A chiederlo è l’ANDI in audizione in Commissione Sanità della UE. Ghirlanda: la sanità non è un business, servono accordi con i Paesi extra Ue e norme stringenti sulla pubblicità
Si è svolto martedì 2 dicembre, al Parlamento Europeo a Bruxelles, la riunione della Commissione SANT in collaborazione con l'Unità di dialogo legislativo della Direzione per le relazioni con i parlamenti nazionali ICM, l'obiettivo è stato quello di discutere le politiche chiave nel campo dell'assistenza sanitaria transfrontaliera per favorire una discussione costruttiva che anticipa gli sviluppi legislativi, per fare in modo che le politiche future siano il più possibile aderenti alle esigenze dei cittadini europei quando cercano assistenza sanitaria oltre il confine dei loro Stati membri.
Tra i relatori il presidente ANDI Carlo Ghirlanda che, ringraziando la Commissione per l’attenzione e la possibilità di confronto – e l’On. Michele Picaro per la sensibilità dimostrata sul tema- ha sottolineando la necessità di un esame profondo delle proposte “a tutela del cittadino paziente”.
Nel suo intervento ha parlato della necessità di un “dovere politico” condiviso -istituzioni, autorità sanitarie, professionisti e industria- per mitigare i rischi derivanti da cure erogate in contesti non allineati agli standard europei. Ha anche sollecitato una revisione complessiva della direttiva sul turismo sanitario transfrontaliero, evidenziando criticità applicative, lacune di tutela per i pazienti e l’urgenza di intervenire sulla pubblicità sanitaria in ambito odontoiatrico.
Tra i temi toccati anche la sicurezza delle cure e la responsabilità degli Stati Membri e delle istituzioni europee nel garantire standard omogenei, anche quando le prestazioni vengono erogate fuori dai confini UE.
Le criticità
Il presidente Ghirlanda ha riconosciuto che la direttiva ha consentito a “circa 200.000 pazienti” di ricevere cure all’estero, ma ha anche sottolineato come permangano ostacoli concreti nell’applicazione dei diritti di rimborso e nella garanzia di servizi sicuri ed efficaci. La denuncia più forte riguarda il vuoto normativo: la norma “non definisce nulla” sull’assistenza al cittadino europeo che si rivolga a strutture in Paesi extra-UE, inclusi quelli geograficamente vicini al continente.Secondo il presidente ANDI, ciò rappresenta una carenza grave, perché “la sicurezza delle cure è un concetto universale” e “non ha limiti geografici”.
In odontoiatria, ha ricordato, si registrano importanti criticità lungo l’intero processo clinico‑assistenziale (dalla qualità dei dispositivi medici alle condizioni operative), con esiti avversi che possono manifestarsi “immediatamente, a breve, media e lunga distanza”. Soffermandosi sull’Italia, Ghirlanda ha indicato che circa 200.000 cittadini italiani ogni anno si rivolgono all’estero per cure dentali. Al rientro, ha fatto notare, una quota “non irrilevante” di questi pazienti lamenta complicanze di vario grado, fino a eventi gravi: tre decessi nel 2025 riconducibili a cure odontoiatriche eseguite all’estero oltre a casi di invalidità permanente e irreversibile, con conseguenze sociali e familiari per i pazienti e i loro cari.
Una realtà che per il presidente ANDI, non può essere affrontata dal singolo Paese, ma richiede una risposta coordinata tra governi, amministrazioni, autorità mediche, professionisti e industria del dentale.
Pubblicità sanitaria
Parte centrale dell’intervento ha riguardato la pubblicità sanitaria: Ghirlanda denuncia l’uso “indiscriminato, suggestivo e promozionale” di messaggi che inducono i cittadini a rivolgersi a centri esteri, spesso tramite sollecitazioni telefoniche e campagne che “trasformano la salute in un business”. Ha quindi invocato una revisione delle regole europee sulla pubblicità in sanità, per tutelare il cittadino dall’informazione ingannevole e dall’iper‑promozionalità.
Le proposte e le richieste avanzate
Il presidente ANDI ha chiesto alla Commissione una revisione complessiva della direttiva sul turismo sanitario transfrontaliero, con l’obiettivo di chiarire i meccanismi di rimborso e introdurre standard vincolanti per la sicurezza e l’efficacia delle cure, in particolare in ambito odontoiatrico. Ha sollecitato l’estensione delle tutele anche ai Paesi extra-UE, soprattutto quelli candidati all’adesione, attraverso accordi bilaterali preliminari che impongano l’obbligo di garantire sul proprio territorio un’assistenza sicura, di qualità elevata ed efficiente, con risorse adeguate e meccanismi di tutela e risarcimento proporzionati ai rischi. Ha inoltre chiesto di scoraggiare i cittadini europei dal ricorrere a cure fuori dall’UE quando non siano assicurati standard comparabili, e di intervenire contro l’uso di dispositivi medici non garantiti e pratiche come il pagamento senza ricevuta.
Sulla pubblicità sanitaria ha invocato una revisione delle norme europee per limitare messaggi suggestivi e aggressivi che trasformano la salute in un business, contrastando anche le sollecitazioni commerciali dirette ai cittadini.
Ha proposto iniziative informative e formative a livello nazionale ed europeo per favorire scelte consapevoli, la creazione di un coordinamento strutturale tra Stati membri sulla salute dentale e l’adozione di misure appropriate nei confronti dei professionisti responsabili di terapie che abbiano causato eventi avversi, garantendo ai pazienti la possibilità di presentare reclami senza intimidazioni e con piena trasparenza.
Sotto il video intervento del presidente Ghirlanda catturato da Odontoiatria33 dal video integrale presente sul sito del Parlamento Europeo.
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