L’Health at a Glance: Europe 2024 evidenzia che la spesa out-of-pocket per le cure sanitarie. Quelle odontoiatriche incidono in modo significativo sui bilanci familiari, soprattutto in Italia
L'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e la Commissione Europea hanno pubblicato l'edizione "Health at a Glance: Europe 2024" , il primo passo del ciclo "Stato di salute nell'UE".
Il documento evidenzia due priorità strategiche: promuovere una longevità sana e colmare le carenze di personale sanitario, stimate in 1,2 milioni di professionisti tra medici, infermieri e ostetriche. La spesa sanitaria nell’UE ha raggiunto in media il 10,4% del PIL nel 2022, con forti differenze: Germania al 12,6%, Francia oltre l’11%, mentre l’Italia si ferma all’8,8%, ben sotto la media europea. La spesa pro capite è di 3.533 euro nell’UE, ma in Italia è inferiore (circa 2.947 euro), contro i 5.317 della Germania. A livello generale, l'aspettativa di vita alla nascita nell'UE ha raggiunto gli 81,5 anni nel 2023.
La spesa odontoiatrica in Europa: bassa copertura pubblica e forte disparità
Il rapporto sottolinea che le cure dentali sono tra le meno coperte dai sistemi pubblici: solo il 33% dei costi è rimborsato mediamente nell’UE, contro oltre il 90% per i ricoveri ospedalieri. In Paesi come Croazia, Germania e Francia la copertura supera il 60%, mentre in Italia, Spagna e Romania è molto bassa. Questo si traduce in un forte ricorso ai pagamenti diretti: il 14% della spesa sanitaria out-of-pocket in Europa riguarda l’odontoiatria, con punte oltre il 30% in Paesi dell’Est.
Non sorprende che le cure odontoiatriche siano il servizio con più bisogni insoddisfatti: nel 2023 il 3,4% degli europei ha dichiarato di aver rinunciato a trattamenti odontoiatrici, contro il 2,4% per le cure mediche.
Nel 2022, l’assistenza ambulatoriale (che include le cure dentali) assorbe il 29% della spesa sanitaria totale, ma la odontoiatria pesa per circa un terzo della spesa primaria, molto meno rispetto all’ospedaliera (37%) e ai farmaci (20%). In alcuni Paesi baltici come Estonia e Lituania, la spesa dentale arriva al 10% del budget sanitario, mentre in Paesi come Spagna e Paesi Bassi si ferma intorno al 3%.
Le conseguenze di questa bassa copertura si riflettono nell'accesso alle cure: nel 2023, il 6% delle persone che necessitavano di cure odontoiatriche ha segnalato bisogni insoddisfatti a causa di problemi economici o di accessibilità. Questa percentuale supera il 12% tra le persone a basso reddito.
Per quanto riguarda l'utilizzo, nel 2022, una persona nell'UE ha effettuato in media 1,2 visite da un dentista. L'uso dei servizi varia notevolmente tra i Paesi, passando dalle 0,3 visite annuali in Romania (il dato più basso, legato all'alto costo OOP dovuto alla bassa copertura pubblica) alle 3,3 consultazioni nei Paesi Bassi (il dato più alto).
Italia: un sistema privato
In Italia la spesa odontoiatrica rappresenta circa il 3-4% della spesa sanitaria complessiva, una quota inferiore alla media europea, ma all’interno della spesa primaria ha un peso significativo. La copertura pubblica è minima e questo comporta che oltre il 90% delle cure dentali è pagato direttamente dai cittadini. Questo modello genera un impatto rilevante sui bilanci familiari e accentua le disparità socioeconomiche: chi ha redditi più bassi tende a rinunciare alle cure, nonostante il Paese disponga di una buona disponibilità di professionisti, con circa 0,8 dentisti ogni mille abitanti, in linea con la media UE.
L’utilizzo dei servizi è moderato: gli italiani effettuano mediamente 1,2 visite odontoiatriche all’anno, un dato simile alla media europea. Il confronto con Germania e Francia è emblematico: in questi Paesi la copertura pubblica e le assicurazioni riducono il ricorso ai pagamenti diretti, garantendo maggiore equità.
L'analisi della spesa OOP in Italia (quella pagata direttamente dai cittadini) rivela un onere significativo per i servizi odontoiatrici e i farmaci:
Conclusioni
Il rapporto "Health at a Glance: Europe 2024" evidenzia come, nell'Unione Europea, l'assistenza odontoiatrica sia un settore sanitario caratterizzato da forti disuguaglianze a causa della limitata copertura finanziaria pubblica. La necessità per i cittadini di dover pagare di tasca propria molte delle cure, ed i costi spesso considerati elevati, costringe una parte dei cittadini, in particolare per le fasce sociali più deboli, a non curarsi.
Di fronte a queste criticità, sebbene il rapporto non fornisca raccomandazioni, i dati presentati inducono a considerare due percorsi d'azione per i policy-maker:
1) Aumentare il Finanziamento Pubblico: È necessario incrementare la quota di finanziamento pubblico destinata alle cure dentali per ridurre l'eccessivo onere OOP sui cittadini e garantire un accesso più equo, in linea con le prestazioni di altri servizi sanitari.
2) Investire sulla Prevenzione: La promozione di programmi di salute orale e prevenzione mirati, soprattutto in età scolare, è identificata come una "migliore pratica". Programmi di successo, come quelli citati nei Paesi Bassi e in Croazia, dimostrano che campagne di sensibilizzazione e l'insegnamento di corrette abitudini igieniche sin dalla tenera età possono portare a una maggiore consapevolezza, a un uso più frequente dei servizi e, in ultima analisi, a una riduzione dei costi e dei bisogni di cura più complessi nel tempo.
A questo link il report completo.
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