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08 Maggio 2025

La guerra dei dazi ed il settore dentale italiano

C’è un rischio concreto di un aumento dei costi per studi e laboratori e di scarsa competitività per le aziende italiane che esportano? Le impressioni del presidente UNIDI Fabio Velotti

Nor. Mac.

Dente usa

L’ultimo annuncio del presidente Donald Trump sui dazi riguarda i prodotti farmaceutici e “promette”, entro due settimane, dazi specifici. La politica dei dazi americani (previsti, annunciati, promessi, tolti) avrà ripercussioni anche sulle aziende che producono materiali ed attrezzature odontoiatriche e di conseguenza sui bilanci di studi odontoiatri e laboratori odontotecnici?    

“Saperlo”, è la risposta che Odontoiatria33 ha ricevuto cercando di capire se e quanto la guerra sui dazi scatenata dal neo presidente USA inciderà sui prezzi di materiali ed attrezzature destinate al settore dentale italiano.   

La prima difficoltà, ci viene spiegato, deriva dal capire quali prodotti saranno gravati dai dazi anche per via che questi vengono applicati ai prodotti non fabbricati negli USA e non alle aziende non americane. Avevamo informato della questione, ora sembrerebbe sospesa, degli allineatori Invisalign destinati al mercato USA che siccome vengono fabbricati in Messico, sarebbero gravati dai dazi anche se l’azienda è statunitense. Mentre per il mercato europeo non dovrebbero esserci problemi visto che gli allineatori vengono realizzati in Polonia (si veda il nostro approfondimento).    

Un momento di riflessione, su questi temi, sarà sicuramente l’annuale analisi di mercato curata da Key-Stone per conto di UNIDI e presentata solitamente a fine di giugno.   Le anticipazioni sui dati di mercato 2024 sembrano buoni, stando a quanto dice il presidente UNIDI Fabio Velotti ad Odontoiatria33. “I dati ufficiali li presenteremo, come di consueto a giugno, ma possiamo già dire che il settore ha mostrato una buona tenuta nel 2024, con interessanti segnali di crescita”.    

Per quanto riguarda i dazi e le possibili ripercussioni sul mercato dentale italiano il presidente Velotti sostiene che la situazione “è ancora fluida” e sicuramente poco chiara. “Se dovessero diventare effettivi, potrebbero avere ripercussioni sul commercio di apparecchiature e materiali, soprattutto per quelle aziende italiane fortemente orientate all’export”.    

UNIDI, dice il suo Presidente, sta seguendo da vicino l’evoluzione della politica commerciale US e “attraverso la nostra Federazione europea di riferimento – FIDE, The Federation of the European Dental Industry - stiamo a nostra volta esortando il Commissario Šefčovič a evitare di imporre tariffe sui dispositivi medici dentali e sui prodotti correlati come misure ritorsive contro le politiche commerciali statunitensi”.      

Tariffe che, sostiene Velotti, “danneggerebbero l'accesso dei pazienti alle tecnologie dentali, aumenterebbero i costi e inciderebbero negativamente sulla competitività e sulle catene di approvvigionamento dell'industria. Abbiamo inoltre richiesto all'UE di esentare i dispositivi medici e dentali dalle tariffe per prevenire ulteriori ritorsioni e proteggere, come fine ultimo, i pazienti e il sistema sanitario italiano ed europeo”.   “Le aziende italiane, che rappresentano il secondo produttore in Europa di dispositivi dentali, sono già forti esportatrici e da sempre una delle attività più importanti di UNIDI è proprio l'accompagnamento e il supporto alle imprese in pressoché tutti i mercati più importanti”, conclude il presidente Velotti.  


Nota: immagine realizzata con IA


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