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09 Aprile 2015

Le competenze del chirurgo maxillo-facciale nell'ambito dell'implantologia. Le precisazioni della CAO Nazionale


La CAO nazionale ritorna sulla questione delle competenze del chirurgo maxillo-facciale in ambito implantologico rispondendo ad un quesito inviato direttamente da un professionista.

Nella risposta il presidente CAO Giuseppe Renzo, precisando come la Federazione svolge compiti di indirizzo e coordinamento nei confronti degli Ordini Provinciali a cui dovrebbero rivolgersi gli iscritti, ricorda che la questione era stata chiarita dal Ministero della Salute con una nota del dicembre 2009.

Nella nota, ricorda il presidente CAO, la specializzazione in chirurgia maxillo-facciale, non rientra fra quelle che abilitano i medici a svolgere l'attività odontoiatrica, per queste è obbligatorio l'iscrizione all'Albo degli odontoiatri.

In sostanza il Ministero della Salute, con la nota inviata dalla Direzione generale delle risorse umane delle professioni sanitarie nel 2009, distingue tra chirurgia implantologica endoossea orale e l'individuazione del piano generale di ogni riabilitazione implantoprotesica.

La prima, indica il ministero "è una branca della chirurgia orale e come tale può essere eseguita sia dai laureati in odontoiatria (meglio se con un training certificato in chirurgia orale) che dai medici specialisti in chirurgia maxillo-facciale".

La seconda invece "è chiaramente appannaggio esclusivamente dell'odontoiatra che provvederà, secondo le consolidate definizioni della implantologia protesicamente guidata, a programmare numero e sede degli impianti oltre che, ovviamente, al confezionamento della protesi dentaria".

Partendo, secondo la nota ministeriale, "l'applicazione di impianti endoossei con finalità odontoprotesiche rientra nella competenza primaria dell'odontoiatria, il quale, naturalmente, può avvalersi dell'apporto di altre professionalità" come quella del chirurgo maxillo-facciale con l'obiettivo di offrire una migliore tutela del paziente. Quindi il chirurgo maxillo-faciale non iscritto all'Albo degli odontoiatri, può "eseguire impianti a scopo odontoprotesico solo su indicazione e conseguente progettazione dell'intero piano di trattamento da parte dell'odontoiatra".

 
 

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