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30 Gennaio 2020

Sigarette elettroniche, dubbi Oms sulla sicurezza. Esperti divisi

Documento dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) indica rischi per la salute anche per chi è esposto al vapore emesso dalle e-cig


Le sigarette elettroniche sono dannose per la salute e non sicure, possono danneggiare il feto in crescita e sono rischiose per lo sviluppo del cervello degli adolescenti. È quanto afferma l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in un documento pubblicato sul suo portale che divide gli esperti.

Le e-cig "aumentano il rischio di malattie cardiache e disturbi polmonari", si legge nel documento, e "laddove non siano vietate devono essere regolamentate" in quanto espongono anche i non fumatori alla "nicotina e ad altre sostanze chimiche dannose".
L'Organizzazione specifica che il liquido contenuto nelle sigarette elettroniche "può bruciare la pelle e causare avvelenamento da nicotina se ingerito o assorbito", e che sono "particolarmente rischiose se usate dagli adolescenti poiché la nicotina crea dipendenza nel cervello in via di sviluppo". Su questo punto fa notare che tra i 15.000 aromi progettati, molti sono pensati per attirare i giovani, come ad esempio "gomma da masticare e zucchero filato". 

Le sigarette elettroniche sono attualmente vietate in oltre 30 paesi in tutto il mondo, e per l'Oms gli Stati dovrebbero attuare misure per "interromperne la promozione". Questa posizione ha trovato il favore dei pediatri ma divide gli specialisti che si occupano di aiutare le persone a smettere di fumare.In merito l'Oms ha ricordato che per i fumatori non è sempre sicuro passare allo "svapo", ma "dipende dalla quantità di nicotina e di altre sostanze tossiche presenti nei liquidi riscaldati", e che esistono "altri prodotti collaudati, più sicuri e autorizzati, come cerotti sostitutivi della nicotina". 

“L'avvertimento conferma cose che sapevamo, ma ci fa piacere che l'Oms abbia preso una posizione chiara e forte - spiega Rino Agostiniani vicepresidente della Società italiana di pediatria -. Le E-cig, come abbiamo più volte denunciato, sono uno strumento nato per dissuadere gli adulti dal fumo ma che sta diventano uno strumento che sempre più spesso avvicina i giovani anche di 11-13 anni a potenziali situazioni di dipendenza, magari suscitando meno timore nei genitori". 

"Spesso - prosegue lo specialista - soprattutto nei liquidi che non passano per il commercio ufficiale non c'è chiarezza su quanta nicotina ci sia, e la nicotina, nelle donne in gravidanza danneggia il feto perché peggiora gli scambi a livello placentare”. 

Di diverso parere è Fabio Beatrice, direttore del Dipartimento di Otorinolaringoiatria e responsabile del Centro anti fumo dell'Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, che afferma: “Per chi non riesce a smettere di fumare lo switch al fumo digitale costituisce un vantaggio clinico a fronte delle assolute certezze sulla letale tossicità del fumo combusto. E questo è dimostrato da numerose evidenze scientifiche. Andrebbero quindi separate le politiche che tutelano i non fumatori e i giovani dalle politiche di aiuto ai fumatori”. 

Una posizione condivisa anche da Riccardo Polosa, direttore del Centro di ricerca per la riduzione del danno da fumo dell'Università degli Studi di Catania, che spiega: “È noto a tutti che non è la nicotina a causare il cancro ma il mix di sostanze cancerogene che si sprigionano durante il processo di combustione delle sigarette convenzionali. Proprio ieri, anche il Centers for Disease Control and Prevention ha eliminato la raccomandazione ai cittadini americani di astenersi dall'uso di sigarette elettroniche come annunciato dopo lo scoppio del caso Evali - ovvero la malattia polmonare che ha colpito alcuni utilizzatori di sigarette elettroniche negli Stati Uniti -. In Europa non si è registrato nessun caso e la ragione è semplice: i controlli sui dispositivi e sui liquidi sono talmente serrati in Italia e in Europa che non sarebbe così semplice mettere in commercio prodotti di quel tipo”.

 
 

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