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15 Aprile 2025

La violenza da armi da fuoco incide anche sulla salute orale

Uno studio su 100 città statunitensi rivela: dove ci sono più sparatorie, le persone si curano meno i denti. A giocare un ruolo determinante, l’ambiente sociale 


pistola dente

Quanto il tema dell’utilizzo delle armi da fuoco negli Stati Uniti sia una seria emergenza, lo dimostra la ricerca pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine che ha voluto studiare le conseguenze della violenza armata sulla salute orale.

Lo studio, coordinato dal dott. Daniel Semenza della Rutgers University, ha analizzato dati provenienti da oltre 20.000 quartieri urbani nelle 100 principali città statunitensi tra il 2014 e il 2022, incrociando tassi di sparatorie con l’uso dei servizi dentistici e i livelli di edentulismo (cioè la perdita totale dei denti) nella popolazione anziana.

Dai risultati emerge che a ogni sparatoria in più in un quartiere, corrisponde una riduzione dello 0,01% nell’utilizzo delle cure dentistiche nell’anno successivo e un aumento dello 0,06% nel tasso di edentulismo tra gli over 65.

Le persone che vivono in aree segnate dalla violenza armata sono meno propense a cercare cure preventive, comprese quelle dentistiche, per timore della propria sicurezza”, spiegano i ricercatori. “Questo comportamento può tradursi in danni permanenti alla salute orale, che si manifestano con maggiore evidenza negli anni”.

La paura, quindi, gioca un ruolo centrale. Gli autori sottolineano come l’insicurezza percepita possa portare molti residenti a evitare di spostarsi anche per accedere ai servizi di base, come i centri dentistici. “In quartieri dove si spara spesso, uscire per andare dal dentista può sembrare un rischio”, affermano.Ma non è solo una questione di percezione. Le aree colpite dalla violenza soffrono spesso anche di carenze strutturali: meno cliniche, meno risorse, più povertà e meno copertura sanitaria. “Quando si lotta per pagare l’affitto o comprare da mangiare, la visita dal dentista diventa un lusso”, si legge nello studio.

Le conseguenze si vedono chiaramente nella popolazione più anziana. In contesti ad alta violenza, il rischio di edentulismo è nettamente più alto. Secondo i ricercatori, ciò deriva da una “trascuratezza dentale prolungata” che, non trattata, porta alla perdita completa dei denti.

Alla luce di questi risultati, gli autori propongono alcune soluzioni concrete. Tra queste: l’uso di cliniche dentali mobili nei quartieri più a rischio, l’integrazione della cura dentale nei programmi di intervento contro la violenza e l’estensione delle coperture assicurative, come Medicaid, alle cure odontoiatriche preventive.

È fondamentale che la salute orale venga riconosciuta come parte integrante della salute pubblica, anche nei contesti colpiti dalla violenza”, ha dichiarato il dott. Semenza. “Servono politiche che riducano le disuguaglianze e che portino le cure dove le persone ne hanno più bisogno, in sicurezza”.

Lo studio evidenzia anche l’importanza di approcci “trauma-informed”, ovvero pratiche odontoiatriche che tengano conto degli effetti psicologici della violenza e costruiscano fiducia tra paziente e professionista.

Per approfondire: 

Firearm Violence and Dental Health: A Neighborhood Analysis in 100 U.S. Cities, 2014–2022. Daniel C. Semenza; Ian A. Silver; Richard Stansfield; Rahma Mungia; Dylan B. Jackson; Brielle Savage; Alexander Testa

Nota: immagine generata con IA

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