ENPAM Sicura, la società nata nel luglio del 2015 e messa in liquidazione un anno dopo quando i Ministeri competenti hanno dato parere negativo alla possibilità di gestire direttamente l'assicurazione per i primi trenta giorni di malattia dei medici di medicina generale, uno degli scopi principali per cui era nata, rischia di innescare un terremoto politico non solo in ENPAM ma anche in tutto il settore sindacale sanitario. E poi ci sono le possibili iniziative giudiziarie e sullo sfondo il solido patrimonio di ENPAM che fa certamente fa gola a molti, compreso il Governo.
A dare il via agli "scontri", la decisione della maggioranza del CdA ENPAM di "chiedere i danni" all'ex-presidente di ENPAM Sicura, e segretario FIMMG Giacomo Milillo (nella foto). Un CdA ENPAM che comunque si spacca sulla delibera: 8 consiglieri votano a favore mentre 5 si astengono, non condividendo il metodo utilizzato. Tra questi gli odontoiatri presenti in CdA (Prada e Pracella, assente per motivi famigliari il presidente CAO Renzo) mentre il Vicepresidente vicario ENPAM Giampiero Malagnino (altro odontoiatria in CdA) ha votato a favore insieme agli altri componenti che fanno riferimento alla FIMMG, il sindacato di cui Milillo era segretario. Per questo motivo Milillo ha deciso di rassegnare immediatamente le dimissioni dalla FIMMG che ora dovrà andare al congresso straordinario, visto anche le successive dimissioni di tutto l'Esecutivo.
Motivo della richiesta di danni di ENPAM nei confronti di Milillo, la presunta cattiva gestione della società ENPAM Sicura ed i conseguenti danni economici che ne sarebbero derivati ad ENPAM.
Stando alle voci, il "buco" della società è di circa 1 milione di euro causati prevalentemente dai mancati introiti delle polizze assicurative dei medici che sarebbero dovute confluire in ENPAM Sicura (oggi gestite da assicurazioni esterne), ma su questa possibilità i Ministeri competenti hanno posto il veto. Non potendo contare su questi introiti, la messa in liquidazione della società è stata una decisione scontata.
A Milillo vengono anche contestati i criteri per le assunzioni di una trentina di persone, viste le non certezze sulla futura operatività di ENPAM Sicura.
"Le mie non sono dimissioni di protesta ma di tutela del sindacato che rappresento e che in questo momento è impegnato in una trattativa importante", ha dichiarato Milillo in un comunicato.
"ENPAM -continua la nota- è arrivato a questa delibera dopo una serie di azioni di boicottaggio che hanno coinciso con i tre mesi di presidenza da una carica dalla quale mi sono dimesso ad Aprile per la mancata condivisione dei presupposti decisionali del Cda ENPAM, che sono stati e sono cogenti nella gestione di una società in house". "Mi vengono chiesti i danni per soli tre mesi di lavoro, ma avrò modo di difendermi nelle sedi competenti. Ed è proprio per sgombrare il campo da qualsiasi condizionamento o implicazione di FIMMG e per consentirmi una tutela piena della mia dignità personale e rappresentativa che ho deciso di rimettere le mie dimissioni immediate dalla carica di Segretario Nazionale Generale del Sindacato".
Milillo che nella nota chiarisce chi siano gli artefici del "sabotaggio" nei suo confronti.: "dal presidente e dal vicepresidente di ENPAM e dai consiglieri della FIMMG e del SUMAI all'interno di ENPAM, che hanno votato a maggioranza la delibera".
I motivi indicati dall'ex segretario FIMMG quello di "colpirmi per questioni politiche e di controllo a livello sindacale. Ma le accuse", conclude Milillo, "si accerteranno false e pretestuose nelle sedi giudiziarie, con conseguente responsabilità di chi con dolo ne è stato autore".
Pronta la replica di Alberto Oliveti, presidente di ENPAM, che in una nota sottolinea "numeri e fatti, nel rispetto delle regole: l'ENPAM è questo. Lo dico da sempre. Ognuno è in grado di fare le sue valutazioni".
Nor.Mac.
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