Obiettivo cercare di indicare un tariffario aggiornato che possa offrire una base chiara nella stima dei costi delle cure odontoiatriche in ambito civile e assicurativo
Uno studio italiano pubblicato sulla rivista Minerva Forensic Medicine ha elaborato un Tariffario Odontoiatrico Nazionale 2025, proponendolo come strumento di riferimento pensato per offrire una base chiara, uniforme e trasparente nella valutazione dei danni dentali e nella stima dei costi delle cure odontoiatriche in ambito civile e assicurativo, favorendo un approccio condiviso tra professionisti, periti e cittadini.
Perché serviva un nuovo tariffario
“Per oltre quindici anni in Italia è mancato un criterio omogeneo per definire il valore economico delle prestazioni odontoiatriche, poiché dopo l’abolizione delle tariffe minime professionali il settore si è basato a lungo sul Tariffario proposto dall'Associazione Nazionale Dentisti Italiani (AND) del 2009, che ormai non si può più considerare rappresentativo dei costi reali dell’odontoiatria privata”, sottolineano i ricercatori: Emilio Nuzzolese dell’Università di Torino, Andrea F. Palermo dell’Università del Salento, Francesco Inchingolo e Gianna Dipalma dell’Università di Bari e Giancarlo Di Vella.
Questo Tariffario 2025 nasce, viene spiegato, “per colmare questa lacuna e introdurre uno standard nazionale capace di garantire maggiore equità, trasparenza e uniformità nella valutazione delle prestazioni, dei danni ed eventualmente delle parcelle, su tutto il territorio italiano”.
Come è stato costruito questo tariffario
Lo studio si fonda su un’analisi approfondita di molteplici fonti ufficiali e dati reali, che includono i tariffari ANDI e quelli dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Legale e Forense, i valori medi regionali raccolti dagli Ordini degli Odontoiatri, le informazioni fornite dalle compagnie assicurative e il tariffario minimo nazionale del 1992, aggiornato al potere d’acquisto attuale. Tariffario del 1992 che, sottoliena il prof. Nuzolese, aggiornato con i dati Istat dell’inflazzione potrebbe essere ancora oggi corrispondente alle tariffe odontoiatriche attuali.
Il professor Nuzzolese sottolinea che l’elaborazione di tali riferimenti ha permesso di costruire un tariffario medio nazionale calibrato sulle reali condizioni economiche e professionali del panorama odontoiatrico contemporaneo, spiegando che “il nostro obiettivo è stato creare un riferimento attuale e attendibile, utile a tutte le figure che operano nell’ambito medico-legale e assicurativo. I dati raccolti mostrano che i costi medi 2025 risultano inferiori dell’8,8% rispetto al Tariffario ANDI 2009 e del 13,7% rispetto ai valori dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Legale e Forense, evidenziando l’esigenza di un aggiornamento strutturato che non impescie un ulteriore calibrazione su base regionale".
Uno strumento per consulenti tecnici, avvocati, assicurazioni e pazienti
Gli Autori chiariscono che il nuovo tariffario non è un listino rigido ma un parametro di confronto che consente di verificare la congruità dei costi nelle controversie civili e assicurative, di stimare con criteri omogenei il danno economico da lesione dentale, di supportare dentisti e Ordini professionali nella valutazione delle parcelle e di garantire ai cittadini una maggior chiarezza sui costi delle terapie odontoiatriche.
Questa impostazione, viene chiarito, rende il documento un punto di equilibrio tra uniformità tecnico-legale e accessibilità economica, offrendo una guida utile a dentisti, periti, avvocati e organismi assicurativi e migliorando la fiducia tra professionisti e pazienti grazie a criteri chiari e condivisi.
Un passo avanti per la tutela del cittadino
“In un contesto dove la trasparenza dei costi rappresenta un pilastro della correttezza professionale e della tutela dell’assistito –viene sottolineato- il Tariffario Odontoiatrico Nazionale 2025 proposto, costituisce un progresso significativo sotto il profilo scientifico, professionale e sociale, poiché fornisce una base di valutazione equa, moderna e fondata su dati reali, migliorando il modo in cui vengono affrontate le controversie e i risarcimenti collegati ai danni dentali”.
Da ricordare che da tempo è allo studio con Ordini, Sindacati e Società scientifiche, un aggiornamento del nomeclatore tariffario da sottoporre al vaglio del Consiglio Superiore di Sanità che dovrà poi essere approvato e validato dal Ministero della Salute. Questo tariffario pubblicato su una rivista scientifica, si propone come, concludono gli autori, “non soltanto uno strumento tecnico di riferimento ma anche un simbolo di evoluzione culturale e responsabilità condivisa nel mercato odontoiatrico e nelle valutazioni medico-legali, promuovendo una pratica professionale più trasparente, coerente e orientata alla tutela della salute orale del cittadino”.
Per approfondire:
Emilio Nuzzolese, Andrea F. Palermo, Francesco Inchingolo, Gianna Di Palma, Giancarlo DI Vella.
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