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04 Giugno 2024

Rapporto Eurispes: tre italiani su 10 rinunciano anche a cure

Oltre la metà della popolazione italiana non riesce ad arrivare a fine mese senza grandi difficoltà. Per far quadrare i conti, gli italiani sono costretti a rinunciare anche alle cure. Il report segnala anche le difficoltà “emotive”


Oltre la metà della popolazione italiana non riesce ad arrivare a fine mese senza grandi difficoltà (57,4%). Per far quadrare i conti, gli italiani sono costretti a chiedere aiuto alla famiglia di origine (32,1%), oppure a ricorrere all'acquisto a rate (42,7%). Quasi tre italiani su 10 (il 28,3%) rinunciano anche a cure, interventi dentistici o controlli medici. 

È quanto emerge dalle indagini campionarie del Rapporto Italia 2024 dell'Eurispes.

La maggior parte degli italiani (55,5%) ritiene che la situazione economica del Paese abbia subìto un peggioramento nel corso dell'ultimo anno, per il 18,6% la situazione è rimasta stabile, mentre solo un italiano su dieci (10%) ha indicato segnali di miglioramento. Guardando al futuro, i cittadini sono invece cauti: per il 33,2% la situazione economica italiana resterà stabile nei prossimi dodici mesi. I pessimisti, che attendono un peggioramento, sono il 31,6%, mentre il 10,8% prospetta un periodo di crescita economica.Il rapporto fa riferimento anche all’aiuto psicologico. Circa 3 italiani su 10 (29,7%) hanno cercato il sostegno di uno psicologo. Il 10,3% ha seguito sedute di terapia online. Una percentuale più bassa ha sperimentato la terapia psichiatrica (7,6%), oppure ha partecipato a terapie psicologiche di gruppo (6,7%). Il 5,3% dei rispondenti ha indicato di aver frequentato centri di sostegno per le dipendenze. Sono soprattutto le donne, rispetto agli uomini emerge dal report a sperimentare in misura leggermente maggiore le diverse forme di supporto psicologico e terapeutico. Ad esempio, una percentuale maggiore di donne ha seguito sedute da uno psicologo, sia in forma tradizionale che online, corrispondenti rispettivamente al 31,7% (rispetto al 27,7% degli uomini) e all'11,6% (rispetto all'8,9% degli uomini) del campione; per la terapia psicologica di gruppo: 7,6% di donne contro il 5,7% degli uomini. Sono i ragazzi tra i 18 e i 24 anni di età sono i più colpiti per quanto riguarda il verificarsi di sbalzi d'umore (72,7%), sintomi depressivi (71%), crisi di panico (51,2%). 

Il report fotografa le difficoltà emotive degli italiani e i giovani sono i più fragili.

Nel corso dell'ultimo anno si legge gli sbalzi d'umore hanno rappresentato uno stato emotivo condiviso dal 60% degli italiani, anche se con diverse intensità (qualche volta: 39,7%; spesso: 16,8%; sempre: 3,6%). Diffuse in egual modo l'insonnia (59%) e la sensazione di sentirsi depressi (58,9%). Emerge, dunque, che la salute mentale degli italiani dopo la pandemia di Covid è peggiorata. Nell'ultimo anno 1 italiano su 5 ha assunto farmaci come ansiolitici, antidepressivi, stabilizzatori dell'umore, antipsicotici, ansiolitici e tranquillanti, specie anziani e donne. 
Ai partecipanti alla rilevazione è stato chiesto se nel corso dell'ultimo anno avessero assunto farmaci come ansiolitici, antidepressivi, stabilizzatori dell'umore, antipsicotici. Il 19,8% (circa 1 su 5) degli interpellati ha assunto farmaci come ansiolitici, antidepressivi, stabilizzatori dell'umore, antipsicotici nel corso dell'ultimo anno, contro l'80,2% di chi non ne ha fatto uso. Sono soprattutto gli anziani (65 anni e oltre) a far registrare le percentuali più alte di assunzione (22,4%). Una maggiore incidenza di consumo di psicofarmaci è stata rilevata tra le donne (il 21,7% contro il 17,8% degli uomini), indica il report.    


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