Una ricerca conferma parte dal paradosso del nocebo per sottolineare come, nella medicina contemporanea, non basta curare bene, bisogna anche comunicare bene.
Dire a un paziente “stai bene” o chiedere ripetutamente “va tutto bene?” è una pratica quotidiana negli studi medici e odontoiatrici. Ma secondo una recente revisione pubblicata su Dentistry Journal, questo tipo di rassicurazione potrebbe avere effetti inattesi: anziché ridurre l’ansia, in alcuni casi può aumentarla.
Il modo in cui il professionista sanitario parla al paziente, viene sottolineato, non è solo un elemento accessorio della relazione di cura, ma una componente capace di incidere direttamente sugli esiti percepiti della terapia. Il linguaggio, il tono e persino le formule di cortesia possono modulare dolore, ansia e aspettative, fino a produrre effetti clinicamente rilevanti.
Dire “vada tranquillo” o “sta andando tutto bene” è una forma di comunicazione automatica nella medicina tuttavia, la revisione evidenzia un paradosso: la rassicurazione, se utilizzata in modo non consapevole, può ottenere l’effetto opposto a quello desiderato. Quando viene ripetuta troppo o appare fuori contesto, può aumentare la vigilanza del paziente e indurlo a cercare segnali di pericolo, amplificando così l’ansia.
Questo fenomeno si inserisce nel più ampio contesto dell’effetto nocebo, in cui le aspettative negative del paziente contribuiscono alla comparsa o all’intensificazione dei sintomi. Le parole, in questa dinamica, agiscono come veri e propri “inneschi cognitivi”, capaci di orientare l’attenzione e l’interpretazione delle sensazioni corporee.
La relazione di cura come intervento attivo
Uno degli elementi più rilevanti emersi dalla ricerca è la ridefinizione della comunicazione clinica come parte integrante del trattamento. Non si tratta semplicemente di trasmettere informazioni, ma di influenzare attivamente l’esperienza del paziente. Il linguaggio, il ritmo del dialogo, la scelta delle parole e la loro enfasi contribuiscono a costruire un contesto emotivo e cognitivo che può facilitare o ostacolare il decorso della cura.
In questo quadro, il professionista sanitario non è solo esecutore di procedure tecniche, ma anche facilitatore di significati. Il modo in cui viene raccontato un gesto clinico può rendere quell’esperienza più tollerabile o, al contrario, più difficile da affrontare.
Il peso delle aspettative
La revisione sottolinea come le aspettative rappresentino un determinante centrale nella percezione del dolore e degli effetti collaterali. Quando il paziente si aspetta un’esperienza negativa, è più probabile che la percepisca effettivamente come tale. Questo processo non è semplicemente psicologico, ma coinvolge meccanismi neurobiologici legati all’attenzione, alla memoria e alla modulazione del dolore.
Le aspettative si formano attraverso un intreccio di fattori, tra cui le esperienze pregresse, il contesto sociale e soprattutto la comunicazione ricevuta. Il modo in cui il clinico introduce una procedura, descrive una possibile sensazione o commenta ciò che sta accadendo contribuisce a costruire una “cornice interpretativa” che guiderà il paziente durante tutta l’esperienza.
Odontoiatria e ambienti
Per i ricercatori, gli ambienti odontoiatrici rappresentano un contesto particolarmente sensibile. La posizione del paziente, il limitato controllo della situazione e la forte focalizzazione sulle sensazioni corporee rendono ogni parola particolarmente incisiva. In questi contesti, una comunicazione non calibrata può aumentare il disagio, mentre un linguaggio consapevole può ridurre significativamente la percezione negativa della seduta.
La revisione suggerisce che molte delle pratiche comunicative considerate “standard” dovrebbero essere ripensate. Frasi abituali, utilizzate in modo automatico, possono acquisire significati impliciti che il paziente interpreta come segnali di allarme.
Il caso dei pazienti pediatrici
Il ruolo della comunicazione diventa ancora più cruciale nei pazienti pediatrici. I bambini, infatti, sono più sensibili ai segnali verbali e non verbali e tendono a costruire il proprio vissuto emotivo sulla base delle indicazioni degli adulti. Il linguaggio utilizzato dal clinico può quindi amplificare paura e resistenza oppure favorire collaborazione e fiducia. Anche la presenza dei genitori introduce una dimensione ulteriore: le loro parole, le loro reazioni e il loro atteggiamento si intrecciano con quello del professionista, creando un sistema comunicativo complesso che influisce sull’esperienza del piccolo paziente.
Informare senza nuocere guidati dall’etica
Un nodo cruciale riguarda il bilanciamento tra l’obbligo di informare e il rischio di generare effetti negativi. La trasparenza è un principio irrinunciabile, ma la revisione invita a riflettere su come le informazioni vengono presentate. Un’enfasi eccessiva sugli effetti collaterali, soprattutto se non contestualizzata, può favorire la loro comparsa attraverso meccanismi nocebo. La soluzione non è ridurre le informazioni, ma migliorarne la qualità comunicativa. Significa, spiegano gli autori, scegliere con attenzione le parole, adattare il messaggio al singolo paziente e considerare il momento in cui l’informazione viene fornita, tenendo conto della sua capacità di influenzare l’esperienza.
La medicina delle parole
La revisione propone una visione della pratica clinica in cui la comunicazione assume lo status di competenza terapeutica. Formare i professionisti a un uso consapevole del linguaggio non è più un aspetto accessorio, ma una necessità per migliorare gli esiti clinici e la qualità dell’esperienza del paziente.
In questa prospettiva, concludono gli autori, parlare al paziente diventa un atto clinico a tutti gli effetti. Le parole possono rassicurare davvero, ma solo se utilizzate con consapevolezza; possono ridurre il dolore, ma anche amplificarlo; possono costruire fiducia o innescare dubbio.
La differenza, suggerisce la ricerca, sta nella capacità del professionista di riconoscere il potere terapeutico della comunicazione e di utilizzarlo in modo intenzionale.
Per approfondire:
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
approfondimenti 24 Settembre 2026
Sono sempre più utilizzate ma quali sono i limiti normativi e deontologici? La discriminante rimane la questione del “suggestivo e promozionale”
approfondimenti 09 Settembre 2026
I consigli di XDENT per utilizzare WhatsApp in modo strategico, migliorare la comunicazione con i pazienti e alleggerire le attività di segreteria dello studio
O33parodontologia 13 Luglio 2026
Uno studio italiano ha valutato quali caratteristiche cliniche, comportamentali e psicologiche dei pazienti siano associate agli esiti del motivational interviewing e ha sviluppato un nomogramma...
approfondimenti 15 Maggio 2026
Una revisione internazionale esplora il ruolo delle piattaforme digitali nella comunicazione sanitaria, tra opportunità educative e necessità di costruire modelli affidabili di divulgazione
E’ il quesito che si pone il prof. Breschi nell’utimo editoriale su Dental Cadmos in cui sostiene che serve, per la professione, un equilibrio tra competenza clinica e...
Le norme ma anche e soprattutto le regole dal punto di vista della deontologia. Ne abbiamo parlato con il presidente CAO di Catanzaro che ha posto (sui social) la questione
approfondimenti 01 Aprile 2026
Uno studio brasiliano fotografa il fenomeno indicando quali piattaforme sono più utilizzare dal paziente per effettuare la scelta e perchè
approfondimenti 27 Marzo 2026
Una ricerca ha verificato la presenza di consigli sull’igiene orale domiciliare all’interno dei siti istituzionali di Associazioni di odontoiatri ed igienisti dentali...
approfondimenti 12 Gennaio 2026
La leadership è parte integrante della pratica clinica. Scopri come influenza cure, team e benessere professionale, uno studio rivela il ruolo chiave nella pratica quotidiana ...
O33igiene-e-prevenzione 02 Dicembre 2025
Una ricerca ha cercato di capire se la Video-educazione dell’igiene orale nei pazienti adulti con apparecchi fissi sia più efficacie che la sola comunicazione verbale
O33protesi 14 Ottobre 2025
Il successo a lungo termine della PPR: una ricerca ha valutato quanto è guidato dall'adattabilità psicologica del paziente e quanto da questioni cliniche
approfondimenti 09 Luglio 2025
Rossi: “serve etica e non si accettano richieste di amicizia dai pazienti”. Di Donato (CAO): l’informazione deve essere veritiera ed attenzione a non incorrere in violazioni deontologiche
Cronaca 25 Settembre 2026
L’OMCeO di Milano ricorda agli iscritti le varie scadenze e le possibilità per recuperare i crediti non raccolti nei trienni precedenti
Cronaca 25 Settembre 2026
Cinque giorni di lavori, 366 delegati da 27 paesi: l’Italia ha ospitato il 62° Annual Meeting del comitato tecnico ISO dedicato all’odontoiatria. Sul tavolo gli standard che definiscono...
Cronaca 25 Settembre 2026
Dalle indicazioni alla valutazione clinica, dalle implicazioni estetiche all’esecuzione chirurgica: il nuovo volume Edra accompagna l’odontoiatra in tutte le fasi di una procedura chiave per la...
Approfondimenti 25 Settembre 2026
Un sondaggio tra ortodontisti e pedodontisti statunitensi ha rilevato come l'autotrapianto dentale è una procedura ampiamente conosciuta, ma ancora raramente proposta. Ecco...
Igienisti Dentali 24 Settembre 2026
La prof.ssa Nardi esalta l’opportunità per l’operatore di rispondere in termini di efficienza ed efficacia per i protocolli operativi dedicati al debridment parodontale,...
di Prof.ssa Gianna Maria Nardi
Approfondimenti 24 Settembre 2026
Sono sempre più utilizzate ma quali sono i limiti normativi e deontologici? La discriminante rimane la questione del “suggestivo e promozionale”
Due giornate di confronto scientifico e una comunità sempre più partecipe: il Section Meeting di Palermo ha raccontato la vitalità della Sezione Italiana dell’International...
Normative 24 Settembre 2026
Per l’Ente di previdenza di medici ed odontoiatri vanno sempre conteggiate perché svolte sotto “la vigilanza e la direzione sanitaria dell’odontoiatra”
La svolta della General Assembly FDI sintetizzata da AIO dopo il World Congress FDI di Praga speigate dal presidente Musella e dalla delegata prof.ssa Segù
Interviste 23 Settembre 2026
Se ne parlerà al 45° Congresso Internazionale AIOP. Abbiamo cominciato ad approfondire con il presidente AIOP, il presidente SIdP ed il dirigente AIOP odontotecnici
Normative 23 Settembre 2026
Come ogni anno ecco le informazioni per non farsi cogliere impreparati, le modalità per effettuare il versamento e cosa si rischia se non lo si versa
Cronaca 22 Settembre 2026
La CAO scrive ai Ministri competenti. Senna tariffe inadeguate rischiano di ridurre l’accesso alle cure nel SSN, necessario un approfondimento tecnico sui costi delle prestazioni...
Approfondimenti 22 Settembre 2026
Tra i fattori modificabili che potrebbero contribuire alla prevenzione anche la salute orale: cosa dice oggi la ricerca
Cronaca 21 Settembre 2026
SIOD: “Una beffa dopo le sentenze del TAR. Così si mette in ginocchio la sanità convenzionata”
