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21 Ottobre 2025

Il timore di mostrare il proprio sorriso diventa, anche, un freno per effettuare le cure

Una ricerca ha cercato di valutare quanto il vergognarsi del proprio sorriso possa limitare l’accesso alle cure piuttosto che stimolarle


Dentista paziente vergonga

Il vergognarsi del proprio sorriso è un fenomeno diffuso ma poco esplorato, che incide profondamente sulla salute orale e sulle disuguaglianze sanitarie. Questo è quanto emerge dalla ricerca condotta da un team internazionale di studiosi provenienti da ambiti diversi – odontologia, scienze umane, medicina sociale – che invita a riconoscere la vergogna come una chiave interpretativa essenziale per comprendere e affrontare le sfide della salute orale.

Il lavoro pubblicato su Community Dentistry and Oral Epidemiology nasce da una collaborazione tra il progetto Lifelong Oral Health dell’Università di Copenhagen e il progetto Shame and Medicine dell’Università di Exeter. Gli autori hanno analizzato la letteratura esistente e integrato prospettive cliniche, culturali e sociali per proporre un nuovo approccio alla salute orale basato sulla "lente della vergogna".

Cosa si intende per “vergogna dentale”

L’aver timore di mostrare il proprio sorriso può manifestarsi in tre situazioni principali: direttamente legata ai problemi dentali visibili, derivante da vulnerabilità sociali, oppure relazionale, quando si prova vergogna per la condizione orale di altri. 

Questa vergogna può generare un circolo vizioso: chi ne soffre tende ad evitare cure e controlli, peggiorando la propria condizione e aumentando il senso di vergogna.

Gli autori sottolineano che “la vergogna dentale è sia una conseguenza che un determinante dei problemi di salute orale”.

La ricerca propone diverse modalità per descrivere la vergogna dentale, a seconda del contesto:

  • Come emozione auto-cosciente legata all’estetica e alla funzionalità orale: una forma di ansia da esposizione, dove il disagio nasce dal timore di mostrare i propri denti o di essere giudicati per il loro stato.
  • Come barriera psicosociale all’accesso alle cure: un ostacolo emotivo e sociale che impedisce di cercare assistenza odontoiatrica.
  • Come esperienza relazionale e culturale: influenzata da norme sociali, aspettative estetiche e condizioni socioeconomiche.
  • Come determinante sociale della salute orale: interagisce con vulnerabilità, traumi e disuguaglianze sistemiche.
  • Come stato emotivo stigmatizzante: una forma di stigma interiorizzato che si manifesta attraverso emozioni di colpa, imbarazzo e paura del giudizio.

Le implicazioni sono molteplici: isolamento sociale, bassa autostima, rinucia delle cure, peggioramento della salute generale, difficoltà nell’accesso al lavoro e ai servizi sociali. La vergogna dentale, fanno notare i ricercatori, è inoltre strettamente legata a fattori di disuguaglianza.

Il ruolo degli operatori sanitari

I professionisti della salute orale, odontoiatri, igienisti dentali e Aso, possono involontariamente alimentare la vergogna nei pazienti. È quindi fondamentale che sviluppino una “competenza al disagio”, ovvero la capacità di riconoscerla, gestirla e prevenirla. Questo implica sensibilità emotiva, comunicazione empatica e ambienti di cura non giudicanti.

La ricerca individua cinque contesti in cui la vergogna dentale ha un impatto significativo: incontri clinici, servizi sanitari e sociali, comportamenti quotidiani, contesti sistemici e situazioni di trauma.

Conclusione e prospettive future

Gli autori lanciano un appello alla comunità scientifica e professionale: “comprendere e affrontare questa forma di disagio può trasformare la promozione della salute orale, ridurre le disuguaglianze e migliorare gli esiti di salute”. La ricerca invita a progettare servizi più inclusivi e compassionevoli, capaci di riconoscere e mitigare la vergogna, e a coinvolgere attivamente le persone con esperienza vissuta di vergogna dentale. 

Per approfondire, lavoro open access:

Dental Shame: A Call for Understanding and Addressing the Role of Shame in Oral Health 


Nota: immagine generata con IA

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