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30 Luglio 2025

A proposito di dazi tra UE ed USA

Nonostante l’annuncio dell’accordo UNIDI si dice preoccupata del clima di incertezza ed in forma del lavoro a livello europeo per escludere dai dazi anche i dispositivi medici. Ne abbiamo parlato con il presidente Velotti


Velotti Fabio unidi

Negli ultimi mesi si è tornati a parlare con insistenza di dazi, in particolare nel contesto delle relazioni commerciali tra Europa e Stati Uniti e l’accordo di qualche giorno fa sancito tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ed il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Un accordo che fissa i dazi su una vasta gamma di prodotti UE esportati negli Stati Uniti al 15%, per ora sarebbero esclusi quelli farmaceutici. Accordo che a poche ore dall’accordo sembra sia, se non rimesso in discussione, non ancora del tutto chiaro. 

Questione dazi attenzionata da tempo dalle industre dentali italiane, visto la forte vocazione verso l’export, e seguito costantemente da UNIDI, ne avevamo parlato in questo approfondimento.

Un clima di incertezza vissuto con palpabile nervosismo, in particolare per l’eventualità di un aumento dei dazi su acciaio, alluminio e prodotti trasformati”, dice ad Odontoaitria33 un preoccupato presidente UNIDI Fabio Velotti (nella foto). 

Molti dispositivi dentali, soprattutto quelli più sofisticati, contengono componenti metallici che risentirebbero direttamente di questi rincari, con un impatto sui costi di produzione e, quindi, sulla competitività all’estero”, spiega Velotti. “Le piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura del nostro sistema produttivo, sarebbero le prime a subirne le conseguenze”.

Presidente UNIDI che ricorda come l’industria dentale italiana, che comprende strumenti, materiali e apparecchiature, costituisce una nicchia del settore medicale, caratterizzata da un elevato valore aggiunto, poiché rivolta prevalentemente all’utenza privata, e da tassi di crescita costanti.

Il settore dentale italiano ha registrato nel 2024 oltre 1,3 miliardi di euro di produzione industriale, in crescita dell’1% rispetto al 2023, con un CAGR stabile a +5% rispetto al 2011, mentre le esportazioni del 2024 superano i 900 milioni, un valore raddoppiato rispetto ai livelli del 2013, pari quindi a quasi il 70% della produzione.

UNIDI è fermamente impegnata nel garantire il massimo supporto alle nostre aziende”, rassicura Velotti. “Monitoriamo costantemente l’evoluzione normativa internazionale, collaboriamo con ICE e le istituzioni per promuovere il Made in Italy nelle fiere di settore, offriamo consulenza tecnica e legale per l’export e continuiamo a raccogliere dati e trend utili per orientare le strategie industriali”.

Poi ci sono le azioni di comparto che UNIDI sta portando avanti, insieme a FIDE, IDM e con il contributo prezioso di DTA, affinché sia l’Unione Europea che gli Stati Uniti possano escludere i dispositivi medici da eventuali misure protezionistiche, come avviene già oggi per i farmaci. “È nostro dovere salvaguardare un settore che rappresenta l’eccellenza italiana nel mondo”, conclude Velotti. 


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