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18 Luglio 2018

Sospesa autorizzazione di un altro centro DentalPro

Ordinanza del Sindaco di Santo Stefano di Magra (Sp), intanto il centro di Sarzana ha sospeso l’attività clinica

Norberto Maccagno

Dopo l’ordinanza del sindaco di Sarzana che ha sospeso l’autorizzazione sanitaria del centro DentalPro per 6 mesi perché mancava il nome del direttore sanitario su di una pubblicità, decisione confermata da Consiglio di Stato, ora arriva quella del sindaco del Comune di Santo Stefano di Magra (Sp) (cittadina ad una decina di chilometri da Sarzana), che ha sospeso l’autorizzazione sanitaria di un altro centro DentalPro sempre per lo stesso motivo: l’applicazione degli artt. 4 e 5 della legge 175/92. 

Intanto, secondo quanto racconta ad Odontoiatria33 Sandro Sanvenero (nella foto) presidente CAO di La Spezia citando fonti del Comune, il Centro DentalPro di Sarzana avrebbe sospeso l’attività clinica. In realtà, ci spiega il presidente Sanvenero, “la DP 47 Srl titolare dello studio di Sarzana ma anche la ABLASPEZIA Srl titolare del Centro di Santo Stefano di Magra, hanno tentato di aggirare la sanzione di sospensione dell’autorizzazione sanitaria con la possibilità prevista dagli art. 2555 e seguenti del CC che normano la cessione di azienda”. 

Secondo quanto riferisce il presidente CAO, “la proprietà ha tentato di chiudere la società sanzionata trasferendola ad una nuova società non colpita da provvedimento sospensivo”. Con il trasferimento dell’azienda veniva richiesto di trasferire anche l’autorizzazione sanitaria. A seguito della notizia, la CAO di La Spezia ha messo a conoscenza le Amministrazioni locali del fatto che, “diversamente da quanto accade in generale nel commercio, in campo sanitario non è possibile trasferire le autorizzazioni da un soggetto ad un altro, senza effettuare una nuova e completa valutazione autorizzativa”. 

La costante giurisprudenza sia ordinaria sia amministrativa, sia di merito che di legittimità, spiega Sanvenero, “ha sempre concordemente ritenuto che l'autorizzazione in esame non riguarda esclusivamente i locali e gli strumenti ivi esistenti, ma anche i soggetti che in quei locali esercitano l'attività sanitaria”. 

Sanvenero che ricorda come dirimente il principio di diritto stabilito dalla Cassazione Penale (Sez. III n.37169/2010): “l'autorizzazione sanitaria di cui all'art. 193 del testo unico delle leggi sanitarie approvato con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, è rilasciata anche con riferimento al soggetto che nei locali presta l'attività sanitaria e che gestisce l'organizzazione e le apparecchiature, con la conseguenza che quando tale soggetto muta deve essere rilasciata una nuova autorizzazione, a seguito di una nuova valutazione della diversa situazione determinatasi, pur non modificandosi gli ambienti e le attrezzature”. 

“Appare quindi chiaro –continua il presidente CAO- come l’obbligo autorizzativo di cui all’art. 193 TULS (che trova nella legge regionale il suo iter amministrativo per essere rilasciato) non possa essere bypassato in nessuna maniera da parte di un soggetto richiedente; da cui l’impossibilità di rilascio di autorizzazione sanitaria in assenza del previsto iter”. 

Dopo il parere della CAO, entrambi i Comuni hanno negato la trasferibilità dell’autorizzazione ed il Comune di Santo Stefano di Magra ha emesso l’ordinanza (n. 83 del 11 luglio 2018) di sospensione dell’autorizzazione sanitaria, indirizzandola ad entrambe le società (ABLASPEZIA Srl e DP 13 Srl), differendone l’esecutività di 20 giorni, in maniera che, spiega Sanvenero “la società possa adottare tutti gli elementi per tutelare la salute dei pazienti in cura presso l’ambulatorio”. 

DentalPro preferisce non commentare, almeno con Odontoiatria33. Da quanto siamo riusciti a sapere i pazienti del centro di Sarzana ora vengono inviati per terminare le cure al vicino centro di Santo Stefano di Magra che, però, tra una ventina di giorni dovrà sospendere anche lui l’attività clinica. Secondo stime sarebbero circa 30 i collaboratori o dipendenti presenti nei due centri ed un migliaio di pazienti che devono terminare le cure.    

 
 

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