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21 Novembre 2025

La mini invasività nel trattamento endodontico

L’applicazione della Mini Invasive Endodontics e gli scopi che l’odontoiatra dovrebbe perseguire. Alcune riflessioni della dott.ssa Lucia Reggio


Dr Reggio 2

I principi della Mini Invasive Endodontics (MIE), analizzando come le tecniche moderne possano conciliare l’efficacia clinica nel controllo dell’infezione con la massima conservazione della struttura dentale. 

Durante il suo intervento a DS World Riccione 2025, la dott.ssa Lucia Reggio ha approfondito il tema, di seguito una sintesi di quanto indicato. La relazione ha offerto una panoramica clinica completa, dalla diagnosi alla ricostruzione post-endodontica, con focus su casi complessi e ritrattamenti.

Lo scopo della terapia endodontica è quello di detergere, sagomare e sigillare il sistema endocanalare.L’ottenimento del successo e soprattutto il suo mantenimento a lungo termine sono strettamente correlati al controllo dell’infezione batterica.

È noto in letteratura che nessuna tecnica o strumento permette di ottenere una totale sterilizzazione dell’endodonto, bensì l’obiettivo è la massima riduzione possibile della componente batterica: si parla infatti di “soglia critica” ovvero quel livello di disinfezione che permette nell’ospite di mantenere uno stato di salute o, in caso di lesione periapicale presente, di ottenere guarigione.

Di pari passo, però, uno degli obiettivi primari dell’odontoiatria moderna è perseguire la massima conservatività possibile: è ampiamente dimostrato in letteratura che preservare struttura dentale aumenta la sopravvivenza a lungo termine dell’elemento dentale.Conciliare i due aspetti è oggi possibile attraverso tecniche, strumenti e materiali di ultima generazione.

A livello clinico è importante gestire ogni fase clinica in maniera minimamente invasiva.

Ad esempio, l’apertura della camera pulsare deve esser eseguita con frese conservative dedicate e punte ultrasoniche, tuttavia non è consigliabile l’estremizzazione di tale approccio: la letteratura associa le “ninja access” a maggior rischio di frattura degli strumenti, danni iatrogeni e minor detersione. Anche nei casi complessi e nei ritrattamenti è necessario utilizzare una strumentazione dedicata ma eccedere nella non rimozione di tessuto può risultare controproducente: uno dei fattori principali infatti è, attraverso il microscopio, avere una visione diretta di dove stiamo agendo.

Si definisce MIE (Mini Invasive Endodontics) l’approccio alla terapia endodontica che parimente si pone come obiettivi il controllo dell’infezione e la preservazione di struttura dentale. 

Dott.ssa Lucia Reggio 

nota: il clinico potrebbe aver ricevuto un compenso da Dentsply Sirona.




 
 

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