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08 Luglio 2023

Intelligenza artificiale: ma è veramente intelligente?

L’IA che scova la gengivite da una foto. Esiste una letteratura scientifica intelligente ed una speculativa, il commento del prof. Gagliani

di Massimo Gagliani


Il Direttore di Odontoiatria 33 mi solletica con suoi scritti relativamente all’argomento dell’Intelligenza Artificiale (AI) applicata all’Odontoiatria; ormai l’attenzione verso il “Demonio” del nuovo millennio mi pare abbia le fattezze dell’ormai famoso “millennium bug”, cialtronata informatica dell’anno 2000, risoltasi con una nulla di fatto. Certo le due maiuscole AI non possono farci star tranquilli se, come pare, ordini informatici potenzialmente nocivi dovessero essere lasciati liberi di agire, ma questo è un tema di altra portata.  

In odontoiatria proliferano studi di ogni genere perché AI rappresenta la moda del momento.  

In un articolo suggeritomi da Norberto, il tema è quello della gengivite, diagnosticata da questa specie di Hal 9000 cinese che, guardando delle semplici fotografie intraorali, è in grado di diagnosticare, con eccellente precisione, lo stato di salute delle gengive. 

Lo certifica uno studio sperimentale (la ricerca è stata sintetizzata dalla dott.ssa Lara Figini), condotto in quella propaggine cinese che si chiama Hong Kong, avamposto del vizio occidentale ai tempi del colonialismo anglosassone, e oggi accorpata alla nuova civiltà dei discendenti di Mao. 

La diagnosi di gengivite credo possa essere effettuata, nei termini esposti, anche da uno studente del quarto anno di odontoiatria; in aggiunta, e questo mi parrebbe un grave “baco” dello studio, le fotografie sono state eseguite con un apparecchio per fotografie odontoiatriche professionali.  

Se, come afferma lo studio, l’obiettivo era quello di trovare un sistema per diagnosticare in modo precoce le patologie gengivali poiché molte persone non si recano dal dentista, risulta difficile pensare che uno ci vada per farsi fotografare i denti… si sarebbe potuto fare usando dei “selfie” effettuati col telefonino, mezzo molto efficace che i pazienti, di intelligenza normale, spesso già usano per comunicare loro disagi o problematiche orali. 

Quand’anche Hal 9000 cinese avesse fatto diagnosi di gengivite, cosa mai avrebbe detto al poveretto? 
Vai dal dentista?
Dove, con un minimo di attenzione, un dentista dotato di intelligenza normale, lo avrebbe fatto accomodare su una sedia, gli avrebbe fatto delle domande non solo sulle sue gengive ma anche sulle sue abitudini, alimentari e igieniche, e lo avrebbe interrogato su patologie mediche concomitanti.  

Poi, conducendo una visita intelligente si sarebbe soffermato sui problemi più o meno seri della sua bocca, suggerendo un piano terapeutico che abbracciasse sia la cura ma soprattutto la prevenzione di tali patologie.  

Arrivo quindi, come si usa dire nei convegni forbiti, ai cosiddetti concluding remarks… Esiste una letteratura intelligente, ovvero una letteratura che si adopera per risolvere problemi reali e per fornire soluzioni pratiche ai dentisti di tutti i giorni, ma esiste anche una letteratura speculativa, fatta di puri sofismi, che si occupa, in modo auto-referenziato, di sollevare problemi inconsistenti la cui soluzione effimera da luogo, spesso, a “scoop” giornalistici che poco hanno a che fare con la pratica clinica di tutti i giorni.  

L’intelligenza, quella umana, dovrebbe essere impiegata per trarre dall’intelligenza artificiale ausili laddove la nostra si dimostri fallace; educare un computer a vedere se le gengive sono più o meno rosse ha forse un senso?  

Può darsi che ci sia pronto un robottino cinese che, viste le zone di arrossamento, pratichi tutte le cure necessarie per farle tornare in salute… io non lo vedrò e quindi mi dichiaro disinteressato all’argomento che è solo artificioso e provvisto di poca intelligenza.  


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