. 

Se sul recupero dell’IVA si può essere scettici ed eventualmente smentiti dai fatti, sugli oneri e sui costi appare evidente già da ora che nessuno potrà mai negarne il maggior peso, distribuito su una platea enorme.

E se poi il tutto non funziona, si ritorna indietro?  

Quanto dovrà lo Stato italiano, al termine del periodo di prova che sarà il 31 dicembre 20121, taroccarne la relazione per ottenere una ulteriore deroga? Deroga che lascia intendere con chiarezza che gli altri Stati membri non hanno alcuna intenzione di attivarla in futuro. E questo, non da dentista, ma da cittadino italiano, mi indigna. 

Dottor Renato Mele: Rappresentante toscano nella Consulta ENPAM della libera professione

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

I presidenti Andrea Senna e Filippo Anelli

Per i dati al STS l’invio diventa annuale. Senna (CAO) e Anelli (FNOMCeO): “Grande soddisfazione, recepite le istanze della Federazione”


Un parere del Garante ritiene che le modifiche apportate al StS ed alla Fatturazione elettronica tutelino la privacy del contribuente, ma il parere rischia di essere inutile


Il Governo approva, in via preliminare, un provvedimento che vieta definitivamente la fatturazione elettronica e prevede una scadenza annuale per l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria


Ecco una breve guida per ricordare le fatture che devono essere elettroniche e quelle che invece non devono essere inviate allo SDI 


Operativa anche la possibilità di recuperare i crediti ECM mancanti per il triennio 2020-2022, in attesa di capire quali saranno i crediti compensativi


Via libera al testo con le modifiche. Confermata proroga ECM, delle ricette elettroniche ed in tema di fatturazione elettronica. Attenzione, la proroga non vale solo per chi invia i...


Se il Parlamento accoglierà la proposta di modifica, l’obbligo di fatturazione elettronica per quelle emesse ai pazienti slitta al 2026 mentre sarà ancora possibile raccogliere i crediti ECM per...


In audizione al Senato sul Milleproroghe, la Federazione commenta in modo positivo la proroga ma chiede di estenderla per tutto il 2025


O33normative     09 Gennaio 2025

Guida alla fatturazione elettronica

Cosa sapere, cosa serve e quali i servizi da attivare: quelli a pagamento e quelli gratuiti. Attenzione alla marca da bollo


Da aprile le fatture emesse nei confronti dei pazienti dovranno essere elettroniche. Entro quella data, le Entrate dovrà superate le criticità espresse dal Garante della Privacy...


Una utile guida di ENPAM indica i casi in cui gli odontoiatri ed i medici devono emettere fattura in formato elettronico ed inviarla allo SDI


Nel Milleproroghe in approvazione in Consiglio dei Ministri la proroga per tutto il 2024 del divieto di fatturazione elettronica ai pazienti


Altri Articoli

Align Technology ha sviluppato un percorso di clinical education dedicato ai Growing Patients, fondato sulla collaborazione con il mondo accademico e le società scientifiche di...


Approvato emendamento Borghetti per finanziare un progetto sperimentale di odontoiatria sociale destinata agli anziani economicamente fragili


Le risonanze magnetiche rivelano che chi perde più denti presenta nel tempo maggiori segni di deterioramento della sostanza bianca cerebrale


Dalla cronaca alla responsabilità: perché l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per l’odontoiatria e la medicina, ma solo se rimane sotto il controllo della...


Dalla classificazione dei dispositivi ai rischi per operatori e pazienti, fino agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008. Il documento include una check-list per verificare la conformità dello...


Cronaca     23 Luglio 2026

Corso di protesi totale digitale

Organizzato a Torino dal COI a fine ottobre e rivolto a odontoiatri e odontotecnici. Il corso contribuirà a sostenere il progetto solidale “Un sorriso migliora la vita”


In occasione della Giornata Mondiale del Self-Care, Haleon richiama l'attenzione sul valore della prevenzione e sul ruolo della salute orale quale componente essenziale del...


La CCEPS respinge il ricorso e conferma la decisione della CAO di Brescia. Contestati: messaggio promozionale sull'implantologia, l'uso di termini ritenuti fuorvianti e l'omessa comunicazione...


Alcune considerazioni del prof. Luigi Rubino sull’evoluzione del rapporto tra odontoiatra ed odontotecnico nell’era digitale


La vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati all’interruzione improvvisa dell’attività di strutture odontoiatriche organizzate in forma societaria


Secondo l’analisi dell’avvocato Roberto Longhin, l’emendamento introduce una deroga al sistema ordinario e rischia di creare un precedente nei rapporti tra Parlamento e...


L’incauto acquisto ricade sui professionisti. Attivato un programma che consente di verificare rapidamente l'autenticità dei prodotti


“La nuova bozza rischia di trasformare la sentenza del TAR in una beffa”. Chiesta al Ministero della Salute un’audizione immediata sulla branca T30 Odontoiatria


Uno studio su 77 mila over 50 evidenzia forti disparità tra i Paesi. Italia tra quelle con il rischio più elevato di spese odontoiatriche "catastrofiche"


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi